Passa ai contenuti principali

Riforma della scuola,gli emendamenti non cambiano la frittata

Il testo del disegno di legge che vuole riformare la scuola, e che ha visto il cinque maggio oltre 600 mila lavoratori dire no, con uno sciopero imponente e con adesioni impressionanti, per come rivisto dalla Commissione VII, non muta nella sua struttura, nella sua architettura, anzi per alcuni aspetti è anche peggiorativo. Da un lato il nozionismo, la sintesi del testo originario, è stata ampliata in via discorsiva, come si può notare a titolo esemplificativo dall'articolo 2 lettera D dove l'originario “ potenziamento delle conoscenze e delle competenze in materia di diritto e di economia, inclusa la conoscenza dei princìpi e delle azioni di cittadinanza attiva” diventa “sviluppare competenze di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e alla pace per il rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture; sostenere l’assunzione di responsabilità nonché la solidarietà e cura dei beni comuni e la consapevolezza dei diritti e dei doveri; potenziamento delle conoscenze in materia di diritto e di economia, di alfabetizzazione economico-finanziaria, di educazione all’autoimprenditorialità”. 
Introducendo, dunque, il concetto di educazione all'auto-imprenditorialità. 
Già. Ciò comunque ha una sua logica, il concetto fondamentale, quale quello della scuola lavoro, rimane intaccato, viene estesa la possibilità di esercitarla anche all'estero, ma nello stesso tempo si continua ad insistere sulla questione delle competenze e del curriculum dello studente ed ora rispetto alla versione originaria, “nell'ambito dell'esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado, nello svolgimento dei colloqui la commissione d'esame tiene conto del curriculum dello Studente”. 
Quello che è stato chiuso, in parte, dalla porta del processo di "ascolto", entra dalla finestra. Se l'intervento dei soggetti esterni, e privati, sembra essere meno invadente, rispetto al testo originario, nella formulazione del piano triennale, che continua a sussistere, questo dovrà tenere conto, ora “ dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale e riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale”.
Da un lato nel piano triennale si recepisce quanto era d'obbligo recepire, cosa che nel testo originario non emergeva “il Piano triennale dell’offerta formativa assicura l'attuazione dei principi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità di genere, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e sensibilizzare gli studenti, i docenti ed i genitori sulle relative tematiche”. Però dall'altro lato è sempre funzionale all'organico dell'autonomia che a sua volta è collegato all'albo territoriale che resiste e persiste. Ora si precisa, ad esempio, che “l'organico dell'autonomia è funzionale alla realizzazione del piano triennale dell'offerta formativa ed è impiegato per attività di insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di organizzazione, di progettazione e di coordinamento. E' assegnato alle istituzioni scolastiche sulla base del fabbisogno espresso nel piano triennale e nel limite delle risorse finanziarie disponibili”.Si è anche scritto che “Nei periodi di sospensione dell’attività didattica, le istituzioni scolastiche e gli enti locali, anche in collaborazione con le famiglie interessate, le realtà associative del territorio e del terzo settore, promuovono attività educative, ricreative, culturali, artistiche e sportive da svolgersi presso gli edifici scolastici”. Il potere dei dirigenti scolastici rimane forte, di stampo manageriale. Ed infatti, “Il dirigente, per la copertura dei posti dell’istituzione scolastica, propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all’ambito territoriale di riferimento, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti. Il dirigente scolastico può utilizzare il personale docente in classi di concorso diverse da quelle per le quali è abilitato, purché possegga titoli di studio, validi per l’insegnamento della disciplina, percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire.” Rispetto alle rimostranze iniziali aumenta il fondo per dirigenti scolastici. Il Fondo è altresì incrementato di ulteriori da 35 a 46 milioni di euro nell’anno 2016 e da14 a 17 milioni di euro per il 2017.
Si introduce il comitato di valutazione dei docenti di seguito denominato «Comitato». “ Il Comitato ha durata di tre anni scolastici, è presieduto dal dirigente scolastico ed è costituito dai seguenti componenti individuati dal Consiglio di istituto: a) due docenti dell'Istituzione scolastica; b) due rappresentanti dei genitori, per la scuola dell'infanzia e il primo ciclo di istruzione; ovvero un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori, per il secondo ciclo di istruzione”. 
Insomma, pur con qualche modifica, e qualche integrazione e nuova previsione, l'architettura di questo disegno di legge non muta, per alcuni aspetti è anche peggiorato, ed è da rispedire al mittente in toto, come ben hanno evidenziato la maggioranza quasi assoluta dei diretti interessati. Se così non sarà, sicuramente si valuteranno tutti gli strumenti possibili per contrastare questa riforma, ivi inclusa, qualora  il suo percorso abbia seguito, quella del referendum abrogativo


Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Regionali FVG 2018 se a qualcuno interessano i programmi...

Si voterà in prossimità del ponte, una grande pensata che altro non farà che favorire già quello che si sa che sarà, una partecipazione al voto calante,e chiunque vincerà non vincerà tanto per il suo programma elettorale innovativo o superlativo, profondo o leggero o geniale che questo sia. I programmi oramai trovano il tempo che trovano ci puoi mettere di tutto e di più. Da chi parlerà di TAV a chi parlerà di tutela dell'identità friulana o slovena a chi di zone agevolate interesserà poco alla maggior parte dei cittadini. Perchè ragioneranno sulla base di quello che hanno vissuto, un vissuto che è fatto di esperienze, di questioni concrete. E soprattutto di un rigurgito chiaro e netto nei confronti di un certo modo di fare e concepire la politica ed il bene comune sempre più degradato e sacrificato all'altare dell'austerità e della globalizzazione selvaggia che ha favorito il ritorno di nazionalismi anacronistici e ucciso identità e specificità che meritavano tutela. Ogn…

L'Italia e l'alleanza con gli USA, una scelta di campo?

Così Gentiloni sulla questione Siria: voglio solo dire, in conclusione, che l'Italia non è un Paese neutrale, non è un Paese che sceglie di volta in volta, di fronte a questa o a quella crisi, se schierarsi con l'Alleanza atlantica o schierarsi da un'altra parte. Noi siamo coerentemente, da più di sessant'anni, partner fondamentali dell'Alleanza atlantica e alleati degli Stati Uniti. Siamo alleati dell'America, voglio dire: non è un problema di rapporti con questo o quel presidente americano. Siamo stati alleati dell'America con Kennedy e con Nixon, con Clinton e con Reagan, con Bush e con Obama e lo abbiamo fatto perché - lo dico senza infingimenti - è una scelta di campo. È una scelta di campo. È una scelta di campo che deriva certamente dal fatto che l'America, insieme agli alleati, ci ha liberato dal nazifascismo e che certamente deriva dai nostri interessi di difesa e di sicurezza del Paese, ma non è solo questo. È una scelta di campo che deriva da…

Salvare le scritte storiche sui muri delle nostre città dei tempi della guerra. Rischiano l'estinzione

Il Friuli Venezia Giulia è una polveriera storica impressionante. Anche se la storia che ovviamente si racconta di più e che ha sancito le sorti di quel presente che viviamo è quella del '900. Terra martoriata da due catastrofi mondiali e che ha rischiato, per la nota causa di Trieste, di scatenare anche la terza. Ci sono diverse testimonianze storiche di quel tempo, soprattutto della seconda guerra mondiale e delle fasi successive alla liberazione dal nazifascismo che caratterizzeranno le sorti di Trieste e dell'Isontino per diversi anni. Ad esempio si possono ancora oggi leggere in alcune località, come Monfalcone, Ronchi, delle scritte che inneggiano alla Jugoslavia, alla settima Repubblica Federativa Jugoslava. In rosso.
Sopravvissute al tempo, alla storia, alla memoria. Anche se a dire il vero ne sono rimaste solo una manciata e difficilmente leggibili. Ma anche per Trieste ci saranno testimonianze del genere come nelle località sicuramente interessate da questa contor…