Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

Alta tensione tra USA ed Egitto per gli aerei militari che l'Egitto compra dalla Russia. Pronte le sanzioni

Delle avvisaglie c'erano già state nel 2019, quando dall'Egitto trapelò la notizia della firma di un contratto con la Russia di Putin, un contratto da 2.7 miliardi di dollari circa, per l'acquisto di 26 Sukhoi Su-35 multi-ruolo. La consegna doveva iniziare nei primi mesi del 2020-2021. A causa del problema coronavirus pare che la consegna dei primi mezzi avesse subito un ritardo. Circolano notizie che un primo lotto di cinque aerei sarebbero stati consegnati dalla Russia, all'Egitto, l'Egitto vorrebbe realizzare due squadroni d'attacco con questi potenti mezzi aerei russi che possono competere con quelli americani e si consoliderebbe così la supremazia egiziana in quell'area strategica. Ricordiamo che l'Egitto è tra i dieci eserciti più potenti al mondo, e vanta attualmente  poco più di 1000 mezzi aerei militari, di cui 300 circa dedicati totalmente all'attacco. Il congresso americano sembra intenzionato a non mollare la presa e a sanzionare l'Egitto. Gli americani possono sorvolare sulle violazioni costanti dei diritti umani in Egitto, ma sulle questioni militari no, non sorvolano. Così funziona il mondo.
Se ciò dovesse accadere significherebbe una rottura dei rapporti tra Egitto e USA ed un chiaro avvicinamento della dittatura egiziana di Al Sisi a quella russa di Putin. D'altronde Trump difficilmente verrà rieletto e già Biden ha dichiarato chiaramente che l'epoca dell'assegno in bianco per Al Sisi è finito. Il mondo che sta armando l'Egitto prima o poi qualche domanda dovrà farsela, perchè non solo in quel Paese i militari sono al potere, tenendo in ostaggio 100 milioni di persone, con tutti i meccanismi tipici delle dittature, ma anche perchè quel potere militare prima o poi l'Egitto lo farà valere anche oltre i propri confini. Il teatrino libico al momento ne è stata solo una ridicola messa in scena, ma qualche segnale dovrebbe darlo a chi non ha il prosciutto sugli occhi. L'Egitto si sta armando per diventare la principale forza militare di quell'area e continuare ad essere di supporto soprattutto per l'Arabia Saudita, in quel triangolo di fuoco che va dall'Israele all'Iran, e non si esclude che gli egiziani si stiano preparando ad affrontare una guerra che li vedrà protagonisti. Ricordiamo che tra i Paesi che stanno armando l'Egitto, oltre alla Russia in prima fila c'è anche il nostro Paese.

mb

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?