Passa ai contenuti principali

In FVG si depositerà al Consiglio regionale petizione contro il rigassificatore di Monfalcone


Di cosa deve morire Monfalcone non è dato sapere. Ma di indizi ve ne sono tanti. Città che è nota in Italia soprattutto per la tremenda vicenda dell'Amianto. E che ha visto il Comune ritirare la propria costituzione di parte civile in cambio di soldi, di una soluzione stragiudiziale. Questione etica,  e di morale e di principio, semplicemente tradita. Dunque ora non verrà ricordata solo per essere la città dove si muore di Amianto ma anche come la città dove il Comune ha deciso di cedere alla proposta di Fincantieri, rinunciando all'etica, ai principi, alla lotta fino in fondo, per i soliti denari. Peccato, perché si era pur partiti con il piede giusto, pur nel dramma di tale vicenda che ancora continua e continuerà. Ma la memoria dei monfalconesi non è corta, non perdonano e non potranno perdonare. Monfalcone non può aver rimosso la propria storia di città operaia, di città dove si lotta per i diritti, non può aver ripudiato la sua essenza. Certo, oggi la situazione è difficile, ovunque, ma in questi luoghi vi è un qualcosa di innato che al momento giusto verrà fuori. Non è un caso se la resistenza è nata prima in questi luoghi che nel resto d'Italia. 
Periferia estrema di Trieste, seppur in provincia di Gorizia, collocata in un luogo strategico fondamentale, che potrebbe vivere di turismo e cultura e terziario, in realtà vive o sopravvive solo grazie al sistema della Cantieristica navale, al suo indotto. E questa dipendenza prima o poi la si pagherà caramente.
Nel corso degli anni vi è stata una trasformazione in peggio nel sistema di lavoro. Per competere con i colossi mondiali il costo del lavoro si è dovuto adeguare, con tutte le conseguenze nefaste del caso, alle peggiori cose. Avrebbe potuto non adeguarsi? All'interno del sistema capitalistico è difficile dirlo, il profitto viene prima di tutto. Attingere manodopera da certi Paesi è stata una scelta di cui oggi si vedono bene le conseguenze, ma vi sono complessivamente questioni criminali e malavitose e mafiose che gravitano intorno al sistema Monfalcone ed inquinano l'ambiente cittadino avendolo trasformato nel corso degli anni in una pentola a pressione pronta ad esplodere. Anche se qualcuno continua a pensare che a Monfalcone le mafie non ci siano. 
Ovviamente vi è chi ci cova in tutto ciò. 
Dal fasciofancazzismo da tastiera che si diletta quotidianamente a spargere veleno e razzismo ed intolleranza, a chi opera, invece, per fare in modo che Monfalcone possa morire di cattiva industrializzazione. 
Ciò perché nel mentre il Paese è cambiato, ha subito un fortissimo processo di deindustrializzazione, a Monfalcone si vorrebbe andare, attraverso la via della peggiore utopia, contro tale tendenza, come se si vivesse ancora nel secolo scorso, quando le condizioni economiche, sociali, e globali erano completamente diverse. Monfalcone, nel suo essere periferia di Trieste, vorrebbe assorbire parte del suo mandamento per soddisfare gli interessi di chi vorrebbe ancora speculare sul mattone, sulla cementificazione. Nonostante si continui a registrare un sistematico e continuo calo demografico con case sfitte ed invendute in continuo aumento. Non essendoci più spazio per costruire a Monfalcone, quale migliore soluzione se non ingrandire il comune inglobando altri comuni? Così lo spazio per costruire e speculare lo si trova. 
Per non parlare poi della questione del centralismo democratico, che di democratico avrà poco e nulla. Appunto. Ed in questo appunto vi rientrano anche le resistenze avverso il rigassificatore. Quali benefici per Monfalcone? Una banchina allungata con i soldi dei privati e che gioverà forse solo ai privati? Cioè si vorrebbe favorire la realizzazione di un rigassificatore a Monfalcone per il beneficio di una banchina? E qualche altra cosetta da poco conto? 
Non si ha bisogno di altro inquinamento, sia esso paesaggistico che non e di altre pseudo-industrializzazioni. Ma il problema di tutto ciò è dovuto al fatto che a Monfalcone, così come in buona parte del sistema FVG manca un disegno organico su quale debba essere il futuro. Manca una sorta di "piano industriale", una pianificazione sostenibile e condivisa.  Si campa alla giornata, si ragiona su proposte che magari possono soddisfare meglio certi interessi e partite elettorali, e poi tutto come prima, anzi peggio di prima. 
Il 2 febbraio, si legge sul sito del Consiglio Regionale, " al termine della seduta unica del Consiglio regionale sarà depositata la petizione "A Monfalcone non venga costruito alcun rigassificatore di qualunque taglia incompatibile con la delicata situazione ambientale del luogo, perché sommerebbe altro inquinamento a quello già esistente - in parte determinato dalla massiccia presenza industriale nella città - a causa del quale la popolazione, con i propri morti, ha pagato un prezzo troppo alto, e perchè costituirebbe un inutile sperpero di risorse pubbliche", promossa dal Comitato No Rigassificatore - Monfalcone Pulita, che ha sede a Monfalcone; dal Comitato Cittadini per il Golfo-Obcani Za Zaliv, con sede a Duino Aurisina; dal Meetup Monfalcone 5 Stelle-Amici di Beppe Grillo di Monfalcone".

Commenti

Post popolari in questo blog

E' necessario produrre una filmografia sulla resistenza e realizzare musei sulla sua storia

I tempi son mutati ed è di fondamentale importanza, per non rischiare di essere sommersi dall'ignoranza, dal revisionismo storico, dall'indifferenza,  trasmettere i valori della resistenza anche attraverso strumenti e mezzi che ad oggi per ragioni a dire il vero incomprensibili sono stati poco utilizzati. Libertà, uguaglianza, fratellanza, pace, riscatto morale ed etico del nostro Paese, internazionalismo, diritti dei lavoratori, diritti delle donne, diritti civili, ovvero antinazifascismo. Concetti che quotidianamente vengono sistematicamente e metodicamente messi in discussione. E' vitale, per la memoria umana storica attivarsi in ogni ovunque per promuovere una filmografia sulla nostra resistenza, necessità che viene espressa non solo da storici, ma anche da scrittori, registi, e cittadini, nonché promuovere spazi museali affinché si possano raggiungere con maggiore facilità e coinvolgimento, anche emotivo e fisico, le nuove generazioni. Esistono musei di ogni tipo in …

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

L'Italia entro il 2065 rischia di perdere quasi 20 milioni di abitanti, con anche spopolamento enorme nel Sud

Siamo un piccolo Paese, che ha raggiunto la soglia di 60 milioni di abitanti e che probabilmente non solo non supererà mai più ma che rischia di vedere con il binocolo per i prossimi decenni. Certamente viviamo in una società di 7 e passa miliardi di persone, siamo troppi, ma chi pagherà più di altri lo spopolamento saranno i Paesi poveri e tra questi vi è ovviamente anche l'Italia. Se il Sud rischia di vivere uno spopolamento pazzesco, nell'Europa, l'Italia è come il suo sud, vivrà uno spopolamento importante. Cosa comunica l'ISTAT? 
"La popolazione residente attesa per l'Italia è stimata pari, secondo lo scenario mediano, a 58,6 milioni nel 2045 e a 53,7 milioni nel 2065. La perdita rispetto al 2016 (60,7 milioni) sarebbe di 2,1 milioni di residenti nel 2045 e di 7 milioni nel 2065. Tenendo conto della variabilità associata agli eventi demografici, la stima della popolazione al 2065 oscilla da un minimo di 46,1 milioni a un massimo di 61,5. La probabilità d…