Delitto Chichiarelli: tutti i dubbi e le incongruenze su un'esecuzione di Stato

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Nella trasmissione di Carlo Lucarelli Blu Notte ,  si è ritornati sulla vicenda di uno dei personaggi più enigmatici della storia repubblicana italiana, Antonio "Tony" Chichiarelli. A lui è stato recentemente dedicato anche un film di grande successo che ne ha forse mitizzato eccessivamente la figura: un criminale che ha comunque attraversato la stagione più oscura della Repubblica, quella del sequestro Moro. Chichiarelli accumulò ingenti ricchezze grazie al suo talento per il falso d'arte. Le sue opere sono circolate ovunque, tanto che ancora oggi, di fronte a un dipinto, ci si chiede se si tratti di un originale o di un "Rally", il nome con cui era solito firmarsi. Ma l'aspetto più enigmatico della sua vita parte, paradossalmente, dalla fine: il suo assassinio. Nel corso del programma, Silvio Bozzi — già dirigente della Polizia Scientifica, Questore Aggiunto ed esperto in materie criminalistiche — ha definito la dinamica del delitto con un'espressione ...

L'Incipit del Mito: Scarabocchio o Genio? Il caso Cy Twombly


Prendete un nome qualunque, squisitamente borghese: Edwin Parker, Jr. Poi dimenticatelo, perché la storia dell'arte ha preferito battezzarlo Cy Twombly. Inizia così la parabola di uno dei protagonisti più divisivi, sfrontati e assoluti del contemporaneo. Un uomo capace di spaccare in due il tempio della critica con un colpo di pastello. Da un lato, il coro dei profani indignati, pronti a giurare che un'opera del genere «saprebbe farla anche un bambino della scuola dell'infanzia»; dall’altro, l'aristocrazia dell'intelletto che, per usare le parole di un nume tutelare come Mario Schifano, esigeva di «aprire la mente» per sintonizzarsi sui canali del nuovo che allora irrompeva tra i vicoli e i palazzi della Capitale. Il risultato? Capolavori assoluti. Incompresi dalla massa, certo, ma chiarissimi all'olfatto finissimo dei mercanti d’arte. Sia chiaro, Twombly non è nato dal nulla e non ha dipinto nel vuoto. Se il talento era puro istinto, il posizionamento sociale è stato un capolavoro di geopolitica culturale. Cy non era un outsider; era esattamente dove bisognava essere. Frequentava le orbite giuste, si muoveva tra i salotti didi Peggy Guggenheim e i blasoni dei Franchetti. Non è un caso che abbia sposato Tatia Franchetti, una donna di straordinaria sensibilità artistica, la cui statura è stata recentemente celebrata in una raffinata mostra alla Treccani di Roma. Le sue fotografie, riscoperte oggi, ci restituiscono una prospettiva intima, colta e quotidiana della vita condivisa con Cy. Mentre lui aggrediva la tela con segni ancestrali, lei ne documentava l'esistenza con un occhio di geometrica e silenziosa bellezza. Oggi quei tratti apparentemente caotici, quelle scritte a matita che sembrano quasi insulti al classicismo, si vendono a milioni di euro nel nuovo dogma dello scarabocchio diventato arte o l'arte diventata scarabocchio, ma l'unica certezza è che l'arte non si giudica, ma si vive. E basta.  Ma la vera, ironica apoteosi di Twombly non si consuma nelle sale d'asta di New York o Londra, bensì nel cuore sacro di Roma. Le sue ceneri riposano all'interno della chiesa di Santa Maria in Vallicella. Un privilegio monumentale, quasi papale, concesso a pochissimi eletti della modernità – un destino che lo accomuna a Giorgio de Chirico, solennemente sepolto in San Francesco a Ripa. Non ci sono più i Cesari, non ci sono più i pontefici mecenati del Barocco. Oggi, sul trono della Città Eterna, siedono i sovrani dell'avanguardia concettuale. I nuovi re di Roma.

mb 

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