Nel 2026, 80 anni dalla strage di Vergarolla, come per la strategia della tensione, senza verità, anche se non si era più in Italia

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  Ancora oggi non c'è una lapide istituzionale che ricordi a dovere le vittime della strage di Vergarolla di cui non si conosce il numero esatto dei morti, 64 furono  le vittime identificate. Quanto accaduto il 18 agosto del 1946 ha lasciato il segno indelebile nella storia delle complesse vicende del confine orientale spesso strumentalizzate per revisionismi storici, nazionalismi nostalgici, che nulla c'entrano con la verità e la giustizia negata alle vittime di quel fatto drammatico. Come accaduto durante lo stragismo neofascista durante la strategia della tensione, praticamente non vi è stata alcuna verità, nessuna inchiesta degna di nota. Solo supposizioni, teorie, ipotesi, spesso istanze degne di ultras più che di seguaci della verità. Quel fatto tragico è stato chiaramente utilizzato dalla retorica revisionista per le proprie battaglie ideologiche anticomuniste e contro la Jugoslavia comunista di Tito. Quando accadde quel fatto, Pola, era una zona enclave all'interno ...

Bloccato il sito di Telejato.

Avviso- se visiti questo sito il tuo computer potrebbe subire danni!

Ecco cosa si legge non appena si prova ad accere al sito www.telejato.it.
Su google emerge che : "Qual è lo stato corrente del sito telejato.it? Il sito è contrassegnato come sospetto. La visita di questo sito potrebbe danneggiare il tuo computer. Parte di questo sito è stata contrassegnata come avente attività sospetta 3 volte nel corso degli ultimi 90 giorni.
In che modo è avvenuto? In alcuni casi, può succedere che un codice dannoso venga aggiunto a siti autentici da terzi causando la visualizzazione del nostro messaggio di avviso".http://www.google.com/safebrowsing/...

La storia di Telejato , definita in modo sarcastico come l'emittente più piccola del mondo ma nella sua piccolezza è certamente una delle più incisive nella lotta alla mafia, è un patrimonio di tutti noi, e pertanto è dovere etico e morale difenderla, proteggerla.
Questa emittente fondata nel 1989 da Alberto Lo Iacono è attualmente di proprietà di Pino Maniaci, con sede a Partinico, ed è conosciuta principalmente per le sue campagne contro Cosa nostra. Nel corso degli anni l'emittente più piccola del mondo ma la più invasiva nel sistema mafia è stata colpita più volte da minacce ed attentati mafiosi. Non dimenticheremo mai il vile pesaggio subito da Pino nel gennaio 2008 ad opera del figlio di un boss mafioso,
 l' incendio di una delle auto dell'emittente parcheggiata sotto la sede della televisione e come ultimo atto la lettera con minacce di morte, spedita da Palermo e indirizzata al direttore di Tele­Jato Pino Maniaci, recapitata alla redazione dell’emittente di Partinico (Palermo), dove si intima al giornalista di «stare zitto e lasciare il paese». «Non puoi attaccare tutti – si legge – altrimenti ci pensiamo noi a te e alla tua famiglia». «La sentenza è stata emessa», scrive, inoltre, in dialetto siciliano l’anonimo. (ANSA, 19 ottobre 2010).

Dopo l'esperienza di radio out nata alla fine degli anni 70 , integralmente autofinanziata dai compagni di lotta che ridicolizzavano satiricamente la mafia, denunciando le più grosse nefandezze poste in essere dai boss di quella zona, dopo il lavoro svolto da Umberto Santino con l'importante Centro siciliano di documentazione anti-mafia, il primo sorto in Italia, che ancora oggi continua a sensibilizzare l'opinione pubblica su questo fenomeno umano,sociale, politico ed economico,conferendo importante contributo alla lotta alla merdamafia, nonchè il lavoro posto in essere da tutte le associazioni come quella di Rita Atria, siti di contro informazione come ucuntu, o antimafia2000, Telejato che si inserisce in questo filamento sottile ma fondamentale per debellare tale maledetto cancro, viene colpita ancora una volta e su Internet.

Voglio concludere tale breve riflessione, nell'attesa di approfondire determinate vicende, con questa citazione tratta dal Film Cento Passi:

"E' solo un mafioso, uno dei tanti" "E' nostro padre" "Mio padre! La mia famiglia! Il mio paese!Io voglio fottermene!Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare!"

Non fermerete la lotta alla mafia, nè ora, nè, domani, nè mai.
Marco Barone

p.s.
Mi scuso sin da ora con tutte le realtà che si occupano di antimafia, libere dal vincolo dei poteri politici, che non ho citato, ma non per questo dimenticato.

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