Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Dopo l'ipnosi Calcio, Italia ora sveglia


Sveglia.
E' finito il sogno di vincere l'Europeo di calcio.
23 milioni di persone incollate davanti la tv, maxischermo, radio ed internet.
Ipnosi calcistica.
Sono rimasto impressionato nel vedere le strade di Trieste vuote, salvo poi incontrare le masse proiettate a guardare lo schermo, la tv, il calcio.
E' finita male.
Vedi qualcuno scalciare l'oceano di bottiglie vuote disseminate in Piazza dell'Unità, altri bere e dire abbiamo perso è una brutta faccenda, altri guardare per terra.

Forse è stato un momento di sfogo, forse è stato un momento di distrazione, certamente è stato un calcio politicizzato, però ora, almeno fino all'inizio delle Olimpiadi, esiste un mese ove ci si deve svegliare.
Dopo la riforma pensioni, dopo la precarizzazione assoluta del diritto al lavoro e del lavoro, dopo l'attacco al principio ed alle conquiste figlie di quel 68 che da questo momento in poi si potranno vedere solo in qualche filmato d'epoca, leggere in qualche libro od ascoltare le canzoni che hanno trasmesso l'emozione della ribellione fino ai nostri tempi, adesso arriva il momento dei licenziamenti anche nel pubblico impiego.
Circolano le prime voci, si parla in totale, nell'arco di tre anni, di 100.000 lavoratori che attraverso vari espedienti verranno mandati a casa.
La crisi figlia delle speculazioni finanziarie e governata dagli invisibili del mercato, continua a governare le scelte sostanziali di una vita del Paese.
Scelte che dovrebbero essere determinate dalla sovranità popolare, dalla democrazia, ma non è più così.
Dobbiamo prendere atto che abbiamo perso su tutti i fronti.
Basta con i soliti slogan che hanno slogato solo la loro essenza, penso all'articolo 18 non si tocca, ed infatti lo hanno massacrato, penso l'acqua è un bene comune e non si svende, ed infatti continuano a mantenerla nell'ambito del privato, penso noi la crisi non la paghiamo, infatti la paghiamo cara .
Basta.
Poggiamo con umiltà i piedi per terra.
Forse non comprendiamo questo Paese, questa società.
Ho sentito infinite volte dire ma come è possibile che per una partita di calcio scendono in piazza milioni di persone e per difendere il lavoro quattro gatti ribelli?
Se accade è possibile.
Ed allora ora sveglia.
Sveglia dall'ipnosi collettiva.
Il sogno, per molti italiani, è finito, ora si deve affrontare la realtà.
Diminuiscono i consumi, chiudono le aziende e le attività commerciali, le città sono sempre in condizioni a dir poco pietose e degradate, il diritto al lavoro è roba vecchia ed archiviata.
Questa è la realtà.
Sveglia, cercando di riconquistare quella solidarietà che oggi è venuta meno.
Facciamo finta che l'Italia intesa come sistema Paese stia giocando una partita di calcio decisiva per varie generazioni.
La vogliamo giocare o no questa partita?
Vogliamo essere spettatori?
Ma almeno cerchiamo di tifare e sostenere il giusto, ed il giusto oggi vuol dire Stato sociale equo e solidale, dove la dignità di essere umano viene prima di ogni profitto.
Un mese per la sveglia prima della nuova epocale ipnosi, le Olimpiadi.

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