Venezia è la città dell'arte

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  L'arte deve saper stupire, deve saper incuriosire e soprattutto scatenare polemiche, altrimenti che arte sarebbe? Si cadrebbe nella banalità del niente. Venezia è la città d'arte per eccellenza, una cornice fantastica, che forse un giorno seguirà le orme di Atlantide oppure chissà, presa d'assalto dal turismo consumistico di massa, ma che riesce, malgrado a tutto a preservare la sua anima e la sua identità. Città internazionale, dove si parla forse più l'inglese che l'italiano o il veneto. L'arte a Venezia non deve conoscere censura, deve saper osare, andare oltre ogni geopolitica, qui l'arte deve essere terra franca e infischiarsene delle regole dettate dal solito politichese che altra conseguenza non ha che quella di inquinare l'arte e annientarne l'essenza.   

Benedetto Croce : per me il Nazionalismo è una manifestazione terziaria della sifilide dannunziana



Un carteggio molto significativo tra Benedetto Croce e Giuseppe Prezzolini, che colpisce al cuore, il cuore del nazionalismo italiano, che in modo incomprensibile ancora oggi da qualcuno viene considerato come un valore per l'Italia. Quando in realtà ha contribuito enormemente a svilire il nostro Paese. Le parole di Croce nei confronti di D'Annunzio sono pesanti . Ancora il peggio doveva avvenire, ancora D'Annunzio doveva esprimere il suo eroismo, il suo militarismo, la sua "tenacia" che porterà alla nefasta occupazione eversiva della città di Fiume che in modo irresponsabile, rischiando di compromettere i rapporti tra Italia e Croazia, più di qualcuno tende a celebrare. Ma già il suo fervore nazionalista era noto, un fervore che si scontrava contro quell'europeismo che Croce ha sempre coltivato portandolo a scrivere durante la dittatura fascista, cosa per nulla scontata e facile, il noto saggio sull’Europa prevedendo una grande Europa unita sotto il segno della libertà e della democrazia. Nel carteggio con Prezzolini Croce già manifestava delle critiche al nazionalismo italiano, attaccando "letteratucci e giornalistucoli" che componevano l'Italia sotto il nazionalismo e che nessuna efficacia hanno avuto nella vita italiana, rilevando che se costoro non "facessero i nazionalisti farebbero i dannunziani". Per poi evidenziare con gran vigore che "per me il Nazionalismo è una manifestazione terziaria della sifilide dannunziana. Quanto male abbia fatto il D'Annunzio nell'ambiente morale italiano è cosa di cui pochi hanno adeguata coscienza: e io credo di essere tra questi. Bisogna esplorare a fondo questo malanno (...) e denudare la schifosa piaga. Io sono disgustato, anzi profondamente nauseato dalla spettacolo che offre il d'Annunzio.....e allo scredito che getta sulla nostra Italia......prevedo che andrà degenerando sempre più vergognosamente" Sino ad augurargli di morire " mi sembra il meglio che possa fare per sé e per l'Italia" .

 Ringrazio L.K. per avermi segnalato questo importante carteggio

Marco Barone 

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