Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Nasce il patto delle "7" grandi sorelle per il gas al Cairo. C'è manco a dirlo anche l'Italia


Il 22 settembre al Cairo si è formalmente costituito come organismo internazionale governativo L'East Mediterranean Gas Forum. Il patto tra quelle che saranno ora le "sette" grandi sorelle, ovvero Egitto, Cipro, Grecia, Israele, Giordania ed ovviamente l'Italia, con l'Europa da grande supervisore. È innegabile dirlo, questo patto sanerà ogni conflittualità tra questi Paesi e la via del gas metterà tutto a tacere, a partire dalla questione dei diritti umani. Inutile girarci attorno, l'Egitto, grazie anche all'Italia, ha ora un ruolo strategico enorme. Ricordiamo che è grazie all'accordo italo-greco, sui confini marittimi, che è stato possibile fare quello egiziano-greco che ha scatenato l'ira funesta della Turchia che ora verrà di fatto raggirata. Alla cerimonia della firma hanno partecipato anche gli ambasciatori degli Stati membri del forum, dunque l'ambasciatore italiano, greco, di Cipro, d'Israele, della Giordania oltre a quello della Francia e degli USA e vi era anche il commissario dell'Unione Europea come supervisore. L'entusiasmo era ovviamente alle stelle. Il ministro per il petrolio egiziano ha "confermato l'importanza del ruolo degli stati membri di questo patto e il grande entusiasmo per la velocità con cui si è arrivati al patto". Una ventina di mesi. A pensare che sono solo, per dire solo, quattro anni e mezzo che stiamo aspettando la verità processuale per Giulio, come non incazzarsi? A dimostrazione che quando vogliono sanno essere rapidi. Dipende dalla priorità. La verità processuale per Giulio non lo è e non lo è mai stata e a questo punto è lecito chiederselo se lo è mai stata per le nostre Istituzioni. Venti mesi per fare un patto complicato sul gas che riconosce all'Egitto un ruolo fondamentale, quattro anni e mezzo per avere solo depistaggi, e infamie sulla verità per Giulio. Non siamo imbecilli, e neanche illusi, sappiamo bene come funziona il mondo. Male. Da notare, tanto per cambiare, che il forum del gas medio oriente ha espresso la sua stima per l'Egitto ed il ruolo svolto da Al Sisi. Tanto detto, continuiamo a chiedercelo. Visto che lo ha sostenuto Conte, lo ha sostenuto Di Maio, lo ha sostenuto anche Gentiloni, lo hanno sostenuto tutti coloro che sono stati interpellati sui rapporti tra Italia ed Egitto. Ma in cosa consiste questo non pieno sviluppo delle potenzialità dei rapporti economici tra i due Paesi? Ognuno tragga le proprie conclusioni.

mb

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