Passa ai contenuti principali

Ma il Castello di Gradisca è ancora in vendita?



Facendo un salto nel sito del Demanio,alla voce offerta libera,  risulta ancora essere a disposizione il Castello di Gradisca. Nella voce tecnica si legge:”Castello della Repubblica Veneta di fine 400 di notevole pregio storico artistico composto da 6 edifici e cintato da strutture in pietra. L'immobile si trova nel centro storico della cittadina e versa in stato di abbandono. SUPERFICIE LORDA: 11.511 MQ SUP. TOTALE DI CUI COPERTA 1750 E SCOPERTA 9760 STATO MANUTENTIVO: PESSIMO STATO OCCUPAZIONALE: LIBERO. Non è l'unico bene che interessa il FVG che rientra nella voce offerta libera. E' ancora segnalato l'ospedale militare di Scorcola, un panoramico compendio di imponenti dimensioni sito in zona centrale della citta' composto da un edificio doppio di 4 piani f.t. con tettoie, ampio giardino alberato, cortile interno e parcheggio sul retro. Ora,sempre sul sito del demanio si legge che “La Direzione Regionale Friuli Venezia Giulia dell’Agenzia e l’amministrazione comunale di Gradisca d’Isonzo hanno svolto un sopralluogo al Castello di Gradisca d’Isonzo, alla presenza anche dei rappresentanti della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche. E’ stata l’occasione per illustrare il progetto, finanziato dall’associazione ARCUS, di ripristino dei camminamenti e di rifacimento delle coperture del compendio, al fine di garantirne la fruibilità pubblica. A seguito del sopralluogo c’è stato un incontro il Municipio, nel corso del quale l’Agenzia e il Comune di Gradisca d’Isonzo hanno illustrato alle Amministrazioni convenute l’iniziativa di valorizzazione del bene, proponendo la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa tra tutti gli Enti Pubblici competenti (Agenzia del demanio, Comune, Regione, MIBACT), al fine di avviare in maniera coordinata e congiunta il relativo iter". Mentre per il giorno 11 luglio 2015 si legge che “ Il Castello di Gradisca d’Isonzo (GO) verrà recuperato e valorizzato in chiave turistico-culturale e ricettiva, grazie al progetto valore Paese - Dimore. L'Agenzia del Demanio, il Comune, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo hanno, infatti, firmato un atto d'intesa che consentirà di avviare un percorso di recupero e riqualificazione dell’immobile, grazie all’individuazione di nuove destinazioni d’uso. Prossimo passo, l'attivazione di un Tavolo Tecnico Operativo, al quale parteciperanno i rappresentanti delle Istituzioni coinvolte, che consentirà di coordinare tutte le attività per la valorizzazione del castello. Sarà possibile, così, rilanciare l’uso della dimora nobiliare del XVI secolo affidandola al mercato privato con la concessione di lungo periodo, fino a 50 anni”: Ora l'interrogativo che sorge è non è che si utilizzano soldi pubblici per ripristinare un luogo meraviglioso, pubblico, che nessuno ha voluto acquistare stante la situazione pessima in cui si troverebbe, per poi, una volta ripristinato con soldi pubblici, essere venduto o svenduto a tempo debito? Passando per la via di mezzo di una concessione? Il progetto ivi citato è uno strumento di partenariato pubblico-privato che consente di sviluppare e valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico, "attraverso l’assegnazione a primari operatori privati del diritto di utilizzare gli immobili a fini economici per un periodo determinato di tempo, a fronte della loro riqualificazione, riconversione funzionale e manutenzione ordinaria e straordinaria. Attraverso lo strumento della concessione, l’investitore privato non grava il proprio business plan dei costi per l’acquisto degli immobili che rimangono di proprietà pubblica, mentre lo Stato, oltre ad incassare un canone per l’intera durata della concessione, risparmia gli oneri improduttivi di vigilanza, custodia, messa in sicurezza, manutenzione e riattiva nel contempo circuiti virtuosi di trasformazione urbana e sviluppo locale. La durata della concessione è commisurata al raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario del piano degli investimenti e della connessa gestione, per un periodo di tempo comunque non eccedente i 50 anni. Alla scadenza della concessione, lo Stato rientra automaticamente nella piena disponibilità degli immobili concessi in uso, con l’acquisizione di ogni trasformazione, miglioria, addizione e accessione ad essi apportate. La recente L. n. 228/2012 ha previsto che, al termine del periodo di tempo previsto dalla concessione, il Ministero dell'economia e delle finanze – Agenzia del demanio, verificato il raggiungimento della finalità di riqualificazione e riconversione dei beni, possa riconoscere al concessionario, ove non sussistano esigenze di utilizzo per finalità istituzionali, il diritto di prelazione per l'acquisto del bene, al prezzo di mercato"Possibile che non si riescono con risorse pubbliche a gestire in modo pubblico beni storici, gioiellini che altri Paesi farebbero la fila per avere? Ci si scandalizza tanto per il fatto che la Grecia debba fare cassa con i suoi beni storici, e quando questo accade da noi, tutto tace?  A pensar male ci si prende spesso, spero, questa volta di non prenderci proprio.

Commenti

Post popolari in questo blog

Regionali FVG 2018 se a qualcuno interessano i programmi...

Si voterà in prossimità del ponte, una grande pensata che altro non farà che favorire già quello che si sa che sarà, una partecipazione al voto calante,e chiunque vincerà non vincerà tanto per il suo programma elettorale innovativo o superlativo, profondo o leggero o geniale che questo sia. I programmi oramai trovano il tempo che trovano ci puoi mettere di tutto e di più. Da chi parlerà di TAV a chi parlerà di tutela dell'identità friulana o slovena a chi di zone agevolate interesserà poco alla maggior parte dei cittadini. Perchè ragioneranno sulla base di quello che hanno vissuto, un vissuto che è fatto di esperienze, di questioni concrete. E soprattutto di un rigurgito chiaro e netto nei confronti di un certo modo di fare e concepire la politica ed il bene comune sempre più degradato e sacrificato all'altare dell'austerità e della globalizzazione selvaggia che ha favorito il ritorno di nazionalismi anacronistici e ucciso identità e specificità che meritavano tutela. Ogn…

L'Italia e l'alleanza con gli USA, una scelta di campo?

Così Gentiloni sulla questione Siria: voglio solo dire, in conclusione, che l'Italia non è un Paese neutrale, non è un Paese che sceglie di volta in volta, di fronte a questa o a quella crisi, se schierarsi con l'Alleanza atlantica o schierarsi da un'altra parte. Noi siamo coerentemente, da più di sessant'anni, partner fondamentali dell'Alleanza atlantica e alleati degli Stati Uniti. Siamo alleati dell'America, voglio dire: non è un problema di rapporti con questo o quel presidente americano. Siamo stati alleati dell'America con Kennedy e con Nixon, con Clinton e con Reagan, con Bush e con Obama e lo abbiamo fatto perché - lo dico senza infingimenti - è una scelta di campo. È una scelta di campo. È una scelta di campo che deriva certamente dal fatto che l'America, insieme agli alleati, ci ha liberato dal nazifascismo e che certamente deriva dai nostri interessi di difesa e di sicurezza del Paese, ma non è solo questo. È una scelta di campo che deriva da…

Salvare le scritte storiche sui muri delle nostre città dei tempi della guerra. Rischiano l'estinzione

Il Friuli Venezia Giulia è una polveriera storica impressionante. Anche se la storia che ovviamente si racconta di più e che ha sancito le sorti di quel presente che viviamo è quella del '900. Terra martoriata da due catastrofi mondiali e che ha rischiato, per la nota causa di Trieste, di scatenare anche la terza. Ci sono diverse testimonianze storiche di quel tempo, soprattutto della seconda guerra mondiale e delle fasi successive alla liberazione dal nazifascismo che caratterizzeranno le sorti di Trieste e dell'Isontino per diversi anni. Ad esempio si possono ancora oggi leggere in alcune località, come Monfalcone, Ronchi, delle scritte che inneggiano alla Jugoslavia, alla settima Repubblica Federativa Jugoslava. In rosso.
Sopravvissute al tempo, alla storia, alla memoria. Anche se a dire il vero ne sono rimaste solo una manciata e difficilmente leggibili. Ma anche per Trieste ci saranno testimonianze del genere come nelle località sicuramente interessate da questa contor…