Tra piazza Oberdan e il natale di Roma "ronchese": quando anche a Ronchi nel 1926 si gridava «Alalà» per Mussolini

Quando noi pensiamo a Ronchi, ci viene subito in mente una storia fieramente, visceralmente antifascista.    Il contributo di questa terra alla Resistenza è stato enorme, drammatico.  La Liberazione non è avvenuta il 25 aprile, ma  il primo maggio del ’45, con quel grandioso corteo unitario di partigiani italiani e sloveni che sfilarono fino in piazza Oberdan, e la gente che scriveva sull'asfalto i messaggi di fraternità per i caduti sloveni ed italiani. Eppure la storia è sempre più complessa, più sfaccettata di come ce la raccontiamo. Perché se noi andiamo a scavare  nel passato scopriamo che cent’anni fa  una parte della popolazione alle cerimonie del regime ci andava eccome. Il 1926. Quello è un anno pazzesco, un anno di svolta, in cui il fascismo stringe la presa sull'Italia e Mussolini rischia la pelle un giorno sì e l'altro pure. A febbraio, al Teatro Eden della vicina Monfalcone, c'è il "veglionissimo" delle Camicie Nere, ed è pieno di...

Trieste Airport ci riprova con la privatizzazione. Si cedono il 55% di quote e 32 milioni il valore della gara. 8 in meno rispetto a prima

40 milioni circa di investimenti pubblici, 70 milioni, circa il valore di mercato, per lo scalo di Ronchi che si colloca al primo posto in Italia nella classifica tra i passeggeri sotto la soglia di 1 milione. Uno scalo in mano pubblica, la Regione FVG, che forse ha fatto il passo più lungo della gamba con il polo intermodale che è sottoutilizzato rispetto alle previsioni forse futuristiche. Il pacchetto è stato preparato, confezionato per privatizzare lo scalo del FVG ed il tutto proprio nel momento in cui da tutta Europa arrivano chiari segnali di controtendenza, con la richiesta da parte dei cittadini di uno Stato forte e con la nazionalizzazione dei beni pubblici primari. Ma in FVG si va in controtendenza. Se la scorsa gara è andata deserta, ora si alzano le quote cedute, direttamente il 55%, prima solo il 45 più un 10% eventuale successivo. E non solo. Si abbassa di 8 milioni di euro circa il valore della gara. Se prima era di 40 milioni di euro circa, ora è di 32 milioni di euro. Insomma, manca solo un tappeto rosso al futuro acquirente. Certo, che se questa gara andrà deserta, ci si deve interrogare se questo scalo naufragherà, o riuscirà a sopravvivere rispetto al bacino in cui è stritolato a livello concorrenziale, a partire dal Veneto che pare continuare a conquistare il FVG, riuscendo a compiere ciò che probabilmente non riuscì alla Serenissima. Tutto legittimo ci mancherebbe, basta solo capire come stanno le cose.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?