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Se per il Governo il problema non è la manifestazione di Casapound ma la partita Milan Juve e la contromanifestazione



Il Governo ha risposto in data 20 maggio alla interpellanza urgente n. 2-01375 dell’On. Marco Miccoli ed altri su elementi ed iniziative di competenza in merito ad una manifestazione di CasaPound prevista a Roma per il 21 maggio 2016.  Come è noto il 21 maggio i "fascisti del terzo millennio" svolgeranno a Roma una manifestazione che si svolgerà anche a Madrid, Atene, Budapest il cui tema è l'Europa dei popoli in marcia. Come risponde il Governo, alle giuste rimostranze sollevate nella interpellanza?

"GIANPIERO BOCCI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Grazie, Presidente. L'onorevole Miccoli lo ha ricordato adesso nell'illustrazione e, unitamente ad altri deputati, richiama l'attenzione sulla manifestazione convocata da CasaPound in occasione dell'anniversario della morte di un ideologo francese di estrema destra che si svolgerà domani, a Roma, in contemporanea con i cortei indetti da movimenti di analogo orientamento a Parigi, Atene e Madrid e chiede notizie, quindi, sulla eventuale autorizzazione concessa dal questore di Roma allo svolgimento dell'iniziativa e sulle misure disposte dal medesimo a tutela dell'ordine pubblico. A riguardo rappresento che, in effetti, la manifestazione in questione è stata preavvisata da CasaPound sin dal 4 maggio scorso; la divulgazione della notizia ha fatto registrare, da subito, l'insofferenza di numerosi ambienti capitolini, dall'antagonismo di sinistra ma anche da parte dell'Associazione nazionale partigiani italiani; tant’è vero che nelle giornate del 10 e del 12 maggio i rappresentanti di alcuni movimenti antagonisti si sono presentati presso la questura, al fine di preavvisare lo svolgimento di una contromanifestazione in luoghi e orari concomitanti con l'iniziativa di CasaPound. Inoltre, nella giornata del 10 maggio, l'ANPI ha inviato una nota al prefetto di Roma nella quale si auspica un intervento volto a impedire lo svolgimento del corteo promosso da CasaPound. Il tema è stato oggetto di esame da parte del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocata dal prefetto lo scorso 13 maggio. L'analisi svolta ha posto in luce come non sussistano i presupposti per vietare lo svolgimento di quella riunione pubblica. Difatti, CasaPound, nei cui confronti non risultano adottati provvedimenti interdittivi o dissolutori, rappresenta oggi un gruppo politico che, come in passato, partecipa alla competizione elettorale per il rinnovo degli organi amministrativi di diversi enti locali, tra i quali anche Roma Capitale. In questo contesto il divieto della manifestazione avrebbe assunto il significato di una non consentita compressione del diritto di espressione del pensiero. In realtà, gli unici aspetti di criticità emersi nel corso della riunione del comitato sono legati alla concomitanza di altri eventi che si terranno sulla città di Roma, in particolare, oltre alla contromanifestazione preannunciata che ho ricordato prima, ci sarà anche lo svolgimento della finale di Coppa Italia Milan-Juve. Alla luce di questa situazione, la questura di Roma ha posto in essere un'intensa attività informativa e di prevenzione volta ad acquisire tutti i possibili elementi utili a delineare i fattori di potenziale rischio. Parallelamente, ha posto in essere una serrata mediazione sia con il movimento CasaPound che con gli organizzatori della contromanifestazione, per consentire lo svolgimento di entrambe le iniziative senza pericoli di turbative per l'ordine pubblico. Scopo di questa attività è stato di concordare con gli stessi promotori modalità di tempo e di luogo delle due manifestazioni tali da evitare punti di contatto che possano essere strumentalizzati o diventare occasione di provocazioni. Nel contempo, la questura ha predisposto un articolato e ampio dispositivo per garantire un'idonea cornice di sicurezza e tutela anche agli altri rilevanti eventi in programma a Roma per la giornata di domani. A conclusione, ritengo che il prefetto e il questore di Roma si stiano muovendo nel solco dei principi costituzionali e delle disposizioni del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che offrono il quadro di riferimento entro il quale le autorità provinciali di pubblica sicurezza esercitano i loro poteri in occasione dell'indizione di manifestazioni pubbliche. Assicuro gli onorevoli interpellanti che l'evoluzione della situazione continuerà, anche in queste ore, ad essere monitorata attentamente, al fine di cogliere qualsiasi segnale, anche il più tenue, di eventuali deviazioni dalle regole del diritto e adottare le misure, se possibile condivise con le parti interessate, necessarie al pacifico svolgimento di entrambe le manifestazioni."

D'altronde di cosa stupirsi? Se questa forza politica viene legittimata a presentarsi nei processi elettorali, a svolgere iniziative, nonostante i suoi noti modi di agire, i suoi contenuti, il suo richiamo all'Italia mussoliniana e non solo, il Governo si cela dietro il burocratese per affermarne l'esistenza oltre che dietro una parvenza di tutela del diritto alla manifestazione del pensiero. Non essendo un cultore del pensiero di Evelyn Beatrice Hall " Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo",  frase attribuita per errore se non orrore a Voltaire con la più conosciuta formula “Non condivido le tue idee ma darei la vita per permetterti di esprimerle”, o banalmente difenderò il tuo diritto alla libertà del pensiero, anche se non condivido le tue idee, i neofascisti non hanno e mai dovranno aver diritto alcuno di parlare in nessun luogo.

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