Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

In partenza i lavori per il muro di Calais. Gli ultimi saranno i primi, ma a morire

Milioni di sterline verranno spese per realizzare il muro di Calais. Ora dicono che lì vi è solo un recinto che non riesce a contenere le persone che continuamente cercano approdi di fortuna e rischiosi per l'incolumità di tutti per cercare di arrivare in Inghilterra. 
Se ne parlava da diverso tempo, ma in base alle ultime notizie, pare essere qualcosa di giorni. I soldi ci sono, la volontà vi è, ed il muro che dovrà contenere la “Jungle” di Calais dove oltre 9 mila persone vivono in condizioni disumane è la soluzione che l'Occidente vuole dare per salvaguardare il proprio benessere materiale e lavarsi la coscienza con il non vedere. Come accaduto, d'altronde, con la Turchia. Miliardi per non vedere.
Il tutto mentre si spendono miliardi di euro per il calciomercato, e non si riesce a trovare una soluzione per dare un minimo di dignità a queste povere persone, che vivono nel fango, che vivono in ambienti insalubri. Ogni Paese ha le sue nefandezze in materia di non accoglienza. E' inutile perdersi nella retorica che siamo tutti uguali sotto le stelle, non è tempo per la poesia, per la filosofia. Questo è il tempo della peggiore miseria umana. 
Muri dopo muri, muri dopo muri, la strada pare essere tracciata. Nulla di buono si prospetta all'orizzonte. L'Europa in un colpo solo ha rinnegato i suoi valori fondanti. Siano essi laici, siano essi religiosi. Ripetono fino alla nausea che il cristianesimo è l'elemento fondante l'Europa. Ma quali precetti cristiani oggi giorno mai trovano applicazione? Menzogna e calunnia, falsità e meschinità. Odio per il diverso. E se potessero li ammazzerebbero come cani malati da abbattere. 
Questa è la verità. Probabilmente il sentimento nazista e fascista che ha contaminato l'Europa portandola all'autodistruzione non è stato estirpato. Altrimenti non si spiegherebbe il perchè di tali reazionarie chiusure. I muri sono il fallimento non solo dell'Europa unita, ma dei diritti umani. Non prendiamoci in giro, navighiamo in un mare di veleno, solo che ora questo veleno è destinato ai più deboli, ai "diversi" ma presto colpirà anche i propri connazionali, quelli che oggi si sentono superiori, quelli che oggi si sentono essere come soggetti prioritari da tutelare, con la formula idiota del prima gli italiani, francesi, inglesi, tedeschi, ecc.  Ad oggi l'unica fortuna che abbiamo in Europa è che non è consentita la diffusione delle armi così come accade in America o nelle zone di guerra. Perché, e di questo ne sono certo, queste armi avrebbero già sparato contro queste persone. Qualcuno disse che gli ultimi saranno i primi. Sì, è vero, saranno i primi ad essere violentanti nella loro dignità di essere umano. Perché è quello che sta accadendo ogni benedetto giorno.

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