Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

Barcellona e la Catalogna in rivolta come Hong Kong.Un mondo in lotta da Parigi a Londra, dal Cairo all'Ecuador

Dopo le condanne pesantissime contro alcuni capi dell'indipendentismo catalano, Barcellona e la Catalogna sono in una rivolta incredibile. Che continua da giorni, dal blocco dell'aeroporto ad una notte infuocata, tra auto incendiate, barricate, decine di arresti, blocchi stradali. Tanti feriti anche tra le forze dell'ordine. Il tempo degli applausi ai los Mossos quando Barcellona venne invasa dalla polizia federale spagnola, è finito, per ora. Ora lo scontro è totale. E si prepara la città a vivere un sabato infuocato. Si annuncia il tutto chiuso. Manifestazioni che ricordano un pò quelle di Hong Kong. Vogliono la loro piena autonomia ed indipendenza. Questioni che in una società sempre più complessa non è detto che non possano trovare anche altre emulazioni in altre realtà europee e non. Ad esempio in Egitto si è iniziato ad alzare la testa per rovesciare la dittatura di Al Sisi,  cosa repressa in modo durissimo, in Ecuador la situazione è tesissima, in Venezuela  dopo i falliti colpi di stato "democratici e anticomunisti" è altalenante, in Francia non c'è giorno che non ci siano proteste e manifestazioni contro il governo, i gilet gialli non si arrendono. Anzi. A Londra migliaia di fermi per le proteste contro il governo per i cambiamenti climatici. Ed in tutto ciò la guerra immancabile, perchè quella in questo mondo non manca mai. Basta pensare alla situazione bollente quotidiana tra Israele e Palestina. Anche se al momento tutta l'attenzione è focalizzata sul fronte siriano con i turchi che vogliono spazzare via dalla faccia della terra i curdi. Con una società globale che si è in modo sorprendere schierata a difesa dei curdi, basterebbe un niente per fermare i turchi, ad oggi poco e niente, a parte migliaia di parole, fiumi di "ciacole" e l'intervento della Siria spalleggiata dalla Russia che cercherà di fare bottino pieno di questa situazione.  In un mondo dove i focolai accesi sono comunque troppi.

mb

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