I simboli rubati di Monfalcone: la campana del Vate e il feretro conteso di Enrico Toti

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  Diciamolo pure, c’è un dettaglio affascinante e al tempo stesso quasi tragicomico quando si guarda alla storia di Monfalcone, questa città che a un certo punto si ritrova letteralmente spogliata dei suoi simboli. E sono due vicende straordinarie, legate a quel clima incandescentissimo del nazionalismo italiano. Da una parte c'è Gabriele D’Annunzio. Nel 1919, mentre i suoi legionari marciano verso la città per ricongiungersi con gli ufficiali pronti a seguire il Vate alla conquista di Fiume, succede una cosa singolare.  Vedono una campanella, una minuscola campana, quella di San Polo. Per i monfalconesi era un pezzo d'anima, un simbolo identitario fortissimo. Ma D’Annunzio — ed è un fatto noto — era un collezionista ossessivo, accumulava qualsiasi oggetto gli capitasse a tiro. La sua dimora era letteralmente un museo straripante. E così la campanella sparisce, finisce dritta nella stanza del Lebbroso al Vittoriale. Da lì, nonostante le rimostranze e le rivendicazioni sacrosan...

Ronchi, grande entusiasmo per la presentazione della nuova stagione di baseball

Oltre 50 anni di Baseball a Ronchi. 
Sport che in questa cittadina continua a riscuotere entusiasmo tra i giovani ed anche i più piccoli e le più piccole. Oltre 50 anni di storia e di sport, che hanno visto Ronchi fare parte anche della Italian Baseball League. A dire il vero, come tanti, di questo sport conosco poco o nulla, spesso, in modo pregiudizievole, lo si liquida come una americanata, come una cosa che ha “contaminato” la nostra cultura e società, società dominata dal calcio, per quanto riguarda ovviamente lo sport. 
Eppure quando mi sono recato allo stadio Gaspardis, per la presentazione della nuova stagione di baseball, ho visto entusiasmo e voglia genuina di sport ma soprattutto una partecipazione ed un coinvolgimento da parte della cittadinanza che mi ha, a dir poco, sorpreso. 
In Italia, gli sport meno diffusi, ma che in altri Paesi del mondo sono tutt'altro che poco diffusi, come il baseball, riescono ancora a regalare emozioni, coinvolgimento, competizione sana e partecipazione, perché non dopati dai soliti interessi milionari, perché non dopati dal business che nella quasi totalità dei casi hanno semplicemente ucciso attività sportive importanti e meno importanti ed attirato come calamite atleti e giovani, non tanto per l'amore dello sport ma per i soldi, per la fama. 
Il baseball, in Italia, sembra essere immune da tutto ciò, sicuramente lo è a Ronchi e questa è una cosa positiva, anzi meravigliosa, una meraviglia che può regalare anche sogni e soddisfazioni. E poi da Ronchi si può arrivare nel tempio del baseball, quello professionistico americano, come è già accaduto, partendo dalla importante esperienza maturata con i New Black Panthers ed un plauso non può che essere fatto alla società sportiva di Ronchi che coltiva con passione e grande amore questo sport, avendo reso questa città un centro vitale per il baseball nostrano.

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