La stanza del macellaio dove si consumò il disastro di Fiume

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La Storia non è solo un libro per professori occhialuti è un oggetto che si presta all'uso e consumo del popolo. È dinamica, dicono . Io affermo che è ricca di contraddizioni spettacolari, come il caso di  Ronchi . Da una parte viviamo in un mondo dove dei burocrati si puliscono le scarpe per entrare nel salotto buono di Gorizia e Nova Gorica, sventolando il vessillo della "Capitale Europea della Cultura". Dall'altra, con un sussulto di nazionalismo coerente con lo spirito strepitoso di questi tempi, si propone di intitolare una piazza ai sette "giurati" che con delle parole nella notte di un fine agosto ronchese del 1919 posero le basi per l'inferno di Fiume. Sono cent’anni che questa città porta addosso il marchio "dei Legionari" , come una cicatrice che non si decide a rimarginare, un tatuaggio fatto da usurpatori della storia e dell'identità durante il fascismo. Se il vostro dio è il Nazionalismo, se vi eccitate, esaltate, al ...

9 maggio giorno della vittoria dopo più di cinque anni di guerra in Europa



Il 9 maggio si parla giustamente della tremenda morte del grande, immenso, Peppino Impastato, del barbaro omicidio di Moro, ancora in cerca di verità. Ma il 9 maggio è anche il giorno della vittoria per l'Europa Orientale, che segue la capitolazione formale della Germania nazista come dichiarata nella sera di quel fatidico 8 maggio. L'Europa ha praticamente rimosso dalla propria memoria collettiva la data fatidica del giorno 8 maggio, e figuriamoci il 9 maggio che in Russia ed in diversi Paesi dell'Est è conosciuto come il giorno della grande guerra patriottica. Il tutto in un contesto storico grave, dove l'Europa è sotto attacco, dove i fronti saranno europeisti ed anti-europeisti, nazionalisti anti-nazionalisti, e nel bel mezzo di tutto ciò filo-Russi e filo-Americani. 
L'Europa è contesa, l'Europa è a pezzi, l'Europa dimentica la propria storia, nel nome del progresso avanza il peggior regresso, quello che ha rispolverato dalle cantine buie sentimenti di odio, politiche da ring, da rissa, da pancia, neofasciste e neo-naziste, sotto la becera formula del fascismo del terzo millennio, del nazionalismo del terzo millennio, spacciato per patriottismo, quando in realtà ciò è incompatibile con il patriottismo. 
Si dice che senza memoria non ci può essere futuro. Oggi si è senza memoria ed il futuro che si prospetta è catastrofico. Forse un giorno si dovrà scegliere da che parte stare, forse un giorno non sarà più pensabile decidere di non prendere posizione astenendosi, rimanendo nel mezzo. Forse quel giorno è sempre più vicino. Il 9 maggio è il giorno del riscatto e della sconfitta del nazismo e del nazifascismo, e della fine della secondo conflitto mondiale in Europa dopo cinque anni, otto mesi di tremenda guerra.
Marco Barone 


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