4000 mila candeline, un lavoro meticoloso, di gran pazienza quello della comunità di Fiumicello, per realizzare una scritta che nel buio di questo inverno portasse un pò di luce. Verità. Verità per Giulio Regeni. 4000 mila candeline e 4 anni da quel maledetto 25 gennaio.

Quando Giulio venne sequestrato dalle forze di sicurezza nazionale egiziana. Una serata potente a livello comunicativo, emotivo, è stata quella di questo 25 gennaio 2020. Migliaia di persone in tutta Italia, passando da Berlino oltre che da Cambridge, hanno abbracciato la famiglia di Giulio e continuano a pretendere verità. Il tempo del silenzio è stato rotto. Quel silenzio che venne imposto e non si sa in base a quale protocollo alla famiglia di Giulio quando appresero della scomparsa del figlio al Cairo. Non dite niente, gli venne intimato. Dal 27 gennaio, al 31 gennaio, giorni di silenzio. Cosa è stato fatto dalle istituzioni italiane in quei giorni di silenzio imposto per cercare Giulio? Una storia lunga e tortuosa, per arrivare all'oggi dove si hanno cinque nomi di alti ufficiali e non solo, della forza di sicurezza nazionale egiziana coinvolti nell'omicidio di stato di Giulio. Sono stati sentiti nuovi testimoni, ha fatto presente Alessandra Ballerini dopo una intensa riflessione nata dal il libro, "Il volo. Le dichiarazioni di un militare sulla fine dei desaparecidos". Qualcosa si muove, in questo 2020 che è l'anno di Giulio. Una serata potente, come si è scritto, dove i messaggi condivisi sono stati una miriade, troppi per sintetizzarli in poche righe, dal messaggio video di Saviano, alle parole di Giulietti, alle lettere dei ragazzi della consulta di Fiumicello, alla lettera di Erri de Luca letta da Luigi Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’estero della Farnesina, alla musica di Capossela, alle parole del Presidente della Camera Fico che è venuto a Fiumicello anche se in stampella, cosa che altri difficilmente avrebbero fatto, alle promesse del Presidente della Commissione d'inchiesta monocamerale sull'omicidio di Giulio, Palazzotto, alla musica dei ragazzi del collegio del mondo Unito di Duino, ai disegni dell'artista Lorenzo Terranera, per arrivare al video di Pif. Va fatto un piccolo passo indietro. Claudio ha raccontato cosa è stato il libro Giulio fa cose, la sua importanza, per poi soffermarsi su un qualcosa che ha emozionato profondamente la sala per i brividi che si sono vissuti. Sul palco c'era una bicicletta.

Era la bicicletta di Giulio. Quella che lui usava a Cambridge. Quella bici che avrebbe potuto riusare dal 23 marzo, quando sarebbe dovuto ritornare in Inghilterra dall'Egitto. Quella bicicletta è tornata, diranno Claudio e Paola, Giulio no. Giulio non è tornato. Paola, ha raccontato brevemente la storia di quella bicicletta, da Oxford a Cambridge per ritornare qui a Fiumicello. Ed è ritornata grazie a Pif. Che si è recato personalmente a Cambridge per riportarla a casa. A Fiumicello. Ed il
video trasmesso racconta tutto, c'è tanta roba che racconta parecchia cose.
Quell'università che sembra essersi disinteressata di quanto successo ad un suo studente, a cui è stata dedicata una sala studio collocata solo a pochi metri dallo studio della tutor di Giulio. Beffa, verrebbe da dire. Quella che si è rifiutata di collaborare con la giustizia. Quella giustizia a cui la famiglia di Giulio mira, nonostante i rapporti con l'Egitto siano ottimali. Bisogna saper dire no, andare avanti con la forza del no, perché quel no diventi un sì, ha fatto intendere Paola. Non è possibile, non è accettabile che prima si rimproveri l'Egitto e poi gli si portino cioccolatini o fiori o il gelato. Paradossalmente veniva in mente proprio quello che accadeva in Egitto in questo 25 gennaio. Giorno della festa della polizia oltre che della rivoluzione egiziana. I poliziotti per strada davano fiori e cioccolatini ai cittadini. Quella stessa polizia che tratta i diritti umani come stracci. Richiamo dell'ambasciatore, dichiarare l'Egitto insicuro sono due vie doverose per raggiungere la verità e la giustizia. Senza le giuste pressioni politiche difficilmente si potrà andare verso la giusta direzione, la magistratura da sola non può, non ha i mezzi e le possibilità.
mb
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