Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

Ritorna la caccia alle streghe? Nel Paese dove il 40% della popolazione Lgbti ha subito discriminazioni e gli aborti sono a rischio



Da chi invocherà la difesa della fantomatica famiglia naturale, invenzione pura, perchè semplicemente inesistente, a chi ritornerà a trattare l'omosessualità come una malattia a chi invocherà gli esorcismi contro il diritto all'aborto. Insomma, ritorna la caccia alle streghe e le prime streghe ad essere colpite sono quelle della popolazione Lgbti.

Andiamo avanti per ritornare indietro. Se da un lato il progresso tecnologico può ingannare tutti perchè ci consideriamo immuni e perfetti e moderni, in realtà si è nel pieno vortice del progresso regresso, perchè le istanze reazionarie hanno preso piede anche nei luoghi ove si decide il destino del Paese nel suo insieme. Il nuovo corso che avanza ha come scopo il ripristino del vecchio ordine, cioè abbattere e demolire quanto costruito e conquistato con estrema fatica. Ci vogliono tre secondi per distruggere decenni di lotte. Un Paese dove, in base al rapporti di Amnesty, il 61,3% dei cittadini tra i 18 e i 74 anni ritiene che in Italia gli omosessuali siano molto o abbastanza discriminati. Ciò a conferma che vi è una chiara consapevolezza dello stato d'ignoranza e cattiveria diffusa nella nostra Italia. Ma questa Italia non ci può appartenere. Ben il 35% della popolazione Lgbti è stato oggetto di insulti e umiliazioni contro il 25,8% degli eterosessuali. E, in generale, il 40,3% delle persone Lgbti dichiara di essere stato discriminato nel corso della vita soprattutto a scuola. Quella scuola dove il contrasto all'omofobia fatica ad essere accettato e se non si parte dalla scuola non ci potrà essere alcun tipo di cambiamento sostanziale nella nostra società, non si può pensare che questo fenomeno sociale, che altro non è che una forma becera effettiva di razzismo, possa essere affrontato privatamente e nella scatola chiusa delle famiglie. Ciò è inaccettabile.
L'altra direttrice che si andrà a scardinare nell'ottica dell'inesistente famiglia naturale è quello del diritto all'aborto. Mentre il tricolore irlandese corre, finalmente, verso il riconoscimento del sacrosanto diritto all'aborto in Italia questo è sempre a rischio. Basta pensare che livello nazionale gli obiettori di coscienza variano tra un minimo del 67% al nord e l'80,5% al sud. L'obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attivita' ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attivita' specificamente e necessariamente dirette a determinare l'interruzione della gravidanza, e non dall'assistenza antecedente e conseguente all'intervento. L'obiezione di coscienza non puo' essere invocata dal personale sanitario ed esercente le attivita' ausiliarie quando, data la particolarita' delle circostanze, il loro personale intervento e' indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo. I dati mediamente noti, a livello statistico, dimostrano che in Italia è l'obiezione di coscienza a farla da padrona assoluta, minando gravemente il diritto all'autodeterminazione delle donne, e compromettendo anche il loro diritto alla vita ed alla tutela dell'integrità psicofisica.  I diritti civili sono quelli che connotano lo stato di vitalità di una democrazia, e quelli italiani sono effettivamente in sofferenza, perfettamente in sintonia con lo stato d'animo del Paese, incattivito ed in declino.

Marco Barone 

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