Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

sanatoria: esce la circolare e scatta la trappola per i migranti

a quanto si legge sui giornali di ieri - notizia in verità ben seppellita dalle miserie della cronaca pre elettorale - una "circolare interpretativa del capo della polizia" fa scattare una vera e propria trappola intorno al collo di quanti hanno creduto nonostante tutto in questo stato e hanno presentato "domanda di emersione" nel quadro della "sanatoria-badanti" di settembre:
in pratica, contraddicendo quanto assicurato dal governo in settembre, il lavoratore irregolare che prima di presentare la domanda di emersione fosse incappato in un'espulsione per clandestinità non riceverà l'agognato permesso, ma bensì l'esecuzione dell'espulsione - e questo dopo essere stato indotto ad autodenunciarsi e dopo che almeno 500 euro di contributi INPS "forfettari" sono stati pagati per regolarizzare la sua posizione, cifra che nessuno recupererà sicuramente mai!

a quanto capiamo è l'ennesima contraddizione del "pacchetto sicurezza": quando uscì la sanatori, infatti, il governò assicurò che un eventuale pregresso decreto di espulsione da solo non avrebbe inficiato la pratica di emersione (essendo ovvio che la sanatoria va a regolarizzare dei "clandestini"), però, con la contestuale entrata in vigore del pacchetto sicurezza, per chi incappasse in un secondo controllo non avendo evidentemente ottemperato al primo decreto di espulsione scatterebbe un'accusa penale che rientra tra le cause di rigetto della "domanda di emersione" (= sanatoria).
In pratica, se ti beccano una volta la passi liscia, ma se ti beccano due volte - per puro caso - diventi un delinquente di default. Sicché, dopo aver messo nero su bianco chi sei, dove abiti e dove lavori e pagato minimo 500 euro all'INPS, ti becchi automaticamente carcere e espulsione.
Questa, almeno, sembra essere l'interpretazione ufficiale del capo della polizia diramata il 17/3 in risposta ai numerosi quesiti segnalati dalle questure.

Il danno e la beffa, ormai pare che prendere a calci i lavoratori stranieri sia lo sport più in voga in Italia. Neanche la campagna elettorale fa allentare la pressione sull'anello più debole della società, anzi,ne approfittano finché l'opinione publbica è distratta!

Non vogliamo rimanere in silenzio a subire anche questo! qualcuno sa se ci sono mobilitazioni programmate in risposta a questa ennesima odiosa vessazione?
Risposte a livello legale alla palese contraddizione di questa interpretazione? (in pratica lo stesso comportamento, il non ottemperare all'espulsione, riceverebbe un trattamento diverso a seconda che venga scoperto oppure no)

fonte ass. Sopra i ponti

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