Cent'anni dalla prima vittima dello squadrismo fascista a Ronchi, Erminio Rusig

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  Il 15 ottobre del 1926 saranno cent'anni della prima vittima del fascismo squadrista a Ronchi. Erminio Rusig un giovane ronchese poco più che ventenne. La sua storia è stata ricordata nel tempo dalla staffetta partigiana Elda Soranzio e dal partigiano e senatore Silvano Bacicchi e da Giacomo Mininel.  Siamo a Ronchi , è il 24 aprile del 1925. È sabato sera.  Erminio Rusig è lì con i suoi quattro compagni, vanno fino a San Pier, si divertono, e poi tornano a casa che è passata la mezzanotte. Si salutano al bivio della Pesa, ognuno per la sua strada. Erminio viene intercettato da una squadraccia . Lo fermano con le pistole e i manganelli. Lui prova a scappare, ma quelli sono in tanti, lo raggiungono e iniziano a picchiare duro. Lo atterrano a colpi di manganello e poi, quando è già a terra privo di sensi — che è una cosa di una vigliaccheria pazzesca — continuano a prenderlo a calci. E per finire, gli sparano pure: un colpo al basso ventre. Dopodiché, succede una cosa che...

Comunque andrà è l'Europa a voler la Grecia fuori




A volte si deve avere il coraggio Istituzionale di dire no. No ai ricatti, no a condizioni devastanti per il proprio popolo, no al nuovo schiavismo finanziario di questo secolo. L'Europa dopo aver messo al sicuro i capitali che contano dei privati, ha scaricato gli ultimi debiti della Grecia sulle casse degli Stati. La Grecia ora può anche andare via dall'Europa, o dall'Euro, tanto i capitali importanti privati sono al sicuro. Certamente il sistema greco paga responsabilità di una corruzione imponente ma che ha avuto strada libera con il vedo ma non vedo di quella Europa che ora si eleva a bibbia della grande moralità. No. Non è la Grecia ad andare via dall'Europa, ma è l'Europa che sta letteralmente cacciando via la Grecia.
Da convinto europeista, ma non di questa Europa di austerità, dove viene prima il profitto, poi la merce e forse alla fine vi troviamo le persone, ma non tutte, quelle che richiedono asilo o protezione vengono gestite come pacchi postali, dico che la Grecia non deve cedere ai ricatti e bene farà a lasciare questo sistema se il popolo lo vorrà.
Sicuramente partirà una campagna mediatica violentissima, che farà passare l'Europa come vittima, come brava Europa e la Grecia come cattiva ed irresponsabile. A questa si affiancherà una campagna di terrore che spingerà le persone, in larga misura, a votare in via favorevole al Referendum annunciato per il 5 luglio, anche perché non è stata offerta alcuna concreta e reale alternativa. E qui si potrebbero aprire tanti e diversi e cattivi pensieri. Comunque in linea di massima la gente ha ben capito la situazione in essere, in un periodo ove non si parla più di crisi, ma di ripresa, di rinascita, tutte cialtronerie perché chi vive la realtà e nella realtà e non nei salotti protetti della borghesia, ben è consapevole che la situazione è e continua ad essere grave, una gravità che nuoce alla solidarietà e favorisce l'esasperazione dove ogni forma di reazione sarà possibile e che nessuno dica non lo sapevamo. 

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