Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

FVG: ma il velo islamico è simbolo di schiavitù? Respinta in Regione mozione leghista


Il Consiglio regionale del FVG ha respinto la mozione n°236 proposta dal Consigliere della Lega Nord, Zilli, sulla questione del velo. Cosa prevedeva tale mozione?  
 
Dopo una serie di considerazioni e premesse sulle solite vicende di sicurezza e dopo aver ricordato alcuni episodi di terrorismo verificatisi tra il 2015 e il 2016 a Parigi, Bruxelles, Giacarta, Dacca, Nizza Monaco, Rouen, solo per citare i più significativi, la cui connessione con il velo sinceramente è a dir poco incomprensibile, e dopo aver specificato "che la sicurezza dei cittadini non può essere compromessa dall’atteggiamento remissivo verso dettami di carattere religioso che nulla hanno a vedere con le regole della nostra società e i valori laici di uguaglianza tra uomo e donna, faticosamente conquistati dalla nostra società; e ritenuto che il burqa e il niqab sono un simbolo di schiavitù e oppressione nei confronti delle donne islamiche e non aiuta certamente l’integrazione sociale" chiedeva alla Regione di "adottare appositi provvedimenti, anche mediante l’utilizzo di cartelli informativi, che assicurino la massima efficacia dei controlli di sicurezza interni in tutti gli edifici istituzionali, in tutte le strutture pubbliche regionali, ivi comprese tutte le strutture sanitarie e le scuole, vietando l’occultazione del volto dei soggetti che  accedono all’interno delle strutture stesse, attuati anche mediante velazione integrale, quali burqa e niqab".
 
Ma il velo, nelle sue varianti di burqa e niqab, sono sintomo di schiavitù? Da quando? E chi siamo noi per giudicare le altre civiltà? Certamente non sono un sostenitore del velo islamico, così come non lo sono di altri usi e costumi delle tradizioni religiose occidentali, ma i divieti non hanno mai portato a nulla di buono. E comunque la legislazione in materia già esiste.
 
Altro interrogativo. La proponente così ha scritto su Facebook:
"Cronaca di una mattinata in Consiglio regionale: bocciata la mia mozione che impegnava la Giunta a garantire la sicurezza all'interno degli ospedali, scuole e uffici della nostra Regione.
Anche l'Islam divide la sinistra!
Serracchiani svolta timidamente a destra, il partito si arrocca su posizioni vicine alla Boldrini. Anche i Cittadini si spaccano: tentano disperatamente di tenere il piede in due scarpe? Sul burqa, la sinistra ha perso la faccia. Non l'ha nascosta, l'ha proprio persa."
 
Domanda: ma cosa significa che la Serracchiani svolta timidamente a destra
Oppure il riferimento è in merito alla pregresse dichiarazioni ben note che son diventate un caso nazionale? 
Ma quale la connessione con la questione del velo? Sfugge il nesso. 
 
 "A fianco della proponente, parlando di mozione di buon senso e che solleva una questione reale, si sono schierati Colautti e Cargnelutti (Ap), Novelli (Fi); Ussai ha anticipato la non partecipazione al voto da parte del M5S; contro, tacciando la cosa come un problema fasullo o mal posto, Travanut (Mdp), Moretti (Pd) e Lauri (Sel-Fvg), mentre Paviotti
ha reso nota la spaccatura di opinioni nel gruppo dei Cittadini. Al termine, la votazione ha registrato 21 no tra Giunta regionale, Pd, Sel-Fvg, Mdp, Pustetto (Misto); 14 sì di Ln, Ar, AP, Fdi-An, Fi, Violino (Misto), ma anche Edera e Gregoris (Citt); unica astensione Paviotti (Citt)."
 
Marco Barone  

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