L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

E' psicosi attentati. Dal messaggio Whatsapp alla circolare della Polizia pubblicata da TGCOM


Tutto è partito con un messaggio audio circolato sulla nota applicazione quale Whatsapp, una voce femminile, dall'accento veneto, che, pur con cautela, comunicava che da alcuni fonti aveva appreso che in alcune zone del Friuli, centri commerciali ecc, vi è il rischio di attentati in questa settimana. La cosa è stata liquidata subito come bufala. Ma, nella stessa giornata, sul sito TGCOM veniva pubblicata una circolare interna della Polizia di Stato, nella quale, invece, si parla apertamente della possibilità di attentati di"matrice islamica" anche se in realtà si dovrebbe correttamente parlare di matrice islamista e le cose che vengono comunicate in questa circolare, sono simili a quelle riportate nel messaggio audio su Whatsapp.
Dunque, tanto bufala non è. Con la differenza che non si parla del nord est e non si fanno i nomi di alcuni noti centri commerciali presenti in Friuli ma riguarda tutto il Paese. Il panico è stato creato. La psicosi c'è. Ed il tutto, coincide con il periodo di inizio saldi, tra le altre cose. Perché rendere noti simili atti? Il cui effetto è imprevedibile? Cosa sta succedendo? Dobbiamo tutti rimanere chiusi in casa? E' difficile mantenere la lucidità e la razionalità, quando le cose vengono gestite in questo modo. Ma bisogna chiedersi il perchè di tale divulgazione, sorge il sospetto, che stante l'impossibilità di controllare tutto e tutti, anche con la militarizzazione delle città, il messaggio che si vuole dare è statevene a casa in questi giorni, o se andate in giro diventate controllori, guardie civiche? Stiamo sempre di più diventando, per quanto riguarda l'ordine pubblico ed il controllo sociale, come una grande Gerusalemme.

Marco Barone

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