Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

FVG: ma il velo islamico è simbolo di schiavitù? Respinta in Regione mozione leghista


Il Consiglio regionale del FVG ha respinto la mozione n°236 proposta dal Consigliere della Lega Nord, Zilli, sulla questione del velo. Cosa prevedeva tale mozione?  
 
Dopo una serie di considerazioni e premesse sulle solite vicende di sicurezza e dopo aver ricordato alcuni episodi di terrorismo verificatisi tra il 2015 e il 2016 a Parigi, Bruxelles, Giacarta, Dacca, Nizza Monaco, Rouen, solo per citare i più significativi, la cui connessione con il velo sinceramente è a dir poco incomprensibile, e dopo aver specificato "che la sicurezza dei cittadini non può essere compromessa dall’atteggiamento remissivo verso dettami di carattere religioso che nulla hanno a vedere con le regole della nostra società e i valori laici di uguaglianza tra uomo e donna, faticosamente conquistati dalla nostra società; e ritenuto che il burqa e il niqab sono un simbolo di schiavitù e oppressione nei confronti delle donne islamiche e non aiuta certamente l’integrazione sociale" chiedeva alla Regione di "adottare appositi provvedimenti, anche mediante l’utilizzo di cartelli informativi, che assicurino la massima efficacia dei controlli di sicurezza interni in tutti gli edifici istituzionali, in tutte le strutture pubbliche regionali, ivi comprese tutte le strutture sanitarie e le scuole, vietando l’occultazione del volto dei soggetti che  accedono all’interno delle strutture stesse, attuati anche mediante velazione integrale, quali burqa e niqab".
 
Ma il velo, nelle sue varianti di burqa e niqab, sono sintomo di schiavitù? Da quando? E chi siamo noi per giudicare le altre civiltà? Certamente non sono un sostenitore del velo islamico, così come non lo sono di altri usi e costumi delle tradizioni religiose occidentali, ma i divieti non hanno mai portato a nulla di buono. E comunque la legislazione in materia già esiste.
 
Altro interrogativo. La proponente così ha scritto su Facebook:
"Cronaca di una mattinata in Consiglio regionale: bocciata la mia mozione che impegnava la Giunta a garantire la sicurezza all'interno degli ospedali, scuole e uffici della nostra Regione.
Anche l'Islam divide la sinistra!
Serracchiani svolta timidamente a destra, il partito si arrocca su posizioni vicine alla Boldrini. Anche i Cittadini si spaccano: tentano disperatamente di tenere il piede in due scarpe? Sul burqa, la sinistra ha perso la faccia. Non l'ha nascosta, l'ha proprio persa."
 
Domanda: ma cosa significa che la Serracchiani svolta timidamente a destra
Oppure il riferimento è in merito alla pregresse dichiarazioni ben note che son diventate un caso nazionale? 
Ma quale la connessione con la questione del velo? Sfugge il nesso. 
 
 "A fianco della proponente, parlando di mozione di buon senso e che solleva una questione reale, si sono schierati Colautti e Cargnelutti (Ap), Novelli (Fi); Ussai ha anticipato la non partecipazione al voto da parte del M5S; contro, tacciando la cosa come un problema fasullo o mal posto, Travanut (Mdp), Moretti (Pd) e Lauri (Sel-Fvg), mentre Paviotti
ha reso nota la spaccatura di opinioni nel gruppo dei Cittadini. Al termine, la votazione ha registrato 21 no tra Giunta regionale, Pd, Sel-Fvg, Mdp, Pustetto (Misto); 14 sì di Ln, Ar, AP, Fdi-An, Fi, Violino (Misto), ma anche Edera e Gregoris (Citt); unica astensione Paviotti (Citt)."
 
Marco Barone  

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