Passa ai contenuti principali

I "morti"dei registri di Premariacco non c'entrano nulla con la notina della non Foiba di Rosazzo

Invece di chiedere scusa ai partigiani, ai famigliari dei partigiani, agli storici, accade non tanto l'inverosimile, ma quanto era prevedibile e per questo già preannunciato. Dopo averli smentiti totalmente sulla notina della non foiba di Rosazzo, sul fatto che si trattava di documenti non inediti, già noti, sul fatto che era totalmente inattendibile, e funzionale alla propaganda antipartigiana, antijugoslava ed anticomunista, con lo scopo di "dimostrare" la brutalità dei partigiani Jugoslavi, anche nel "nostro" territorio, per non consegnare i "presunti" criminali di guerra italiani alla Jugoslavia, i cui documenti sono stati a febbraio 2016 desecretati, ecco che per salvare la faccia e la credibilità, cercano ora disperatamente di provare che i morti c'erano in quella zona e che i contenuti della notina erano veri. 
La notina ERMETE è priva di ogni fondamento. Non indica il quando sarebbe accaduto il fatto  e non è una cosa da poco, ma punta il dito contro due noti partigiani, colpevoli, prima di tutto, di aver deciso di collaborare con la resistenza Jugoslava, ed accusati quasi di un genocidio, 200/800 persone della popolazione sparite, o meglio, come piace dire ai fissati delle foibe, che si potrebbero chiamare foibatori, che forse se le sognano anche di notte, "infoibate". Ma la cosa è più grossa del previsto. Perché qui ad aver perso come minimo credibilità se non altro non è solo chi ha pensato di voler giostrare con la storia ed alcuni storici, ma è in un certo senso la questione è Istituzionale, ministeriale e ciò può spiegare bene alcune mosse come poste in essere da alcune realtà. E siccome è stata provata e dimostrata con cognizione di causa l'assoluta inattendibilità di quella notina, e lo scopo di propaganda a cui era destinata, e siccome la cosa ad alcuni è sfuggita di mano, perché hanno probabilmente sopravvalutato il loro entusiasmo e sottovalutato chi li ha smentiti senza se e ma, ora devono rimediare in qualche modo alla grande nefandezza. Dai 200/800 ammazzati civili si passa ad un misero prima 17, poi 20, ora 60. Lontanissimi dai numeri della notina. In quella zona dei morti vi sono stati, come in tutte le zone di guerra. E ribadisco, di guerra! I partigiani chiamati in causa non hanno commesso alcun "omicidio", di cui a quella notina, e di cui a quello che ora si vorrebbe tirare fuori con la questione dei registri di Premariacco. Insomma continua la calunnia contro la resistenza ed i nostri partigiani che troverà probabilmente anche riparo ovviamente nelle dovute sedi. Ma anche questo tentativo ennesimo di offesa fallirà clamorosamente, perché i fatti di cui ai registri di Premariacco sono totalmente sconnessi dalla notina del 12 ottobre del 1945 della non foiba di Rosazzo, sono totalmente non pertinenti e scollegati, non solo a livello quantitativo, e di località, ma anche temporale. Da riportare alla luce  complessivamente qui non vi è un bel nulla di niente, perché è già stato tutto studiato, elaborato, analizzato e verificato. Anzi, colgo l'occasione per rilanciare due concetti: basta finanziare pubblicamente e conferire legittimità a chi si è prestato a questa operazione che Nadia Fantini, figlia di " Sasso" ha chiamato "una grande porcheria", soggettività che non devono più mettere piede nelle nostre scuole. Che i documenti acquisiti anche grazie ai contributi pubblici del Comune di Gorizia, vengano integralmente ed immediatamente consegnati, da parte della Lega Nazionale, al Comune di Gorizia e che questi siano tutti sin da subito fruibili da chiunque e soprattutto tolti dalle mani di chi non sta proprio per niente facendo il bene della " storia". Ribadendo che quello dei 1023 su Gorizia o della non foiba di Rosazzo, come resi noti da alcuni, non sono e non erano inediti.

Commenti

Post popolari in questo blog

Passo dopo passo il Nord è conquistato da chi vuole "l'indipendenza della Padania"

Ciò che non è entrato dalla porta principale, entra, anno dopo anno, passo dopo passo, in modo sistematico, con estrema pazienza ed intelligenza politica, dalle finestre che connotano la casa del Nord. Un Nord che è uscito con le ossa fratturate dalla crisi del 2007, divenuto isola felice per le mafie, per la corruzione, ma che ha continuato ad essere rispetto al Sud sempre il locomotore dell'Italia, Paese che sta all'Europa come il Sud Italia sta al Nord Italia. Ed il Nord non ci sta più. Pensiamo al Friuli Venezia Giulia, dove cortocircuiti storici sono anche visibili. Ovunque piazze dedicate all'Unità d'Italia che qui non poteva essere festeggiata perchè quando questa raggiunta non era mica contemplata l'Italia, ma si era in gran parte in quello che veniva definito come l'Impero felice a cui è stata anche dedicata una piazza e si continuano a dedicare statue o celebrarne i fasti nobiliari. E poi sarà in prima linea su due fronti di guerra catastrofici, la …

Quel grave gesto di farsi fotografare alla tomba di Giulio Regeni. Violato il rispetto

Ci sono tombe diventate luoghi cult come quella di Jim Morrison, Oscar Wilde, che le guide turistiche non possono non indicare perchè è così che va il mondo. Ci sono tombe che sono espressione della grandezza storica di certi e dati eventi, come quelle dei partigiani, tutti luoghi dove farsi fotografare è legittimo. E poi ci sono luoghi dove dovrebbe governare l'assoluto buon senso e senso del rispetto. Siamo oramai entrati nel pieno del terzo anno dalla scomparsa di Giulio, tre anni di atroci e durissime lotte da parte della famiglia prima di tutto, tre anni alla ricerca continua e costante di quella verità per Giulio che è stata negata, compromessa, a colpi di effetti teatrali, menzogne, depistaggi, con l'aggravante di chi ha rappresentato l'Italia di effettivamente chinarsi ed arrendersi al torto di stato del compromesso. Se nel corso di questi anni praticamente non è mai circolata la foto della tomba di Giulio, qualcuno si sarà posto un minimo perchè? Già la famiglia …

Se toccare il seno della statua di Giulietta è di buon auspicio, perchè?

Città che vai, tradizione o superstizione che troverai. In pieno centro a Monaco vi è la statua di Giulietta, donata dalla città di Verona. Una foto con Giulietta è immancabile a Monaco così come toccare il suo seno destro è un gesto molto diffuso. Ed è stato toccato tante di quelle volte che  praticamente è stato consumato dalla "passione" dei passanti tanto che ha assunto una tonalità più chiara rispetto al resto della statua. Ma da dove nasce questa superstizione? Perchè toccare il seno destro di Giulietta sarebbe di buon auspicio? Ognuno avrà una sua risposta, e Giulietta non può fare altro che subire questo rito. Un rito che accomuna diverse città, perchè la statua di Giulietta la si può trovare in diverse località oltre ovviamente che a Verona. A Monaco ve ne sono due, una prima copia donata dalla Cassa di Risparmio di Verona nel 1974, si trova ai piedi della torre dell’antico municipio a Marienplatz. La seconda si trova nel parco di Shakespeare Platz. Monaco e Vero…