Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa
Siamo nel mese di gennaio del 1944, nella Venezia Giulia controllata dai tedeschi, a Monfalcone. L'attività dei partigiani, dei gruppi comunisti, socialisti, anarchici e di coloro che si opponevano ai tedeschi oltre che ai fascisti, veniva monitorata costantemente, dai volantinaggi, alle azioni di carattere militare. Interessante è il manifesto inviato ai Carabinieri di Monfalcone, a firma del fronte nazionale di liberazione con il quale si invitava i militi a schierarsi dalla parte giusta, per evitare una lotta fratricida. L'invito era quello di schierarsi contro quello che veniva definito come il "barbaro" tedesco non ostacolando l'attività degli aderenti al fronte nazionale di liberazione. Interessante notare come questa sigla in verità fosse utilizzata prevalentemente dalla compagine partigiana slovena, era lì che esisteva il fronte nazionale di liberazione, noto come Narodnoosvobodilna borba (NOB) che introdusse il sistema dei poteri popolari, mentre in Italia, vi era comunemente il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), nato a Roma il 9 settembre 1943 e che si diffuse a macchia di leopardo successivamente in tutto il Paese.
mb
fonte documento notiziario della GNR
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