Passa ai contenuti principali

Al grido di Viva l'Italia nel 2017 nascerà il Partito della Nazione, un disastro sinistro annunciato

Dalle lacrime della Serracchiani al pugno duro del neo mnistro agli interni, che ha recepito in gran parte le richieste del braccio destro di Renzi, il passo è breve. In politica tutti hanno il diritto di piangere. Ma quando le lacrime diventano un caso politico, qualcosa non torna. In Friuli Venezia Giulia il braccio destro di Renzi ha preso uno cazzotto, politicamente parlando, dietro l'altro. Da Trieste a Monfalcone a Pordenone, al referendum sulla fusione tra Ronchi e Monfalcone. Tanto, che ad un certo punto, la situazione era così tesa che era meglio non invitarla a certe e date iniziative il Presidente del FVG e braccio destro di Renzi, perchè la sua presenza sarebbe stata controproducente. Poi, ad un certo punto della vita, si piange. Ci può stare. Anche il diavolo può piangere, e non si capisce perchè non possa o non debba piangere anche una delle tante donne presenti in politica. Se fosse finito tutto lì, nulla da dire. Tanta dignità. Ma aver dovuto ribadire il senso di quelle lacrime ha acceso qualche lampadina di allarme. Perché continuare ad insistere su quelle lacrime? Passano i giorni. Ed arriva una letterina da parte del braccio destro di Renzi a Minniti. Insomma, per farla breve, pugno duro sull'immigrazione "irregolare". E detta da chi ha cercato di difendere il principio dell'accoglienza diffusa, idealmente bella, nella realtà inefficace perchè non applicata a causa del comportamento di alcuni Comuni, è un qualcosa da non sottovalutare. Esiste un solo filo sulla questione dei migranti da PD ai 5stelle alla destra estrema, intervenire a casa loro, respingere o rimpatriare gli irregolari.  E già qui i semi del partito della nazione hanno prodotto i loro aspri frutti. Ed ora ritornano anche i CIE. Insomma si ripropone la solita fallimentare litania, che esiste dai tempi del fascismo, che ha legittimato il colonialismo, che è frutto del colonialismo e che non ha mai portato a nulla di buono salvo per gli sfruttatori. E chi pagherà il prezzo di questo disprezzo umano, quando in Italia non esiste alcuna emergenza immigrazione, ma solo una grande incapacità di gestione, e bolla mediatica costruita ad hoc, sarà la povera gente. Sarebbe bello vedere questo pugno duro verso i veri criminali della nostra società, gli autoctoni, il vero cancro dell'Italia. Politici corrotti, mafiosi, camorristi, 'ndranghetisti. Ma lì non si può, perchè non tanto per una questione di palle, di coraggio, ma perchè non si può. I motivi? Sono tanti, ma proprio tanti. Invece, per accontentare il popolino, basta poco. Alzare la voce, proporre ciò che è stato bocciato in tutte le sedi di giustizia internazionale, prendersela con i poveracci, che vengono sfruttati dal capitale selvaggio, in forme di neo-schiavismo.  Ma questo è un fattore che non interessa. Quello che interessa è rincorrere la destra, fare politiche di destra, di facciata, e trascinare definitivamente a picco la sinistra, per la nascita, nel 2017, del PN, partito della nazione. Le condizioni ci sono tutte. Gli uomini e le donne anche.  Ed il simbolo efficace di questa nascita io lo vedo dalle lacrime della Serracchiani al ritorno dei CIE.

Marco Barone

Commenti

  1. e se la signora in questione fosse una 'portasfiga' ???????

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Per la prima volta nella storia di Ronchi arriva l'antimafia

No, nessun effetto  cinematografico. Niente sirene spiegate, palette fuori dall'auto in corsa. Niente poliziotti con il passamontagna. Ma in una regione come il Friuli Venezia Giulia non più isola felice, ma presa di mira dalla camorra e dalla 'ndrangheta in particolar modo ,quando si realizzano cantieri ed opere di una certa rilevanza bisogna metterlo in conto. Cosa? L'accesso del gruppo interforze che ha la scopo di intervenire per prevenire infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti. 
Il prefetto dispone accessi ed accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici, avvalendosi, a tal fine, dei gruppi interforze  ed al termine degli accessi ed accertamenti disposti dal prefetto, il gruppo interforze redige, entro trenta giorni, la relazione contenente i dati e le informazioni acquisite nello svolgimento dell'attività ispettiva, trasmettendola al prefetto che ha disposto l'accesso. Il prefetto,  una volta acquisita la relaz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

D'Annunzio e gli slavi: "il flutto della barbarie schiava giungerebbe su Trieste"

19 ottobre 1919 una lettera che ha come destinatari principali i fiumani dal titolo Italia e Vita. Una lettera dove emergono concetti ed aspetti che connoteranno quell'imperialismo italiano che porterà all'invasione del Balcani con tutte le conseguenze nefaste che la storia ci ha ben insegnato. Una lettera, con un linguaggio semplicemente incomprensibile  in molti passaggi, e con uno stile assurdo, dove si eleva bene quel senso di disprezzo verso gli slavi che verrà rimarcata dal poeta amante della guerra in diverse occasioni.  Un D'Annunzio che esalta lo spirito degli italiani che hanno difeso l'italianità di Fiume, del Carnaro, dove " voi spiegaste nel vento del Carnaro il tricolore italiano, in faccia ai Croati che dal governatore ungaro avevano ricevuto il potere civico per inizio di quella frode più tardi proseguita sopra le navi imperiali in Pola nostra."
Uno spirito dell'italianità che sarebbe stato presente in diverse località, "per le coste…