Passa ai contenuti principali

La sfilata dei carri di Monfalcone, uno spritz di allegria con tanto bilinguismo

Qualche schiaffetto di borino, buon profumo di vino per le vie di Monfalcone, coriandoli, allegria, sorrisi e follia, ed una sfilata di quasi due ore regala un carnevale divertente ed anche sorprendente in modo positivo, per chi non lo conosce, perché tanti carri allegorici hanno fatto del bilinguismo una cosa seria,e non uno scherzo di carnevale od una fuggente allegoria, quella che molte città nostrane che si vantano di essere esempio di multiculturalismo e centro d'imputazione universale dell'Europa che più non esiste, riconoscono solo con mille bla bla ma non con serietà. Ed insomma anche il carnevale può essere una sana lezione di civiltà, malgrado quel qualcuno che anche a Monfalcone saltellando tra fiamme ardenti ordine, disciplina e schizofrenia massima, vorrebbe il falco portar via e rinchiudere in qualche cella sperduta di una torretta reazionaria chi 100% monfalconese non è, ma che per qualche gioco del destino vive a Monfalcone, o che magari passerà ora il suo tempo a fotografare quanti singoli coriandoli non sono stati raccolti. E dunque sia, viva il carnevale di Monfalcone nel nome del multiculturalismo oltre ogni confine. Ed ora qualche foto della sfilata di questo 17 febbraio 2015:






























































Commenti

  1. Lepe slike Marco-belle foto e il multiculturalismo è super!!!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

E' necessario il (prodotto) made in Friuli Venezia Giulia prima di essere annientati dalla "globalizzazione"

Il made in Italy è diventato uno slogan che non dice più niente. Diventato più funzionale a quella retorica che ha fatto il male dell'Italia che alla tutela dell'Italia. Dall'arte, alla cucina, dall'agricoltura, alla moda e si potrebbe continuare. Nell'Italia di oggi si rimpiange ciò che non è più italiano. Hanno distrutto le campagne, hanno distrutto le coltivazioni storiche, è stato mescolato tutto, per arrivare all'assurdità di cortocircuiti propri di una società totalmente sballata. La globalizzazione nell'economia ha comportato il saccheggio dell'Italia, l'appropriazione indebita di ciò che ha reso unico il nostro Paese nel mondo per perderci nella nullità dell'essere più niente e nessuno.

Siamo bravi a decantare od osannare bellezze e miti e leggende che attraversano la storia di ciò che è arrivato, nel bene o nel male a determinare l'Italia. Un Paese fittiziamente unito, che deve la sua vera forza ai regionalismi, localismi, che non so…

Dopo Macerata si continua a sparare. Guai a ridimensionare o normalizzare

Questa è una storia che non parte da lontano, per dovere di sintesi sarò breve e conciso. Da questa estate in Italia si è iniziato a scoprire il problema del fascismo. Fino a quel momento, soprattutto da chi oggi si professa dall'alto della suo essere grado istituzionale antifascista, era ignorato se non avvallato. Si è denunciato il rischio di fascismo passando dalle vicende ridicole della spiaggia fascista di Chioggia, agli adesivi di Anna Frank, alle bottiglie o calendari con la foto di Mussolini o Hitler. Quando per anni ed anni in questo Paese si è realizzata una vera connivenza con le peggiori istanze, legittimandole, democratizzandole e favorendone la diffusione. Perchè, si è detto, la democrazia vale per tutti, anche per chi sputa veleno sociale.
Il guaio è che è stato pompato all'ennesima potenza un problema che c'era ma non era così forte, impattante. La propaganda che doveva portare a vedere in alcune soggettività una sorta di salvezza messianica in materia di…

Si è entrati nel terzo anno della ricerca della verità per Giulio Regeni, con la politica persa nel silenzio di comodo

"Non è possibile normalizzare i rapporti con uno stato che tortura, uccide e nasconde oltraggiosamente la verità, se non a scapito della credibilità politica del nostro Paese e di chi lo rappresenta". Queste sono le parole della famiglia di Giulio.
Una tempesta sotto forma di parole. Parole dure, ma figlie di quella rabbia comprensibile di chi altro non ha potuto fare che constatare l'effettiva resa dell'Italia all'Egitto criminale, dove si continua a morire, a sparire, ad essere torturati, come è successo a Giulio.  Si dovrebbe dare un vero e proprio ultimatum all'Egitto, pretendendo quelle piccole cose, elementi fondamentali, per chiudere il cerchio. Ma l'Egitto ha preso in giro l'Italia e Giulio e la sua famiglia da sempre, depistaggi, menzogne, calunnie, infamie. La politica italiana si è persa in un silenzio di comodo, quel silenzio che ha caratterizzato, salvo qualche formula di rito, anche le massime Istituzioni. E questo silenzio fa male e …