Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Crisi e ammortizzatori sociali, accordo in Regione da 520 milioni



Siglato da Regione, UPI e ANCI regionali, organizzazioni sindacali e associazioni imprenditoriali, ad eccezione di Confindustria

Un accordo da 520 milioni che fissa gli obiettivi e i criteri per salvaguardare la base produttiva, evitare i licenziamenti e dare risposte anche ai lavoratori senza la tutela degli ammortizzatori sociali: lo hanno siglato la scorsa settimana Regione Emilia-Romagna, UPI e ANCI regionali, organizzazioni sindacali e associazioni imprenditoriali, ad eccezione di Confindustria.

Il patto rappresenta uno strumento nuovo per gestire una crisi inedita e gravissima, che coinvolge tutta l’economia mondiale e che tocca pesantemente l’economia italiana e ora anche quella dell’Emilia-Romagna.
Con l’accordo si dà vita ad un sistema di gestione di tutti gli strumenti a sostegno dei lavoratori e delle aziende per affrontare la crisi, ordinari e soprattutto in deroga, dando così risposta anche ai lavoratori nelle imprese con meno di 15 dipendenti, nelle cooperative, nei servizi, nel commercio e nell’artigianato.
L’accordo gestirà il finanziamento di 520 milioni per gli ammortizzatori sociali in deroga previsti dall’intesa Stato-Regione, tra risorse statali e regionali.

“Sono convinto che questa sia la strada migliore per superare la crisi – ha spiegato al termine dell’incontro il presidente della Regione Vasco Errani – Anche Confindustria ha dichiarato di condividere l’impostazione e lo spirito del patto e ha apprezzato l’impegno della Regione. Ritengo che sia importante quanto ha detto la presidente Artoni, e auspico che nei prossimi giorni si creino le condizioni perché anche Confindustria possa aderire”.

La Regione e le associazioni imprenditoriali e sindacali firmatarie si impegnano a salvaguardare l’occupazione, perseguendo soluzioni condivise anche nel caso del ricorso a procedure di mobilità ed escludendo comunque iniziative unilaterali di licenziamento collettivo.
Ci sarà dunque la possibilità di allungare il periodo della cassa integrazione ordinaria e di garantire rapidità e semplicità degli interventi anche attraverso i pagamenti diretti da parte dell’INPS.
A livello regionale saranno attivati appositi programmi di politiche attive del lavoro diretti alla riqualificazione dei lavoratori sospesi o licenziati a seguito di crisi per favorirne il ricollocamento occupazionale.
E per contrastare il ricorso al lavoro sommerso dei lavoratori non comunitari che hanno perso il lavoro - derivante dall’attuale disciplina relativa ai permessi di soggiorno - la Regione e le parti sociali si impegnano, attraverso la formazione e gli ammortizzatori sociali, a ricercare tutte le misure per la loro ricollocazione.
L’accordo, infine, avvia una procedura condivisa tra Regione e Province per la cassa integrazione straordinaria e la mobilità nelle aziende fino a 250 addetti con stabilimenti in una sola provincia.

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