Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Coronavirus: è saltata l'unità d'Italia oltre al lume della ragione








Ovunque si parla di coronavirus. Da giorni e giorni i media non parlano che di questo. E' stata creata una situazione di panico, volendo o non volendo, ed infatti, quando si sono resi conto che la situazione stava scappando di mano, che si fa? Si dice che il coronavirus è una semplice influenza con percentuali di mortalità inferiori rispetto alla vecchia SARS e non solo. Insomma, non c'è di che preoccuparsi. Intanto, decreti d'emergenza, ovunque, schizofrenia da ricovero negli ospedali chiusi da Basaglia, verrebbe da dire.  Mentre nel mondo l'Italia viene vista come un Paese 'untore'. Un mondo che dichiara di prepararsi alla pandemia cosa che in Italia nella nuova narrazione soft dopo quella da grande panico viene sminuita.
E' successo di tutto e di tutto ancora accadrà. Casi di razzismo contro i cinesi ma anche contro i lombardi ed i veneti. Poi nel tempo si aggiungeranno quelli delle altre regioni "infette". Parlare veneto, in giro per l'Italia, comporta l'attirarsi l'attenzione. Se prima quell'accento non diceva nulla ai più, ora, nella mente del cittadino scatta l'allarme. E' veneto. Poi, se ti scappa uno starnuto, magari scatta pure una "delazione". Veneto, più starnuto, uguale, infetto. Che poi magari sei allergico a qualcosa e sei sano come un pesce, questo può nel momento non contare un cazzo. Insomma, si è iniziato a capire che parlare la propria lingua può essere un problema. Cose che in Italia non si vedevano da tempo, erano la normalità sotto il fascismo contro gli sloveni, ad esempio, e diffuse, negli anni del boom economico contro i meridionali nel nord Italia. Tutti a comprare amuchina e mascherine. Ma inspiegabilmente in molte città dove queste mascherine sono andate esaurite, in giro vedi poche persone con le mascherine e se la indossi magari ti prendono per il culo. E soprattutto capisci cosa significa portare quella mascherina quando hai dei problemi di salute. Ti guardano tutti. Un virus che è in Italia probabilmente prima della sua esplosione e che ha fatto implodere il Paese. Chi invocava con atti di sciacallaggio la chiusura dei confini, ed i soliti nauseanti bla, bla, bla, ora deve assistere alla situazione paradossale che è l'Italia ad essere isolata dagli altri Paesi. E soprattutto che i veri confini sono sorti all'interno del Bel Paese, dove è andata letteralmente a quel paese l'unità d'Italia. L'autonomismo non ha fatto una bella figura. In certe mani è meglio non averlo. Su alcune materie non dovrebbe esistere, su alcune questioni d'emergenza nazionale, servirebbe l'emergenza nazionale e non regionale. E qui invece ognuno ha fatto quello che minchia ha voluto. Chi chiudeva le scuole, chi sospendeva solo le lezioni, chi questo, chi quello. Follia totale. Intanto, niente scioperi, niente assembramenti, niente riunioni, niente cultura, qualcosa resiste, non si è osato chiudere i centri commerciali, i ristoranti, si è osato chiudere le biblioteche ed i teatri. Ai lavoratori esposti, dai mezzi pubblici ecc, non sono state date le mascherine, ma intanto spuntano le tende davanti agli ospedali di alcune realtà e gli assalti ai supermercati. Controlli negli aeroporti, prima sui voli esteri, poi capiscono che non bastavano ed eccoli spuntare su tutti in teoria, anche se non è così nella realtà, controlli sui treni, ma sfuggono gli autobus, gli accessi dall'autostrada, dalle strade comuni. Non si può controllare tutto. Non si può mettere in quarantena un Paese intero. Il coronavirus ha dimostrato la vulnerabilità dell'Italia, un paese dove è saltato letteralmente il lume della ragione. Finita questa pagina vergognosa, saranno tante le cose da dover chiarire, sono diverse le cose che non tornano. E comunque una cosa va detta, gli sciacalli sovranisti della politica italiana hanno fatto capire agli italiani, almeno a quelli dotati di cervello, cosa significherebbe lasciare il paese nelle loro mani.  Sarebbe un disastro totale.


mb

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