Verde, bianco, rosso e a stelle e strisce: l'incredibile parabola del nazionalismo italiano con l'ostentazione del tricolore ovunque

Immagine
Ora, pensate per un momento a quello che sta succedendo sotto i nostri occhi. Se persino sul Silos di Monfalcone, un edificio industriale, un pezzo di storia del lavoro — hanno piazzato due tricolori mastodontici, visibili a chilometri di distanza... beh, di cosa ci stupiamo più? Siamo di fronte a quella che, storicamente parlando, è una clamorosa, inequivocabile ostentazione della bandiera nazionale!  E la cosa straordinaria, se ci pensate, è che noi italiani con questa bandiera abbiamo sempre avuto un rapporto, come dire... complicato . Non  è come negli Stati Uniti o in Francia! In Italia non c'è mai stata quella viscerale, profonda simpatia popolare per il vessillo. Perché siamo più regionalisti, perchè l'Italia è composita, complessa, senza dimenticare il passato che sicuramente ha lasciato il segno. E badate bene, è un paradosso incredibile: stiamo parlando della bandiera della Costituzione, la bandiera nata dalle lotte del Risorgimento e poi rifondata dalla Resistenza! ...

Quando Garibaldi si rivolse ai triestini ed ai goriziani: "La democrazia non vi dimenticherà. Vi ho nel cuore"


Domenica 7 Novembre 1880, la Gazzetta Piemontese pubblica in un trafiletto il breve resoconto dell'incontro tra alcuni triestini e Garibaldi e riporta il messaggio dell'uomo che unì l'Italia ai goriziani. Un messaggio di chiara valenza patriottica e nazionalistica che aveva come scopo di rassicurare sia i triestini che i goriziani che l'Italia non li aveva dimenticati e che il momento del ricongiungimento si sarebbe presto verificato. La Nizza d'Austria Gorizia, e la bocca di Vienna sull'Alto Adriatico, Trieste, uscirono dalla loro condizione di isolamento, di irrilevanza solo grazie all'Impero Austroungarico. Trieste venne trasformata da un piccolo villaggio di pescatori ad uno dei più importanti porti mondiali, ad esempio. Ma quelle due città furono da sempre contese fino ad arrivare come ben sappiamo al disastro della prima guerra mondiale. Ritornando a Garibaldi ed i triestini, così riporta il giornale:

I Triestini a Garibaldi. —alle 10, una deputazione di emigrati triestini fu presentata a Garibaldi. « — Noi vi portiamo, o Generale — dissero — i saluti, i voti, le speranze di Trieste. La patria nostra spera che la democrazia riparerà a breve all'immeritata dimenticanza in  cui fa lasciata dai |Governi passati,  — L'Italia, rispose il Generale, non dimentica Trieste, non la dimentica la democrazia. Potranno dimenticarvi i preti e i moderati, non la democrazia. A chiunque batta in petto cuore italiano la vostra causa è sempre presente. Riferite queste parole al vostri compatrioti e avvisateli che la vostra ora è vicina. I Triestini ringraziarono commossi il Generale e s'accomiatarono. » 

Quanto ai goriziani, invece...

 I Goriziani e Garibaldi. — Lo stesso giornale reca:  Nicola Bossi e Paolina Andreussi, di San Daniele del Friuli, che, rappresentanti dell'oppressa Gorizia, ponevano una corona d'alloro al monumento inaugurato, furono ieri l'altro ricevuti cordialmente dal generale Garibaldi, il quale disse loro:  — Salutate la vostra famiglia, salutate  i vostri rappresentanti di Gorizia, e dite che li tengo nel cuore. »

mb 

fonte notizia archivio storico la Stampa

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?