Quella geniale contaminazione tra antico e contemporaneo ad Aquileia

 

Nell’antico Impero Aquileia non era una città qualunque. Era la seconda città di tutto l'Impero, subito dopo Roma! Una metropoli brulicante, immensa, ricchissima. Oggi, certo, se uno ci va, di quell'immensità vertiginosa è rimasto poco in superficie. Ma se voi entrate nel Museo Archeologico Nazionale di Aquileia... ebbene, vi accorgete che quel passato glorioso è ancora tutto lì.

Aquileia è un posto incredibile, una perla del Friuli dove si ha davvero la sensazione fisica che il tempo si sia fermato. È un luogo che trasuda storia da ogni singolo muro, da ogni angolazione.

Ma la cosa straordinaria è quello che hanno sperimentato in mezzo a tutto questo. Un'idea che è di una semplicità disarmante eppure... di un'efficacia spaventosa! Cosa ti inventano? I colori! Ma non colori qualunque: i colori di Schifano, di Andy Warhol, di Festa, di Lichtenstein! Hanno preso queste serigrafie, questi quadri, e li hanno messi lì. E la cosa formidabile è che queste opere d'arte contemporanea sembrano mettersi a chiacchierare, a dialogare a tu per tu con le teste di marmo delle statue di duemila anni fa! È un contrasto che annulla i secoli, che rende tutto incredibilmente fluido, accattivante. È vera e propria arte in movimento, una di quelle cose che ti colpisce e ti lascia letteralmente a bocca aperta.

mb 

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