La ciminiera di Monfalcone va salvaguardata non demolita

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In Italia spesso si preferisce inseguire la via della tabula rasa, dell'annientamento, del vuoto, per dare spazio al nuovo che sormonta e travolge tutto ciò che è stato nel bene e nel male. Ci sono manufatti che hanno segnato la vita e la quotidianità di una comunità. Ci sono manufatti architettonici che caratterizzano i luoghi ed uno di questi è indiscutibilmente la ciminiera di Monfalcone di cui si apprende che nel 2027 avverrà la sua demolizione. Qui non è chiaramente in discussione la riconversione della centrale attuale ma di ciò che esteticamente, simbolicamente, rappresenta quel manufatto enorme di circa 150 metri circa realizzato nel secolo scorso e che andrebbe preservato piuttosto che spazzato via. Quel manufatto potrebbe essere considerato come ciminiera storica industriale, elemento tipico del paesaggio industriale monfalconese. Perchè non valutarne la sua valorizzazione a livello conservativo, anche come elemento storico di riflessione di come i processi ...

Al grido di Viva l'Italia nel 2017 nascerà il Partito della Nazione, un disastro sinistro annunciato

Dalle lacrime della Serracchiani al pugno duro del neo mnistro agli interni, che ha recepito in gran parte le richieste del braccio destro di Renzi, il passo è breve. In politica tutti hanno il diritto di piangere. Ma quando le lacrime diventano un caso politico, qualcosa non torna. In Friuli Venezia Giulia il braccio destro di Renzi ha preso uno cazzotto, politicamente parlando, dietro l'altro. Da Trieste a Monfalcone a Pordenone, al referendum sulla fusione tra Ronchi e Monfalcone. Tanto, che ad un certo punto, la situazione era così tesa che era meglio non invitarla a certe e date iniziative il Presidente del FVG e braccio destro di Renzi, perchè la sua presenza sarebbe stata controproducente. Poi, ad un certo punto della vita, si piange. Ci può stare. Anche il diavolo può piangere, e non si capisce perchè non possa o non debba piangere anche una delle tante donne presenti in politica. Se fosse finito tutto lì, nulla da dire. Tanta dignità. Ma aver dovuto ribadire il senso di quelle lacrime ha acceso qualche lampadina di allarme. Perché continuare ad insistere su quelle lacrime? Passano i giorni. Ed arriva una letterina da parte del braccio destro di Renzi a Minniti. Insomma, per farla breve, pugno duro sull'immigrazione "irregolare". E detta da chi ha cercato di difendere il principio dell'accoglienza diffusa, idealmente bella, nella realtà inefficace perchè non applicata a causa del comportamento di alcuni Comuni, è un qualcosa da non sottovalutare. Esiste un solo filo sulla questione dei migranti da PD ai 5stelle alla destra estrema, intervenire a casa loro, respingere o rimpatriare gli irregolari.  E già qui i semi del partito della nazione hanno prodotto i loro aspri frutti. Ed ora ritornano anche i CIE. Insomma si ripropone la solita fallimentare litania, che esiste dai tempi del fascismo, che ha legittimato il colonialismo, che è frutto del colonialismo e che non ha mai portato a nulla di buono salvo per gli sfruttatori. E chi pagherà il prezzo di questo disprezzo umano, quando in Italia non esiste alcuna emergenza immigrazione, ma solo una grande incapacità di gestione, e bolla mediatica costruita ad hoc, sarà la povera gente. Sarebbe bello vedere questo pugno duro verso i veri criminali della nostra società, gli autoctoni, il vero cancro dell'Italia. Politici corrotti, mafiosi, camorristi, 'ndranghetisti. Ma lì non si può, perchè non tanto per una questione di palle, di coraggio, ma perchè non si può. I motivi? Sono tanti, ma proprio tanti. Invece, per accontentare il popolino, basta poco. Alzare la voce, proporre ciò che è stato bocciato in tutte le sedi di giustizia internazionale, prendersela con i poveracci, che vengono sfruttati dal capitale selvaggio, in forme di neo-schiavismo.  Ma questo è un fattore che non interessa. Quello che interessa è rincorrere la destra, fare politiche di destra, di facciata, e trascinare definitivamente a picco la sinistra, per la nascita, nel 2017, del PN, partito della nazione. Le condizioni ci sono tutte. Gli uomini e le donne anche.  Ed il simbolo efficace di questa nascita io lo vedo dalle lacrime della Serracchiani al ritorno dei CIE.

Marco Barone

Commenti

  1. e se la signora in questione fosse una 'portasfiga' ???????

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