Passa ai contenuti principali

Il permesso alla formazione per il personale docente copre l'intera giornata

Nella scuola vi è voglia di formazione, di aggiornamento, formazione ed aggiornamento che, pur nella ristrettezza dei limiti quantitativi come emergenti nel CCNL comparto scuola, lasciano spesso la possibilità al personale docente di poter scegliere quale corso frequentare. Una libertà di scelta che è offerta dal variegato mondo delle realtà anche associative, enti accreditati presso il Ministero, promuovendo diverse iniziative toccando diversi argomenti, favorendo, dunque, l'arricchimento funzionale alla libertà d'insegnamento ed alla crescita dell'attività didattica. Però ci si deve scontrare con la burocrazia, una burocrazia che spesso diviene l'alibi per far pervenire con ritardo o censurare l'esistenza di corsi reputati come scomodi o perché non in linea con l'andamento governativo operante nella scuola. Ma una volta che si viene a conoscenza della possibilità di frequentare un corso di formazione è diritto del docente richiedere il permesso, un permesso che copre tutta la giornata lavorativa, a prescindere dalla durata effettiva del corso. Chiaro è l'articolo 64 del CCNL Scuola quando afferma al comma 5 che "gli insegnanti hanno diritto alla fruizione di cinque giorni nel corso dell’anno scolastico per la partecipazione a iniziative di formazione con l’esonero dal servizio e con sostituzione ai sensi della normativa sulle supplenze brevi vigente nei diversi gradi scolastici. Con le medesime modalità, e nel medesimo limite di 5 giorni, hanno diritto a partecipare ad attività musicali ed artistiche, a titolo di formazione, gli insegnanti di strumento musicale e di materie artistiche". Così come chiaro è il comma 7 quando afferma che “ le stesse opportunità, fruizione dei cinque giorni e/o adattamento dell’orario di lavoro, devono essere offerte al personale docente che partecipa in qualità di formatore, esperto e animatore ad iniziative di formazione. Le predette opportunità di fruizione di cinque giorni per la partecipazione ad iniziative di formazione come docente o come discente non sono cumulabili. Il completamento della laurea e l’iscrizione a corsi di laurea per gli insegnanti diplomati in servizio hanno un carattere di priorità”. A volte per eccessivo zelo i docenti interessati, terminato il corso di formazione ed ottenuto il citato permesso, se nella loro scuola era stato calendarizzato un collegio docenti od altra attività pomeridiana, si recano al medesimo. Ora, da un lato certamente non è vietato recarsi ad una attività collegiale pomeridiana una volta terminato il corso di formazione, ma ciò è rimesso alla discrezionalità ed arbitrarietà del singolo lavoratore il quale certamente non può essere obbligato a parteciparvi poiché il diritto di cui all'articolo 64 parla espressamente di cinque giorni e di esonero del servizio
A conferma di ciò aiuta la restrittiva norma prevista per gli ATA e l'orientamento applicativo come conferito dall'ARAN chiarendo che ai sensi "dell’art. 64, comma 4, del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, previa autorizzazione del capo d’istituto, in relazione alle esigenze di funzionamento del servizio, può partecipare ad iniziative di aggiornamento organizzate dall’amministrazione o svolte dall’Università o da enti accreditati. La partecipazione avviene nel limite delle ore necessarie alla realizzazione del processo formativo, da utilizzare prioritariamente in relazione all’attuazione dei profili professionali. Nel caso specifico, se rispettate tutte le condizioni previste, le ore eccedenti l’orario di servizio prestate dal personale ata per partecipare al corso per il conseguimento della patente europea, saranno considerate come orario di lavoro da recuperare attraverso riposi compensativi". 

Per i docenti non si è ritenuto necessario effettuare alcuna specificazione similare semplicemente perché categoria professionale diversa che risponde ad esigenze organizzative diverse, pertanto pare evidente che l'esercizio del diritto citato, per i docenti, riguarda l'intera giornata, a prescindere dalla effettiva durata del corso. Altro discorso è la selezione dei docenti che potranno partecipare al corso di formazione, spesso si definiscono criteri restrittivi che limitano fortemente questo diritto e certamente i tagli costanti e rilevanti che hanno subito e continuano a subire le scuole, non aiutano in tal senso, mutando il diritto alla formazione in una labile facoltà.

Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

Regionali FVG 2018 se a qualcuno interessano i programmi...

Si voterà in prossimità del ponte, una grande pensata che altro non farà che favorire già quello che si sa che sarà, una partecipazione al voto calante,e chiunque vincerà non vincerà tanto per il suo programma elettorale innovativo o superlativo, profondo o leggero o geniale che questo sia. I programmi oramai trovano il tempo che trovano ci puoi mettere di tutto e di più. Da chi parlerà di TAV a chi parlerà di tutela dell'identità friulana o slovena a chi di zone agevolate interesserà poco alla maggior parte dei cittadini. Perchè ragioneranno sulla base di quello che hanno vissuto, un vissuto che è fatto di esperienze, di questioni concrete. E soprattutto di un rigurgito chiaro e netto nei confronti di un certo modo di fare e concepire la politica ed il bene comune sempre più degradato e sacrificato all'altare dell'austerità e della globalizzazione selvaggia che ha favorito il ritorno di nazionalismi anacronistici e ucciso identità e specificità che meritavano tutela. Ogn…

L'Italia e l'alleanza con gli USA, una scelta di campo?

Così Gentiloni sulla questione Siria: voglio solo dire, in conclusione, che l'Italia non è un Paese neutrale, non è un Paese che sceglie di volta in volta, di fronte a questa o a quella crisi, se schierarsi con l'Alleanza atlantica o schierarsi da un'altra parte. Noi siamo coerentemente, da più di sessant'anni, partner fondamentali dell'Alleanza atlantica e alleati degli Stati Uniti. Siamo alleati dell'America, voglio dire: non è un problema di rapporti con questo o quel presidente americano. Siamo stati alleati dell'America con Kennedy e con Nixon, con Clinton e con Reagan, con Bush e con Obama e lo abbiamo fatto perché - lo dico senza infingimenti - è una scelta di campo. È una scelta di campo. È una scelta di campo che deriva certamente dal fatto che l'America, insieme agli alleati, ci ha liberato dal nazifascismo e che certamente deriva dai nostri interessi di difesa e di sicurezza del Paese, ma non è solo questo. È una scelta di campo che deriva da…

Salvare le scritte storiche sui muri delle nostre città dei tempi della guerra. Rischiano l'estinzione

Il Friuli Venezia Giulia è una polveriera storica impressionante. Anche se la storia che ovviamente si racconta di più e che ha sancito le sorti di quel presente che viviamo è quella del '900. Terra martoriata da due catastrofi mondiali e che ha rischiato, per la nota causa di Trieste, di scatenare anche la terza. Ci sono diverse testimonianze storiche di quel tempo, soprattutto della seconda guerra mondiale e delle fasi successive alla liberazione dal nazifascismo che caratterizzeranno le sorti di Trieste e dell'Isontino per diversi anni. Ad esempio si possono ancora oggi leggere in alcune località, come Monfalcone, Ronchi, delle scritte che inneggiano alla Jugoslavia, alla settima Repubblica Federativa Jugoslava. In rosso.
Sopravvissute al tempo, alla storia, alla memoria. Anche se a dire il vero ne sono rimaste solo una manciata e difficilmente leggibili. Ma anche per Trieste ci saranno testimonianze del genere come nelle località sicuramente interessate da questa contor…