
E alla fine ci sono riusciti. Un bando univoco, che mette sullo stesso piano due eventi storici, due memorie storiche, due fatti storici, completamente diversi se non opposti. Quale il Giorno della Memoria ed il Giorno del ricordo. Con il paradosso che se nel primo caso, che è il 27 gennaio, si ricordano le vittime dell'Olocausto, del nazifascismo, delle deportazioni nei campi di concentramento nazifascisti, nel secondo caso, come la storia di questi ultimi anni ha ben evidenziato, sono stati onorati anche coloro che sarebbero stati carnefici per diventare dunque vittime il 10 febbraio. Ciò perchè nella frenesia di arrivare a determinare una legge governata da uno spirito anticomunista e antislavo si è arrivati a strumentalizzare i drammi vissuti da chi è stato travolto dagli eventi della seconda metà del '900, di cui ne è stato certamente vittima, facendo di tutta l'erba un canonico fascio. Nessuno mette in discussione che degli innocenti nelle foibe una volta uccisi sono stati gettati. Ma è un torto che si fa soprattutto a costoro quello di onorare con tanto di medaglie nazifascisti che hanno fatto la stessa fine.
Mescolando vittime e carnefici, innocenti e colpevoli, sotto quel sentimento, dell'essere "solo italiani" e pertanto vittime della furia indiscriminata "titina","comunista" e "slava" nel segno del quale ogni peccato poteva essere espiato. Eri fascista? Eri nazista? Sei stato infoibato dai "titini"? Meriti di essere onorato come meritano di essere ricordati gli ebrei vittime dell'Olocausto. Per non parlare della questione dell'esodo. Non è mai bello lasciare la terra in cui si è nati o vissuti per lungo tempo. Terre occupate e conquistate dall'Italia per circa 25 anni di tempo, che hanno conosciuto l'accavallarsi di diverse amministrazioni. Esodo dovuto ad una pluralità di cause, non univoche, ma la falsità della storia "di stato" di direzione ne vuole una sola. Scacciati perchè italiani.
Un modo assolutamente diabolico ed antistorico di fare storia. Ora, con la
Legge regionale
6 novembre 2018, n.
25 si dispone:" Al fine di trasmettere alle nuove generazioni principi e valori basati sull'importanza della memoria storica, l'Amministrazione regionale sostiene iniziative, incontri e viaggi della memoria da attuarsi a favore delle scuole di ogni ordine e grado del Friuli Venezia Giulia, nel rispetto di quanto indicato nella
legge 20 luglio 2000, n. 211 "Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti" e nella
legge 30 marzo 2004, n. 92 "Istituzione del "Giorno del ricordo" in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati". Per le finalità di cui al comma 12 l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo straordinario alle scuole e ai Comuni della Regione a sostegno di iniziative, incontri e viaggi della memoria da realizzarsi nell'anno scolastico 2018/2019."
Marco Barone
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