Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

Immagine
Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Monfalcone: via Sant'Ambrogio diventerà zona rossa. Per sostenere"la voglia di stare a Monfalcone"


No. Non stiamo parlando di Bologna, Padova, Berlino o Milano. Ma di una cittadina del profondo nordest, nota come città dei cantieri, nel senso che nel bene o nel male indissolubilmente vede la propria sorte essere legata ai cantieri navali. Cittadina che è oggetto di quello che sarà un processo di gentrificazione che avrà lo scopo di riqualificare o rendere bello, appetibile soprattutto ad un "elite sociale" ciò che oggi è più vissuto dal popolo. Ma quello sbagliato a quanto pare. Visto che nel corso del tempo via Sant'Ambrogio è diventata terreno di conquista di bengalesi, in prevalenza. Monfalcone non ha un centro storico che possa minimamente essere paragonato ad un centro storico degno di nota, e devono, dunque, inventarselo. Inventarselo per conferire una nuova fisionomia alla via più controversa e contesa dell'intero mandamento. Monfalcone verrà divisa, nel suo centro, in due zone. Quella verde. E quella rossa. E quella rossa sarà, appunto, via Sant'Ambrogio, chiamata zona 1.
Come si legge negli atti comunali " la “ZONA 1” (corrispondente alla parte identificata in rosso sulla planimetria) corrisponde all’intero asse centrale di via Sant’Ambrogio con i suoi portici, che è l’area di maggior pregio della città, per la presenza di edifici e di spazi pubblici soggetti alla tutela di cui al DLgs 42/2004. Questa zona rappresenta l’area del centro cittadino che costituisce carattere identitario della città, il cuore del commercio e della vita cittadina, la via più frequentata dalla cittadinanza. " E dunque, secondo la logica del prima gli, anche via Sant'Ambrogio subirà delle conseguenze notevoli sul punto.

Questo il censimento:  n. 3 edifici pubblici istituzionali (il Palazzetto Veneto sede temporanea dell’Amministrazione Comunale), l’ex Albergo Roma e l’edificio d’angolo con viale San Marco, che ospitano uffici comunali; n. 2 passi carrai; n. 12 ingressi di condominio (intendendo per condominio anche gli edifici storici che presentano carattere di pluralità di alloggi)
n. 3 attività direzionali
n. 2 attività ricettive (un B&B funzionante e un hotel dismesso)
n. 3 attività di ristorazione: due Kebab center e un ristorante dismesso (il Gelso)
n. 9 esercizi pubblici e di ristorazione di cui n. 3 chiusi
n. 2 attività di generi alimentari gestiti da personale bengalese
n. 12 attività di generi NON alimentari di cui n. 8 chiusi
n. 1 sala giochi di dimensione importante (VLT con autorizzazione Statale).


Quali gli scopi da perseguire?
Manco a dirlo. 
"Garantire il decoro degli spazi pubblici attraverso il miglioramento dell’abitabilità e dell’accoglienza assieme all’innalzamento della consapevolezza per cittadini, esercenti e visitatori dell’appartenenza al territorio e ai suoi beni di interesse storico, sia quelli del centro città che quelli di Panzano e delle altre zone individuate; - riconoscere altre attività quali per es. l’artigianato e il commercio tradizionali come espressione dell’identità culturale collettiva.
- rivitalizzare tutto il centro storico (così come rappresentato in planimetria) che generi “la voglia di stare a Monfalcone”, di camminare per le sue vie, di acquistare i prodotti, e che tale rivitalizzazione possa, essere di tipo continuativo anche nelle ore serali ma nello stesso tempo bisogna che ci sia la consapevolezza da parte degli esercenti di esercizi pubblici e di ristorazione che attività con incontrollato consumo di alcolici e/o intrattenimenti danzanti svolti in luoghi non consoni o non programmati da parte dell’Amministrazione comunale, o che provocano rumore e disturbo per i
cittadini, così come esercizi commerciali (tipo i minimarket – aperti fino a tarda notte) devono essere disciplinati adeguatamente per evitare i rischi di un forte degrado che mettono in serio pericolo la tutela del decoroso patrimonio architettonico cittadino." Per citare i più rilevanti.
E questi i divieti della zona rossa di Monfalcone:


Marco Barone




Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?