Passa ai contenuti principali

“Fate sempre quello che cazzo volete”, la lotta dei facchini di Granarolo che fa paura


Fate Sempre quello che cazzo volete è l'urlo di una manifestante, di una ragazza, scagliato contro lo scudo del sistema, che ha spruzzato lo spray urticante, contro un lavoratore che lotta per la dignità. Fate sempre quello che cazzo volete è l'urlo che ben rappresenta,evidenzia, imprime nella testa, nella mente, in ogni angolo di ogni ovunque ove i tuoi pensieri prendono la rincorsa per abbattere quel muro del potere capitalistico, la condizione moderna di schiavitù esistente nel menzognero Bel Paese italiano.
E' una lotta quella dei facchini di Granarolo su cui si è scritto di tutto e di più, è una lotta contro la quale il sistema lobbistico, concertativo, padronale e sindacale rappresentativo a livello nazionale, perché oramai la logica della cogestione del modello tedesco in Italia esiste ma deve essere solo normata ed a questo ci penserà il futuro premier Renzi, ha concretizzato una grande congiura con tutte le risorse a sua disposizione, salvo una, quella di chi non ci sta.
E' una lotta che fa paura perché per la prima volta si è realizzata una coalizione sociale tra lavoratori non italiani, che vengono qui per lavorare, o meglio essere sfruttati, essere ricattati, essere schiavizzati, solo che questo forse non lo sapevano, e realtà sociali conflittuali. La calamita televisione all'estero mostra una Italia diversa, l'Italia della brava gente e con tanti soldi. E' una lotta che fa paura perché si mobilita un piccolo settore determinate e strategico per la distribuzione, è una lotta che fa paura perchè si colpisce l'immagine di un sistema che spende milioni e milioni per apparire senza mai mostrare cosa si nasconde dietro l'apparenza. Si è tentato per anni ed anni di autorganizzare i lavoratori non italiani, ma le risposte che arrivavano erano sempre le stesse, senza lavoro non ho il permesso di soggiorno e senza permesso di soggiorno mi spediscono come un pacchetto postale a casa ed io come aiuto la mia gente? Già, perché chi viene qui, in questo maledetto Paese a fare lavori che gli italiani non osano neanche sfiorare, lo fa anche per atto di solidarietà, per la propria gente, comunità, famiglia. Molti hanno studiato,  altri no, ma nella condizione di schiavismo il pezzo di carta si dissolve nel ricatto della tua condizione di precarietà e ricatto esistenziale. Ma probabilmente questa devastante crisi ribalterà anche tali situazioni, gli italiani ritorneranno a fare lavori considerati "sporchi".
E' una lotta che fa paura perché si mette in discussione il sistema classico sindacale convivente con quel sistema di cooperazione che ha tradito il suo vero scopo sociale, ora si pensa al profitto a qualsiasi mezzo e condizione, il resto, beh, non conta. E' una lotta che fa paura perché non si lotta solo contro il solo licenziamento, ma anche contro le pessime condizioni di lavoro, e pretendere migliori condizioni di lavoro, giuste retribuzioni, giusti diritti significa dare un cazzotto mortale al sistema di sfruttamento della cooperazione ma non solo.
Perché in Italia siamo oramai abituati ad assistere a lotte solo quando si è alla frutta, per gli ammortizzatori sociali, ma non per le giuste condizioni di lavoro. Il ragionamento che facevano i padroni era, vai via, tanto fuori c'è la lista d'attesa per venire a lavorare qui.
Certo, fate sempre quello che cazzo volete, ma non ora. Perché ora quel cazzo che volete non lo potere più fare, almeno lì, perché esiste una piccola arma, chiamata solidarietà, che se innescata è devastante.
Bologna l'ex amante rossa, si è in parte risvegliata.
Bologna è una città drogata dal potere della concertazione sociale che ha ammortizzato ogni conflitto e tentato via di spazzare via ogni dissenso. Ma il vento dell'indignazione si è cristallizzato in quelle mani nude, in quei volti scoperti, in quei capelli al vento, in quello scontro fisico, dialettico anche duro, che pone l'uomo  ribelle contro l'uomo al servizio del sistema. Mostrano la loro nudità, mostrano la loro umanità, mostrano il loro voler essere liberi nel loro non poter essere liberi, nel 2014 in Italia.

E la libertà fa paura.
Ed infine le lotte, quelle vere, quelle senza compromessi, non si fanno mica con le caramelle.


Commenti

Post popolari in questo blog

Giorno del ricordo a Gorizia e agibilità democratica: Revocata sala gestita dalla provincia a resistenza storica

Era stato promosso dal gruppo di Resistenza Storica e sinistra goriziana antifascista, un convegno per il 10 febbraio dal seguente titolo, da svolgersi in Gorizia, presso il palazzo provinciale Attems:11 ANNI DI "GIORNO DEL RICORDO" Tra mistificazioni storiche e rivalutazione del fascismo. Questi gli interventi previsti: Alessandra KERSEVAN: Il ruolo della X Mas al confine orientale; Claudia CERNIGOI: Il "fenomeno" delle foibe e gli scomparsi da Gorizia nel maggio 1945; Sandi VOLK: 10 anni di onorificenze della legge del Ricordo; Piero PURINI: Gli esodi prima e dopo il secondo conflitto mondiale; Marco BARONE: "Volemo tornar". L'irredentismo del terzo millennio; nota di inquadramento storico e coordinamento del dibattito a cura di Marco PUPPINI. Contestualmente a ciò, nella stessa giornata, nella stessa città, ma in luogo diverso, è previsto il convegno organizzato dalla Lega Nazionale di Gorizia, con l'alto patrocinio della Prefettura, Provincia…

Se Babbo Natale ha ridimensionato San Nicolò

Ma è più sentito San Nicolò o Babbo Natale?

Questo è quanto mi domandavo notando tutta la serie di prodotti realizzati, i mercatini diffusi, le fiere e quant'altro si afferma in prossimità della notte tra il 5 e 6 dicembre. Così come mi domando, ma quanti conoscono la sua storia? Quanti sanno che tipo di santo protettore sarebbe?  Scommetto che le mani alzate sarebbero una manciata.  Ed a dirla tutta non interessa, interessa quel giorno solo scambiarsi qualche regalino, girovagare per le fiere, bere e mangiare.
San Nicolò, dicono, è un santo molto venerato in tutto il mondo, addirittura avrebbe carattere universale. Sarà. Ma in Italia ci sono su più di 8 mila Comuni solo una ventina di località, e qualche Comune, ad avere questo nome e sono poche le località dove viene festeggiato, soprattutto in alcune zone del Nord Est ed in Puglia.  Vi è chi dice che Babbo Natale altro non sia che praticamente il San Nicolò in chiave pienamente consumistica, che avrebbe tratto origine da qu…

Se toccare il seno della statua di Giulietta è di buon auspicio, perchè?

Città che vai, tradizione o superstizione che troverai. In pieno centro a Monaco vi è la statua di Giulietta, donata dalla città di Verona. Una foto con Giulietta è immancabile a Monaco così come toccare il suo seno destro è un gesto molto diffuso. Ed è stato toccato tante di quelle volte che  praticamente è stato consumato dalla "passione" dei passanti tanto che ha assunto una tonalità più chiara rispetto al resto della statua. Ma da dove nasce questa superstizione? Perchè toccare il seno destro di Giulietta sarebbe di buon auspicio? Ognuno avrà una sua risposta, e Giulietta non può fare altro che subire questo rito. Un rito che accomuna diverse città, perchè la statua di Giulietta la si può trovare in diverse località oltre ovviamente che a Verona. A Monaco ve ne sono due, una prima copia donata dalla Cassa di Risparmio di Verona nel 1974, si trova ai piedi della torre dell’antico municipio a Marienplatz. La seconda si trova nel parco di Shakespeare Platz. Monaco e Vero…