Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Quell'elenco di medici caduti nell'emergenza coronavirus



Sono tanti, troppi, più di cento i medici morti durante l'emergenza coronavirus. L'elenco viene pubblicato nel sito nazionale della federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri . Nell’elenco – spiega il Presidente – "si è deciso di includere tutti i medici, pensionati o ancora in attività, perché per noi tutti i medici sono uguali e uguale è il cordoglio per la loro perdita. Alcuni dei medici pensionati, inoltre, erano rimasti o erano stati richiamati in attività; alcuni di loro avevano risposto a una chiamata d’aiuto. Perché non si smette mai di essere medici, lo resta sino in fondo e per tutta la vita”.
Uccisi durante il lavoro, in un Paese che ha conosciuto una strage di cittadini morti con, per o di coronavirus. Ma non è solo colpa del virus. E' di un sistema fallimentare, che ha fallito dall'inizio. Abbiamo avuto percentuali di operatori sanitari contagiati, intorno al 15% circa. Enormi. La sanità italiana sarà anche una delle migliori del mondo, ma è quella che ha subito un cazzotto enorme per incapacità gestionali, per errori commessi. Non è solo per i disastri ereditati, ma anche per quelli compiuti durante questa emergenza. Ci siamo sciacquati la coscienza con gli applausi fatti ai medici. Dei medici contagiati, morti, non si parla più. Perchè parlarne, ora, significherebbe dover interrompere quella narrazione del vogliamoci bene che più di qualcuno vuole imporre. Verità e giustizia per questi morti sul lavoro, verità e giustizia per i cittadini morti per gli errori commessi in un Paese messo in ginocchio non dal virus, ma da irresponsabilità. Gli ultimi non saranno i primi, ma i primi saranno gli ultimi. Siamo stati i primi a chiudere una nazione intera, saremo gli ultimi a riaprirla. Pretendere giustizia, non significa fare giustizialismo, vendetta, ma salvaguardare quello stato di diritto che in Italia in questi mesi di emergenza è letteralmente saltato in aria con un Paese allo sbando come mai nel corso della sua recente storia.

mb

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