Il disastro ferroviario tra Monfalcone e Ronchi evitato per un soffio

Provate a immaginare la scena, perché è una storia straordinaria e, al tempo stesso, assolutamente agghiacciante. Siamo nel mese di ottobre del 1981, precisamente  alla stazione di Nabresina, è sera, sono circa le dieci di un giorno qualunque. C'è la solita routine ferroviaria: gli operai stanno eseguendo delle manovre di routine per spostare sedici vagoni merci da un binario all'altro. Niente di speciale, lavoro quotidiano. Solo che a un certo punto la locomotiva addetta alla manovra dà una spinta. Ma non una spinta normale, prudente: dà una spinta tremenda , un colpo secco, decisamente troppo forte. E succede  una cosa pazzesca, che questi sedici vagoni, stracarichi di merci, superano il segnale di sosta e partono. Da soli. Senza motrice, senza frenatori a bordo, per pura forza d'inerzia! E imboccano la linea verso Monfalcone-Ronchi, che in quel tratto è in discesa. Invece di rallentare,  raggiungono i vagoni una velocità incredibile. Da mettere i brividi. Questi v...

Se Babbo Natale ha ridimensionato San Nicolò





Ma è più sentito San Nicolò o Babbo Natale?

Questo è quanto mi domandavo notando tutta la serie di prodotti realizzati, i mercatini diffusi, le fiere e quant'altro si afferma in prossimità della notte tra il 5 e 6 dicembre. Così come mi domando, ma quanti conoscono la sua storia? Quanti sanno che tipo di santo protettore sarebbe?  Scommetto che le mani alzate sarebbero una manciata. 
Ed a dirla tutta non interessa, interessa quel giorno solo scambiarsi qualche regalino, girovagare per le fiere, bere e mangiare.

San Nicolò, dicono, è un santo molto venerato in tutto il mondo, addirittura avrebbe carattere universale. Sarà. Ma in Italia ci sono su più di 8 mila Comuni solo una ventina di località, e qualche Comune, ad avere questo nome e sono poche le località dove viene festeggiato, soprattutto in alcune zone del Nord Est ed in Puglia.  Vi è chi dice che Babbo Natale altro non sia che praticamente il San Nicolò in chiave pienamente consumistica, che avrebbe tratto origine da questo santo per poi divenire noto grazie alla solita Coca Cola. Sicuramente è vero che San Nicolò e Babbo Natale hanno in comune praticamente tutto, i colori dei vestiti, rosso, come rosso è il Babbo Natale moderno, la barba bianca, lunga e folta, l'iconografia dell'uomo buono, ed i regali ergo mercato, soldi ed economica che gira ed entrambi arrivano di notte e nello stesso mese ed a poche settimane di distanza.
Alla fine si tratta di due cloni, San Nicolò si è ridimensionato, ha dovuto rincorrere Babbo Natale per non sparire del tutto, è soppiantato dalla forza planetaria di Babbo Natale e sopravvive con fatica nella notte tra il 5 e il 6 dicembre solo perchè si scambiano piccoli doni e soprattutto cioccolata. 

Insomma San Nicolò è diventato una sorta di antipasto che anticipa Babbo Natale. San Nicolò continuerà a resistere lì dove le tradizioni secolari resistono, con le loro fiere e specificità, ma son sempre di meno, nel resto del mondo questa festa ha forse gli anni contati. Insomma Babbo Natale in un colpo solo è riuscito a mettere in discussione se non compromettere lo spirito religioso del natale e ridimensionare in modo potente quello che per secoli è stato uno dei santi più amati. 
Sarà comunque il portafoglio alla fine a decidere chi sarà il vincitore finale, chi sopravviverà e chi sparirà.

Marco Barone

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