Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Voucher: l'attestazione dello sfruttamento nel lavoro


Nessun contratto, sai quando inizi a lavorare ma non sai quando finirai. Lavori spesso, diverse ore giornaliere, l'occasionalità della prestazione diventa ordinaria nell'arco del periodo temporale previsto, avrai spesso un regime orario da rispettare come quello di un normale lavoratore subordinato a tempo indeterminato o determinato, svolgendo diverse e più mansioni, per essere pagato quattro soldi a prezzo definito, non corrispondente al reale tipo di prestazione che si pone in essere. Approfittano della situazione di emergenza ordinaria, quale la mancanza di lavoro, non avendo scelta, non potrai che accettare l'attestazione virtuale, dell'inesistenza di qualsiasi tutela nel e sul lavoro, svolgendo più e variegate ed articolate mansioni. Non si matura il Tfr (trattamento di fine rapporto), non si maturano ferie, straordinari ecc.. Dall’agosto del 2008 al 10 gennaio 2012, sono stati venduti un totale di 27,9 milioni di voucher da 10 euro. E’ possibile riscuotere i Buoni lavoro entro 1 anno dal giorno dell’emissione. I Buoni Lavoro sono riscuotibili presso tutti i rivenditori autorizzati dal secondo giorno successivo alla fine della prestazione di lavoro occasionale, per un importo massimo di 500 € per operazione di riscossione. Il committente, teoricamente, può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, come riporta la guida del ministero del lavoro, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, senza dover stipulare alcun tipo di contratto, senza dover effettuare la comunicazione anticipata on-line al Centro per l’Impiego e senza dover inserire alcuna “scritturazione” sul Libro unico del lavoro. Sembra quasi la massima ed unica aspirazione a cui si può ambire, ovvero la copertura assicurativa. Il prestatore di lavoro, invece, può integrare le sue entrate attraverso le prestazioni occasionali, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato. Il compenso dei buoni lavoro dà diritto all’accantonamento previdenziale presso l’Inps e alla copertura assicurativa presso l’Inail ed è totalmente cumulabile con i trattamenti pensionistici. Il valore netto in favore del prestatore è pertanto di 7,50 euro. Il buono multiplo ha invece un valore netto complessivo di 37,50 euro. E' quasi impossibile rintracciare testimoni all'interno del luogo di lavoro ove si realizza lo sfruttamento attraverso il voucher, eppure le lamentele sono tante, se gli ispettori del lavoro fossero nelle condizioni materiali di poter controllare e verificare quello che accade con queste modalità di nuovo schiavismo sono certo che le sanzioni sarebbero diverse. Ma, come è noto, l'ispettorato del lavoro soffre una carenza di organico enorme, di risorse materiali e strutturali e di mezzi, enorme. Non ci sono le condizioni per poter controllare e prevenire e reprimere l'illegalità. I lavoratori e le lavoratrici, non sono più nelle condizioni di avere alcuna tutela, perché, come scritto e come ben noto, la solidarietà è venuta meno a causa dell'emergenza strutturale e strutturata ordinaria, la disoccupazione, la soddisfazione dei debiti sempre più incombenti e soprattutto il fatto che in qualche modo si deve pur campare o meglio sopravvivere.
Nulla di nuovo, anzi tutto talmente vecchio, che dovrebbe far rabbrividire. E la vita continua, oltrepassi la linea che ti conduce nel luogo dello sfruttamento, isoli la tua dignità, aspettando la fine di quella giornata in questa epoca dai diritti sempre più storti per i lavoratori e le lavoratrici e sempre più rigidi, come il peggior bastone autoritario, per chi lucra sulla tua pelle.


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