Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Italiani come ratti - Razzismo svizzero contro i lumbard


Se per i lumbard i meridionali sono oggetto di astio e scherno, per gli svizzeri il bersaglio più a tiro sono proprio i lumbard e i piemontesi.

E proprio di questi tempi in Svizzera sono apparsi manifesti che accusano gli italiani, definiti e rappresentati come topi , di rubare il lavoro ai locali. Se vi sembra di averla sentita è solo perché la storia ama ripetersi alla noia e in tempo di crisi la Svizzera agli Svizzeri, e la Lombardia ai lombardi, sono il riflesso tipico alle crisi economiche in molte delle aree o dei paesi che vedono scosso il loro benessere.

C'è anche il gruppo su Facebook che insulta i lavoratori transfrontalieri che dall'Italia e dall'Unione vanno a lavorare in Svizzera, e ci sono anche tre pirla con tre costumi da topi con la faccia cattiva che dovrebbero servire a sceneggiare le malvagità degli stranieri ad uso delle menti semplici.

Non si fanno mancare niente, nemmeno il sito internet, una vera e propria campagna xenofoba strutturata professionalmente e distribuita attraverso diversi canali, che ha come bersaglio proprio gli italiani che attraversano il confine: “I ratti esistono veramente ¬– sostiene Ferrise –. Inizialmente si muoveranno sui social network. Ma poi li vedremo in giro per le strade. Tra la gente. Agli eventi musicali, alle partite di calcio, al mercato. I ratti invaderanno il Ticino”. Il responsabile dell'agenzia di comunicazione che cura questa schifezza, e che non ha voluto rivelare quale "gruppo" abbia commissionato la campagna, non ci trova nulla di offensivo, dice che: "Un gruppo ci ha chiesto di trovare un’idea originale che portasse i ticinesi ad aprire gli occhi su determinate questioni. Non posso dirvi di più. Segreto professionale. Perché i ratti? Il ratto è qualcosa di spregevole. C’è il concetto di ‘derattizzazione’ dietro tutto ciò".

Il fatto che i topastri da derattizzare abbiano la bandiera italiana sul petto, sembra un'offesa, una minaccia e l'incitamento all'odio contro gli italiani in generale e contro i lombardi in particolare. Senza considerare le inquietanti analogie con gli slogan nazisti del tempo che fu, quando nel Mein Kampf Hitler descriveva il nazismo come: "nemico naturale dell’orrenda infestazione” dei ratti ebrei". La polemica è già partita dal basso, si aspettano a momenti gli assi di briscola.

La Lega ticinese ha smentito ogni coinvolgimento in questa campagna e con loro tutta la politica istituzionale. Quale che sia lo scopo della campagna pubblicitaria, politico o commerciale, l'offesa c'è tutta ed è anche peggiore di quella di Bossi che da dei maiali ai romani.

Non resta che vedere se il Ministro della Difesa La Russa mostrerà il fiero petto agli alpini che ci danno del topo terrone e se Bossi lancerà i suoi venti milioni di fucili all'assalto del Ticino per difendere l'onore ferito dei lumbard. Avanti i patrioti e i difensori della razza.

Aggiornamento: pare che il misterioso committente sia l'UDC, che non è il partito di Casini, ma il partito di estrema destra svizzero, quello che ha promosso il famigerato referendum contro i minareti.

fonte: http://networkedblogs.com/8snh1

http://www.balairatt.ch/

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