Mentre si riapre il caso della "Uno Bianca" a Ronchi danneggiato il monumento dedicato ai Carabinieri

Immagine
Mentre si riaccendono i riflettori sui complici mai emersi della Uno Bianca, il destino, beffardo, si scaglia a Ronchi colpendo il primo monumento realizzato in Italia dedicato ai Carabinieri vittime della mano stragista dei componenti della Uno Bianca a Bologna.    Il danneggiamento accaduto a Ronchi segue  l’imbrattamento avvenuto a marzo del monumento in bronzo dedicato ai tre carabinieri uccisi al Pilastro per mano della banda della Uno Bianca il 4 gennaio 1991 realizzato proprio al quartiere Pilastro. Il Monumento ronchese dedicato a  Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini,  carabinieri vittime della banda della Uno   bianca, fu realizzato per mano dello scultore Giovanni Maier su impulso di  "Nicola" Rusca e inaugurato a Ronchi nell'aprile del 1991. Trent'anni dopo il manufatto ha visto essere completato alla base con un mosaico che richiama la bandiera italiana.  Nella mattinata del 15 maggio si apprendeva del danneggiamento di qu...

Bloccato il sito di Telejato.

Avviso- se visiti questo sito il tuo computer potrebbe subire danni!

Ecco cosa si legge non appena si prova ad accere al sito www.telejato.it.
Su google emerge che : "Qual è lo stato corrente del sito telejato.it? Il sito è contrassegnato come sospetto. La visita di questo sito potrebbe danneggiare il tuo computer. Parte di questo sito è stata contrassegnata come avente attività sospetta 3 volte nel corso degli ultimi 90 giorni.
In che modo è avvenuto? In alcuni casi, può succedere che un codice dannoso venga aggiunto a siti autentici da terzi causando la visualizzazione del nostro messaggio di avviso".http://www.google.com/safebrowsing/...

La storia di Telejato , definita in modo sarcastico come l'emittente più piccola del mondo ma nella sua piccolezza è certamente una delle più incisive nella lotta alla mafia, è un patrimonio di tutti noi, e pertanto è dovere etico e morale difenderla, proteggerla.
Questa emittente fondata nel 1989 da Alberto Lo Iacono è attualmente di proprietà di Pino Maniaci, con sede a Partinico, ed è conosciuta principalmente per le sue campagne contro Cosa nostra. Nel corso degli anni l'emittente più piccola del mondo ma la più invasiva nel sistema mafia è stata colpita più volte da minacce ed attentati mafiosi. Non dimenticheremo mai il vile pesaggio subito da Pino nel gennaio 2008 ad opera del figlio di un boss mafioso,
 l' incendio di una delle auto dell'emittente parcheggiata sotto la sede della televisione e come ultimo atto la lettera con minacce di morte, spedita da Palermo e indirizzata al direttore di Tele­Jato Pino Maniaci, recapitata alla redazione dell’emittente di Partinico (Palermo), dove si intima al giornalista di «stare zitto e lasciare il paese». «Non puoi attaccare tutti – si legge – altrimenti ci pensiamo noi a te e alla tua famiglia». «La sentenza è stata emessa», scrive, inoltre, in dialetto siciliano l’anonimo. (ANSA, 19 ottobre 2010).

Dopo l'esperienza di radio out nata alla fine degli anni 70 , integralmente autofinanziata dai compagni di lotta che ridicolizzavano satiricamente la mafia, denunciando le più grosse nefandezze poste in essere dai boss di quella zona, dopo il lavoro svolto da Umberto Santino con l'importante Centro siciliano di documentazione anti-mafia, il primo sorto in Italia, che ancora oggi continua a sensibilizzare l'opinione pubblica su questo fenomeno umano,sociale, politico ed economico,conferendo importante contributo alla lotta alla merdamafia, nonchè il lavoro posto in essere da tutte le associazioni come quella di Rita Atria, siti di contro informazione come ucuntu, o antimafia2000, Telejato che si inserisce in questo filamento sottile ma fondamentale per debellare tale maledetto cancro, viene colpita ancora una volta e su Internet.

Voglio concludere tale breve riflessione, nell'attesa di approfondire determinate vicende, con questa citazione tratta dal Film Cento Passi:

"E' solo un mafioso, uno dei tanti" "E' nostro padre" "Mio padre! La mia famiglia! Il mio paese!Io voglio fottermene!Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare!"

Non fermerete la lotta alla mafia, nè ora, nè, domani, nè mai.
Marco Barone

p.s.
Mi scuso sin da ora con tutte le realtà che si occupano di antimafia, libere dal vincolo dei poteri politici, che non ho citato, ma non per questo dimenticato.

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?