Il grande colosso di Monfalcone è destinato a sparire

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  A soli centocinquanta metri d’altezza, quella ciminiera appare quasi ridotta se paragonata ai mostri d’acciaio e cemento da duecentocinquanta metri che solitamente feriscono i nostri cieli. Una misura contratta che fu, in un passato felicemente archiviato, fonte di dissapori ed un prezzo pagato sull'altare di uno sviluppo che non guardava in faccia a nessuno. Oggi, però, quel manufatto non è più soltanto il residuo di un’era industriale: è una spina dorsale della memoria collettiva, un reperto di vera e propria  archeologia dell'anima.  Eppure, si preferisce la metaforicamente la ruspa alla tutela. Con una furia iconoclasta degna della distruzione del Colosso di Roma, quell'imponente profilo si avvia ad essere cancellato dalla terra e dallo sguardo, destinato a sopravvivere solo nella memoria nostalgica di chi — da Trieste alle alture del Carso — vedeva in quella torre il punto fermo con cui riconoscere l'orizzonte di Monfalcone. La storia recente dell'Italia offr...

Emergenza coronavirus occorre diversificare all'interno della regione. Inevitabile la zona arancione visto che rischiamo la rossa


In FVG siamo passati agli estremi opposti. Venne dichiarata in questa regione lo stato d'emergenza quando non c'era neanche un caso accertato di coronavirus, per arrivare a questo autunno 2020 dove la situazione rispetto ai numeri accertati della prima ondata della pandemia è più grave e ci si comporta in generale quasi come se l'emergenza non fosse emergenza. Lo sapevano tutti che questa regione non solo rischiava la zona arancione ma addirittura quella rossa. Ma il 12 novembre è stata partorita congiuntamente ad altre regioni l'ordinanza che io ho battezzato "la montagna che partorito l'ombra di un topolino". Un palliativo inutile. Ed infatti il 13 novembre, giorno per chi scaramantico, nefasto, è arrivato non a ciel sereno, il fulmine che tutti sapevano sarebbe arrivato. Tuonava da tempo. Ed è inutile far finta di cascare dalle nuvole o rimanere sbalorditi. Zona arancione. Si ha la netta sensazione che la situazione stia un pò sfuggendo di mano e che forse sarebbe il caso di avere  una migliore competenza al governo regionale.

Ma ciò spetterà ai cittadini deciderlo quando la palla passerà alla democrazia elettorale. Speriamo presto. Le pandemie non durano giorni, mesi, durano anni. L'autonomia regionale, che è una risorsa importante, non ne è uscita bene in tutto ciò. Ha prevalso il centralismo che ha fatto quello che qui non si è avuto il coraggio di fare. Se autonomia doveva essere, le restrizioni severe andavano adottate già da tempo, quando i segnali di una crescita c'erano tutti. Diversificandole all'interno della regione. Hai comuni dove la situazione è seria da tempo, come Monfalcone, Trieste, ad esempio o Gorizia e comuni con situazioni con zero casi. Ma in questa regione c'è chi forse credeva che con l'estate il virus sarebbe andato via, c'è chi ha speso migliaia di euro per luminarie natalizie che rischieranno di illuminare le strade deserte perchè convinto che sarebbe stato un natale memorabile. Di memorabile c'è solo un 2020 che rischia di ripetersi anche nel 2021 e non per colpa del coronavirus.

mb

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