I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Quella leggenda sul colonnello Bowman che scampò all'attentato perchè non dormì a Miramare, il castello maledetto da Carlotta


Chiunque abiterà sotto questo tetto, muoia come il mio consorte: lontano dalla patria, lontano dagli affetti,di violenta morte, in peccato mortale. 
Si narra che questa sia la maledizione di Carlotta,  dopo l'uccisione di Massimiliano, avvenuta per fucilazione, in terra messicana. Un castello di cui si racconta che quella maledizione colpì diversi personaggi importanti, che pernottarono tra le mura di uno degli edifici più affascinanti del Friuli Venezia Giulia. Chi sfuggì alla maledizione, fu il colonnello Bowman. Che prese il posto di Monfort, dopo solo due mesi dal suo insediamento a Trieste per la gestione degli affari civili per conto del GMA. Il colonnello americano Alfred Connor Bowman divenne dunque l' ufficiale superiore per gli Affari civili del GMA della Venezia Giulia. Di lui si ricorda in particolar modo l'introduzione delle conferenze stampa in stile americano, come segno del ritorno alla democrazia, che in Italia era sconosciuta a causa della dittatura fascista,  conferenze stampa dove i giornalisti ponevano delle domande sulle questioni triestine e lo stesso rispondeva, ed i resoconti venivano diffusi nel Giornale Alleato, senza tirarsi indietro. Si ricorda la sua presa di posizione a favore dei lavoratori triestini, proponendo l'incremento salariale, per fronteggiare l'inflazione ed il costo della vita, insostenibile per i triestini, la sua contrarietà a costruire a Trieste case in stile americano, in legno, sia perchè vi era carenza di legno, sia perchè la bora che soffiava, potente, poteva essere un problema per quel tipo di edificazione. Ma del colonnello americano si narra soprattutto una leggenda. Che decise di pernottare in una villa in via Romagna, passando da una notte in tenda nel parco di Miramare, perchè voleva sottrarsi alla maledizione di Carlotta. Va detto che effettivamente l'americano scampò all'attentato che doveva vederlo come protagonista. Per mano della Pasquinelli, vi era un piano per farlo fuori. Dieci giorni dopo la more di De Winton, ucciso dalla Pasquinelli,  la Polizia Civile aveva arrestato a Trieste un uomo, ingaggiato in seguito ad un accordo con l'estremista italiana,  che lo doveva assassinare lo stesso giorno.  Ma a causa di un suo viaggio nella capitale italiana e poi in Campania, ebbe la vita salva. Insomma, sfuggì alla maledizione di Carlotta. 
mb

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