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Omicidio di Jo Cox: pare che non sia stato detto "Britain First"



I dettagli fanno la differenza, specialmente in una campagna, quale la #Brexit che ha scatenato un putiferio in Europa e nei mercati. Passano le ore ed emergono nuovi dettagli sull'omicidio, barbaro, che ha colpito la deputata  laburista Jo Cox. Il suo killer era un simpatizzante filonazista, una persona con problemi mentali. Così come ora emergono notizie sul fatto che la deputata era già stata minacciata diverse volte, senza ottenere protezione, anche se pare che tra le intimidazioni ricevute e questo omicidio non vi sia alcuna correlazione. Omicidio che è stato subito incanalato sulla partita della Brexit e la prima cosa che è stata detta è che la il killer avrebbe urlato prima " Britain First".
E che si è trattato di un chiaro omicidio in chiave Brexit.  Un testimone presente il loco, ha affisso nel suo esercizio commerciale un cartello, ove smentisce che il killer abbia detto "Britain First". Ovviamente, è inutile negarlo, questo omicidio verrà strumentalizzato, forse più in Europa che a Londra, in funzione del no alla Brexit, ci sono tutti gli elementi che potrebbero far sorgere cattivi pensieri. Il classico disadattato, filo nazista, armato, forse fomentato, che compie atto barbaro in un periodo elettorale delicatissimo. A detta di diversi forse era anche prevedibile un simile atto e non si può escludere che sia l'ultimo. Purtroppo è più che evidente che è la destra che spinge per l'uscita dall'Unione Europea, il problema è che l'Unione Europea, questa Unione Europea, è indifendibile, che l'Inghilterra avrebbe poco da perderci in caso di una reale Brexit, e che una Brexit potrebbe essere l'occasione per ripensare seriamente l'Unione Europea, e ripensare l'UE non significa determinarne il crollo. 
Ma si deve assolutamente intervenire per  evitare di lasciare il dominio del contrasto alle sue scellerate politiche a movimenti filofascisti o filonazisti, ai nazionalismi estremi o moderati che essi siano. Altrimenti questi fatti di cronaca nera, che alcuni considerano come atti collaterali, rischiano di diventare una drammatica normalità.



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