La Venere, gli stracci e la misura del tempo

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    Ma capite la genialità? Bisogna figurarsela, quella scena, perché noi spesso ce ne dimentichiamo.Siamo innanzi ad un qualcosa di magistrale che continua a stupire continuamente dagli anni Sessanta. C’è un fondo nero, buio, assoluto. E poi, lì nel mezzo, questo fondoschiena bianchissimo. È la Ed è pazzesco, se ci pensate, perché qui – tra quell’oscurità e il marmo contaminato – Michelangelo Pistoletto non sta solo facendo un'opera d’arte. Sta mettendo in scena il cortocircuito di una società spietata, che ha del tutto smarrito i suoi valori.  Ma come nasce un capolavoro?  La cosa meravigliosa – e qui sta la grandezza vera – è che quest'idea folle nasce quasi per caso. Un’intuizione estemporanea, casuale! E invece, da oltre sessant’anni, questa combinazione continua a colpire, a sbalordire chiunque la guardi. È una delle opere più significative e impattanti del nostro tempo.  E sapete perché? Perché a un certo punto l’arte smette di essere pura decorazion...

Se ritorna il pugno chiuso



Heather Parisi saluta il pubblico in prima serata su Rai 1, con il pugno chiuso. Rivendica il gesto. E' per la difesa dei diritti dei diversi. Un gesto politico, di lotta. Ma non significa, per questo, essere comunisti. Un gesto che nella semplificazione del linguaggio potrebbe essere letto così, ma non è così. Almeno non sempre. Di pugni chiusi se ne son visti diversi nel corso del tempo, in più ambiti ed hanno fatto più o meno discutere. Come quello di Toninelli, che era un segno di vittoria per un traguardo politico raggiunto. Un pugno chiuso nell'aula del Parlamento non si vedeva probabilmente da chissà quanto tempo. Ma non aveva niente di comunista. Come quello di Fico, nel giorno della festa della Repubblica, anche lì si è puntualizzato che non aveva niente di comunista. Comunista e di lotta sarà quello, invece del Sindaco di Riace, il cui modello è stato demolito dalla ruspa salvinista, di lotta e resistenza femminista sarà quello di Asia Argento, di lotta sportiva sarà quello di Klopp, in un Liverpool tradizionalmente di sinistra e sempre dalla parte dei diritti. Paolo Sollier, nel '75 disse: «Dov'è scritto che un calciatore non debba avere idee?» E in campo entrava con il pugno chiuso, comunista. Una delle prime espressioni di questo pugno sembrano risalire a metà dell'800, divenne l'icona della sinistra, dell'Internazionale Comunista, del contrasto al Franchismo, al fascismo, ma il pugno chiuso alzato non è sempre un simbolo di sinistra, guardando alla sfera politica. Esiste anche quello fascista americano, dei suprematisti il cosiddetto “Aryan fist” è utilizzato dai suprematisti bianchi. Insomma, ritorna il pugno chiuso, sembrava destinato all'archivio, alla memoria storica, ma a quanto pare, pur in ambiti diversi e con significati eterogenei, ritorna, senza timore.
mb

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