Passa ai contenuti principali

In FVG bocciata mozione contro l'inesistente teoria gender

Il Consiglio regionale del FVG ha discusso una mozione destra e pessima, proposta dai soliti Ciriani e Zilli, rispettivamente Fdi/An e Lega, con la quale si voleva impegnare la Giunta regionale a intervenire presso l'Ufficio scolastico regionale affinché in tutte le scuole sia " rispettato il ruolo prioritario della famiglia nell'educazione all'affettività e alla sessualità, in quanto si tratta di un loro diritto fondamentale". Si urla che la fantomatica teoria gender non deve entrare nelle scuole, che è destabilizzante e pericolosa per lo sviluppo degli studenti. Ma come può essere pericoloso un qualcosa che banalmente non esiste? Di pericoloso, invece, per il buon senso, per una scuola fondata sulle diversità, riconoscimento delle diversità, vera forza dell'umanità, è utilizzare e strumentalizzare fantomatiche teorie per fini che hanno come scopo presentare come aliena l'omosessualità, ad esempio, rispetto a chi considera come l'unica forma possibile di coppia legittima e legale, con tutti gli annessi e connessi legali e sostanziali, etici e morali, quella eterosessuale. Non siamo più nei tempi dove le leggi si scrivevano a colpi di fulmini caduti dal cielo, o tramite le visioni di qualche profeta religioso. Il mondo è cambiato, e forse qualcuno si dovrebbe svegliare e capire che siamo nel terzo millennio, e non nel becero e meschino medioevo o società primitiva ed arcaica in tema di diritti umani. Bene dunque la presa di posizione del Consiglio regionale del FVG che ha bocciato la mozione di cui sopra.
Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Passo dopo passo il Nord è conquistato da chi vuole "l'indipendenza della Padania"

Ciò che non è entrato dalla porta principale, entra, anno dopo anno, passo dopo passo, in modo sistematico, con estrema pazienza ed intelligenza politica, dalle finestre che connotano la casa del Nord. Un Nord che è uscito con le ossa fratturate dalla crisi del 2007, divenuto isola felice per le mafie, per la corruzione, ma che ha continuato ad essere rispetto al Sud sempre il locomotore dell'Italia, Paese che sta all'Europa come il Sud Italia sta al Nord Italia. Ed il Nord non ci sta più. Pensiamo al Friuli Venezia Giulia, dove cortocircuiti storici sono anche visibili. Ovunque piazze dedicate all'Unità d'Italia che qui non poteva essere festeggiata perchè quando questa raggiunta non era mica contemplata l'Italia, ma si era in gran parte in quello che veniva definito come l'Impero felice a cui è stata anche dedicata una piazza e si continuano a dedicare statue o celebrarne i fasti nobiliari. E poi sarà in prima linea su due fronti di guerra catastrofici, la …

Salvare le scritte storiche sui muri delle nostre città dei tempi della guerra. Rischiano l'estinzione

Il Friuli Venezia Giulia è una polveriera storica impressionante. Anche se la storia che ovviamente si racconta di più e che ha sancito le sorti di quel presente che viviamo è quella del '900. Terra martoriata da due catastrofi mondiali e che ha rischiato, per la nota causa di Trieste, di scatenare anche la terza. Ci sono diverse testimonianze storiche di quel tempo, soprattutto della seconda guerra mondiale e delle fasi successive alla liberazione dal nazifascismo che caratterizzeranno le sorti di Trieste e dell'Isontino per diversi anni. Ad esempio si possono ancora oggi leggere in alcune località, come Monfalcone, Ronchi, delle scritte che inneggiano alla Jugoslavia, alla settima Repubblica Federativa Jugoslava. In rosso.
Sopravvissute al tempo, alla storia, alla memoria. Anche se a dire il vero ne sono rimaste solo una manciata e difficilmente leggibili. Ma anche per Trieste ci saranno testimonianze del genere come nelle località sicuramente interessate da questa contor…

Quel grave gesto di farsi fotografare alla tomba di Giulio Regeni. Violato il rispetto

Ci sono tombe diventate luoghi cult come quella di Jim Morrison, Oscar Wilde, che le guide turistiche non possono non indicare perchè è così che va il mondo. Ci sono tombe che sono espressione della grandezza storica di certi e dati eventi, come quelle dei partigiani, tutti luoghi dove farsi fotografare è legittimo. E poi ci sono luoghi dove dovrebbe governare l'assoluto buon senso e senso del rispetto. Siamo oramai entrati nel pieno del terzo anno dalla scomparsa di Giulio, tre anni di atroci e durissime lotte da parte della famiglia prima di tutto, tre anni alla ricerca continua e costante di quella verità per Giulio che è stata negata, compromessa, a colpi di effetti teatrali, menzogne, depistaggi, con l'aggravante di chi ha rappresentato l'Italia di effettivamente chinarsi ed arrendersi al torto di stato del compromesso. Se nel corso di questi anni praticamente non è mai circolata la foto della tomba di Giulio, qualcuno si sarà posto un minimo perchè? Già la famiglia …