Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

Quando Trump mise un like ad un post che invitava ad iniziare una guerra per evitare l'impeachment

Continua nei social ad essere la parola più diffusa, #WWIII o #TrumpWar oltre che a #IranUSA. D'altronde le recenti dichiarazioni da parte iraniana hanno fatto ben intendere quale sarà la loro politica, occhio per occhio, dente per dente. Una guerra iniziata dagli americani, a colpi di droni e missili, che pretendono di essere dalla parte giusta della storia e minacciano ritorsioni pesantissime se l'Iran oserà fare quello che qualsiasi Paese sarebbe tenuto a fare quando subisce una dichiarazione di guerra. Difendersi, colpendo. Insomma, si rischia una spirale difficile da controllare che richiama per alcuni aspetti quanto accaduto più che con la seconda guerra mondiale, con la prima guerra mondiale. In ogni caso, se dovesse scoppiare la terza guerra mondiale, statene certi, non saremmo qui a raccontarla nei social, perché sarà distruzione totale. Mentre l'America rischia di trascinare anche i Paesi colonizzati, in situazioni di alta tensione, come l'Italia, che farebbero bene ad attivarsi quanto prima per far chiudere le basi militari americane presenti sul proprio territorio, non passa inosservato quell'unico like messo dal profilo ufficiale di Trump. Risale al 2013. Si legge: "iniziare una guerra sembrava una distrazione divina contro quella bufala di impeachment".  Il contesto ovviamente era diverso, ma la coincidenza per alcuni aspetti ti lascia un pò basito, mettiamola così. Certo che questo è il pensiero di molti. Trump vuole iniziare una guerra per la questione dell'impeachment che lo riguarda, per ritardarla il più possibile vista la scadenza del suo mandato. Una strategia di una banalità disarmante e se quel like del 2013 rispecchiasse il quanto oggi sta accadendo, stiamone certi, ci saranno cose più serie di cui preoccuparsi che dell'accusa di impeachment di quel matto di Trump.

mb

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