Mentre si riapre il caso della "Uno Bianca" a Ronchi danneggiato il monumento dedicato ai Carabinieri

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Mentre si riaccendono i riflettori sui complici mai emersi della Uno Bianca, il destino, beffardo, si scaglia a Ronchi colpendo il primo monumento realizzato in Italia dedicato ai Carabinieri vittime della mano stragista dei componenti della Uno Bianca a Bologna.    Il danneggiamento accaduto a Ronchi segue  l’imbrattamento avvenuto a marzo del monumento in bronzo dedicato ai tre carabinieri uccisi al Pilastro per mano della banda della Uno Bianca il 4 gennaio 1991 realizzato proprio al quartiere Pilastro. Il Monumento ronchese dedicato a  Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini,  carabinieri vittime della banda della Uno   bianca, fu realizzato per mano dello scultore Giovanni Maier su impulso di  "Nicola" Rusca e inaugurato a Ronchi nell'aprile del 1991. Trent'anni dopo il manufatto ha visto essere completato alla base con un mosaico che richiama la bandiera italiana.  Nella mattinata del 15 maggio si apprendeva del danneggiamento di qu...

Ed è sempre lei la nemica numero uno del decoro, l'elemosina anche a Monfalcone


Monfalcone l'ombelico del mondo. Centro di gravità permanente. Con al centro il decoro, in un luogo che non brilla mica per bellezza estetica. Cosa vi è di bello a Monfalcone? Vallo a capire. Ma non è tanto questo, a Londra, in pieno centro, davanti ai palazzi più belli e regali vedi i questuanti, e la notte con i loro sacchi a pelo dormono lì davanti ed il popolo di Londra spesso li aiuta, non solo con l'elemosina ma anche portando loro del cibo. Chiamasi solidarietà umana, che anche nel luogo più bello d'Europa esiste, anche nel luogo regno del capitalismo esasperato. Certo esistono anche tante cose negative, operazioni di speculazione edilizia tremende che hanno dato luogo ad una sorta di "pulizia sociale" nelle periferie, ma questo è altro discorso. Il terreno era già stato spianato dalla precedente amministrazione comunale, ero già intervenuto duramente sul punto, certo il tutto era circoscritto e limitato ad una zona sensibile ben definita. Ma ora pare di capire che in tutto il territorio comunale di Monfalcone nel nome del santo decoro il diavolo dell'elemosina andrà represso duramente. La Giurisprudenza è intervenuta diverse volte in materia, a partire dalla nota Corte Costituzionale del dicembre 1995 quando ricordò che  «Nel nostro ordinamento la mendicità non invasiva non solo non ha rilevanza penale, ma si configura come un diritto soggettivo dei mendicanti a richiedere ad altri un aiuto di tipo economico, in linea con il valore costituzionale della solidarietà».  Esistono già delle norme penali in materia severe, certo non esiste più il reato di accattonaggio, abrogato nel 1999, ma pare di capire che più di qualcuno lo rimpiange e cerca a volte di sanarne la mancanza tramite regolamentazioni amministrative assurde. Quali e quanti  i casi denunciati alle autorità, di accattonaggio “molesto" in tutto il territorio di Monfalcone? Le persone che chiedono l’elemosina sono state avvicinate dai servizi sociali del Comune? Sono state accertate le loro reali condizioni di indigenza?  E come e con quali modalità si intende  procedere, eventualmente, con il sequestro dell'elemosina? Ovunque applicate queste ordinanze si son dimostrate ingestibili, penso che i problemi di Monfalcone siano altri, il perseguimento della politica del decoro è un palliativo estetico che non affronta il problema sociale alla sua radice, una pennellata di colore sbiadito, che alle prime piogge andrà via. Ma spesso al popolino che passa il suo tempo a strillare nei social questo può bastare per dire ora a Monfalcone le cose vanno meglio. Certo. Desertificazione vi era prima, desertificazione vi è ora. Ma nel nome del decoro ogni cosa è possibile, ogni miracolo possibile, come quel basta un sì al referendum del 4 dicembre. Infatti, si è vista poi come è andata a finire.

Marco Barone

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