Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

FVG: ma il velo islamico è simbolo di schiavitù? Respinta in Regione mozione leghista


Il Consiglio regionale del FVG ha respinto la mozione n°236 proposta dal Consigliere della Lega Nord, Zilli, sulla questione del velo. Cosa prevedeva tale mozione?  
 
Dopo una serie di considerazioni e premesse sulle solite vicende di sicurezza e dopo aver ricordato alcuni episodi di terrorismo verificatisi tra il 2015 e il 2016 a Parigi, Bruxelles, Giacarta, Dacca, Nizza Monaco, Rouen, solo per citare i più significativi, la cui connessione con il velo sinceramente è a dir poco incomprensibile, e dopo aver specificato "che la sicurezza dei cittadini non può essere compromessa dall’atteggiamento remissivo verso dettami di carattere religioso che nulla hanno a vedere con le regole della nostra società e i valori laici di uguaglianza tra uomo e donna, faticosamente conquistati dalla nostra società; e ritenuto che il burqa e il niqab sono un simbolo di schiavitù e oppressione nei confronti delle donne islamiche e non aiuta certamente l’integrazione sociale" chiedeva alla Regione di "adottare appositi provvedimenti, anche mediante l’utilizzo di cartelli informativi, che assicurino la massima efficacia dei controlli di sicurezza interni in tutti gli edifici istituzionali, in tutte le strutture pubbliche regionali, ivi comprese tutte le strutture sanitarie e le scuole, vietando l’occultazione del volto dei soggetti che  accedono all’interno delle strutture stesse, attuati anche mediante velazione integrale, quali burqa e niqab".
 
Ma il velo, nelle sue varianti di burqa e niqab, sono sintomo di schiavitù? Da quando? E chi siamo noi per giudicare le altre civiltà? Certamente non sono un sostenitore del velo islamico, così come non lo sono di altri usi e costumi delle tradizioni religiose occidentali, ma i divieti non hanno mai portato a nulla di buono. E comunque la legislazione in materia già esiste.
 
Altro interrogativo. La proponente così ha scritto su Facebook:
"Cronaca di una mattinata in Consiglio regionale: bocciata la mia mozione che impegnava la Giunta a garantire la sicurezza all'interno degli ospedali, scuole e uffici della nostra Regione.
Anche l'Islam divide la sinistra!
Serracchiani svolta timidamente a destra, il partito si arrocca su posizioni vicine alla Boldrini. Anche i Cittadini si spaccano: tentano disperatamente di tenere il piede in due scarpe? Sul burqa, la sinistra ha perso la faccia. Non l'ha nascosta, l'ha proprio persa."
 
Domanda: ma cosa significa che la Serracchiani svolta timidamente a destra? 
Oppure il riferimento è in merito alla pregresse dichiarazioni ben note che son diventate un caso nazionale? 
Ma quale la connessione con la questione del velo? Sfugge il nesso. 
 
 "A fianco della proponente, parlando di mozione di buon senso e che solleva una questione reale, si sono schierati Colautti e Cargnelutti (Ap), Novelli (Fi); Ussai ha anticipato la non partecipazione al voto da parte del M5S; contro, tacciando la cosa come un problema fasullo o mal posto, Travanut (Mdp), Moretti (Pd) e Lauri (Sel-Fvg), mentre Paviotti
ha reso nota la spaccatura di opinioni nel gruppo dei Cittadini. Al termine, la votazione ha registrato 21 no tra Giunta regionale, Pd, Sel-Fvg, Mdp, Pustetto (Misto); 14 sì di Ln, Ar, AP, Fdi-An, Fi, Violino (Misto), ma anche Edera e Gregoris (Citt); unica astensione Paviotti (Citt)."
 
Marco Barone  

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