Passa ai contenuti principali

Ronchi, un comune da 12 mila abitanti con tre stazioni dei treni, ma non è tutto oro ciò che luccica

Ronchi sud, la cui stazione non è operativa, è costruita sulla linea Venezia Trieste, e dispone di tre binari passanti e di un modesto scalo. Ronchi nord, un tempo Ronchi- Vermegliano, da tre binari, ne funzionano solo due e da poco tempo è senza più personale. Ma a cinque minuti da Ronchi nord vi è la stazione di Monfalcone. Ora, cosa accade? Come è noto l'unico scalo aeroportuale del FVG si trova a Ronchi, costruito qui e non a Trieste, dove era stato pensato in un primo momento, anche per le problematiche dovute alla forza della bora. Uno scalo che in Italia viene considerato come secondario, e che è soffocato dalla concorrenza di Venezia e Treviso e non solo. Pochi voli, pochi passeggeri, e molti, visti i numeri non edificanti ne chiedono anche la chiusura, perchè sarebbe uno sperpero. Personalmente non sono mai stato favorevole alla chiusura del nostro scalo, che va difeso, e potenziato. E soprattutto deve continuare a rimanere in mano pubblica. Ma sorge il sospetto che dopo una prima quota importante di investimenti per lo scalo, che come è noto ora si chiama Trieste Airport, con la creazione del PIM, polo intermodale, si stia creando un pacchetto bello e buono edificato con soldi pubblici per poi vendere il tutto al migliore offerente. Il PIM era proprio necessario? Si ha la sensazione che rischia di fare la fine degli stadi costruiti per le olimpiadi in luoghi pazzeschi. Cemento, opere faraoniche, esteticamente discutibili, per uno scalo che non riesce a decollare. Di norma avviene il contrario, come vorrebbe il buon senso. Quando uno scalo decolla, e necessita di investimenti a sostegno della sua crescita, si può ragionare sulla piccola o grande opera. Non è una questione di essere preventivamente contrari a certe opere, ma bisogna interrogarsi sulla reale necessità di queste opere. La terza ipotetica stazione di Ronchi servirà a collegare i passeggeri con lo scalo, per giustificare ciò si sono usati termini romantici, evocativi, come ponte con l'Europa centro orientale. Ma la distanza tra lo scalo di Ronchi e la stazione Ronchi nord, ora casualmente depotenziata, è di soli 6 minuti. Con Ronchi sud, idem. Con Monfalcone di 12 minuti. Non bastava potenziare l'esistente investendo quelle risorse, 17 milioni di euro, a favore del trasporto pubblico urbano che avrebbe potuto collegare il nostro scalo con le stazioni già esistenti? E magari rimetterle in vigore anche dal punto di vista estetico e funzionale? Così come il fatto che la terza stazione di Ronchi dovrebbe essere funzionale all'alta velocità che qui non si potrà mai fare. Scavare e bucare il Carso, oltre che una bestialità, sarebbe una mera assurdità anche dal punto di vista tecnico. Insomma Ronchi avrà un record tutto suo, un suo primato, ma non so quanto si possa essere orgogliosi di tutto ciò in una provincia dove la disoccupazione è alle stelle, e dove non saranno queste opere a smuovere le cose, perchè i posti di lavoro saranno provvisori, mentre qui vi è la necessità di una programmazione a lungo termine, di una diversa progettualità del territorio, che di potenzialità ne avrebbe a migliaia, a partire da quella miscela unica che ci ha regalato la natura, Carso, Isonzo, Adriatico. Ma la logica delle grandi opere ha preso piede anche qui da noi, e se ne prende atto, così come si vorrebbe comprendere se il patto di legalità finalizzato a contrastare in via preventiva le infiltrazioni mafiose, vista la rilevanza attrattiva economica dell'opera in fase di costruzione, sia stato realizzato o meno. 

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Celebrazione di D'Annunzio e Fiume, risponde l'Ambasciata croata: Basta celebrazioni ci attiveremo

Il cinque settembre, come è noto, avevo scritto una lettera all'Ambasciata della Repubblica di Croazia con sede in Roma in merito a quanto puntualmente ogni anno avviene in Monfalcone. Si celebra l'occupazione militare di Fiume ed un poeta razzista nei confronti dei croati quale D'Annunzio. Mi ero sempre chiesto ma perchè la Repubblica di Croazia tace? Probabilmente perchè non era a conoscenza di quanto accade in Italia? Per tagliare la testa al toro ho scritto la lettera di cui in premessa e mi ha risposto gentilmente ed in tempi anche rapidi il Ministro Plenipotenziario dell'Ambasciata della Repubblica di Croazia Mladenka Šarac-Rončević.


Questo il testo della sua risposta, come si potrà vedere chiaro, conciso:


"Ringraziamo della Sua mail del 5 settembre 2017. Condividiamo la Sua opinione che simili anniversari danneggiano l'atmosfera dei rapporti amichevoli tra i nostri due paesi e che celebrarli incita sentimenti nazionalistici. L'Ambasciata della …

Quel razzismo verso gli slavi mai sparito, saranno le nuove generazioni a demolirlo

Agli italiani piace andare in Croazia a farsi le vacanze. E non è difficile sentir dire questo una volta era "nostro" pensando magari a Lussino, a Pola, a Fiume. O attraversando la costa slovena. Era nostro. Un nostro che si è rivelato un mostro, un mostro che ha partorito e determinato violenze inaudite, impunite. Crimini come quelli compiuti dai nazisti che hanno avuto in diversi casi giusti processi, in Italia mai considerati come crimini, ma presunti, e mai processati. Anzi, sono stati riabilitati i "presunti criminali". In Italia si è verificata l'epurazione al contrario. Sono stati i partigiani ad essere stati espulsi ad esempio dalle forze di polizia, ad essere processati ed incarcerati non i fascisti, almeno quelli che contavano che hanno continuato ad occupare posti chiave nell'Italia repubblicana il cui unisco scopo era colpire il comunismo e per colpire il comunismo il passato divenne un frullato indigesto gettato nel cesso dell'ingiustizia.…

A Pordenone il 14 ottobre manifestazione regionale antifascista

L'ultima grande manifestazione antifascista regionale che si è svolta in Friuli Venezia Giulia è stata in occasione del centenario dell'entrata in guerra dell'Italia. A causa delle celebrazioni dei casapoundisti che avevano puntato su Gorizia per una iniziativa nazionale rivelatasi poi un flop visti i numeri, e vista l'imponente risposta del movimento antifascista del FVG.  Nel corso del tempo il neofascismo e l'estremismo nazionalista, "identitario" ed il razzismo sono dilagati ovunque anche in Friuli Venezia Giulia. Non a livello allarmante, certo, però è innegabile che la situazione sociale e politica favorisce l'affermazione delle peggiori nefandezze delle peggiori "soluzioni" politiche. La banalità del male è questa. Ed anche il FVG non è immune da tutto ciò. Anzi, come la storia ha insegnato è sempre nei luoghi di confine, nelle estremità che si realizzano prima che altrove certi e dati fenomeni "identitari" e razzisti. Il F…