Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

Se in Inghilterra impazza la detector archeologia. Mentre in Italia migliaia di beni li teniamo nei magazzini



Oltre 78 mila (78.000) oggetti archeologici, alcuni dei quali preziosi, sono stati registrati nel solo 2017 su base volontaria  grazie all'attività dei dectorists del metallo  che hanno trovato il 93% dei beni. Come evidenzia il The Guardian.  
Se in passato dectoristi ed archeologici erano in contrasto, per incomprensioni dovute ad invasioni di campo, o meglio comportamenti percepiti come tali, ora il tutto ha preso una piega diversa. E questa collaborazione ha permesso di portare alla luce beni importanti, alcuni splendidi, come una statua di Minerva di 2000 anni fa, ad esempio.Se in Inghilterra vanno alla ricerca di preziosi e beni antichi per poi esporli nei musei, in Italia, le cose vanno proprio al contrario. Tra città sepolte, come Aquileia, tra migliaia di beni chiusi nei magazzini, per non parlare di quel patrimonio umano, di studiosi, archeologici, e similari che spesso sono costretti ad inventarsi altri lavori per sopravvivere, quando l'Italia potrebbe vivere solo di bellezza e turismo culturale, potendo diventare il più importante e grande museo a cielo aperto del nostro mondo.
Marco Barone

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