L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Onore e rispetto per l'eroe nazionale sloveno Tomazic e per i patrioti sloveni Bobek, Vadnal, Kos, Ivancic



La provocazione ignobile di quell'organizzazione neofascista che cerca visibilità con iniziative che non fanno ridere neanche i polli per quanto ridicole, ora si sono scagliate nella Venezia Giulia, dopo un periodo di assenza e vuoto, contro antifascisti sloveni vittime del tribunale speciale fascista le cui sentenze sono carta straccia ma in quel tempo determinarono morte. Con il processo del 1941 si processarono esponenti del TIGR, organizzazione che lottava per abbattere lo stato fascista e rivendicare territori che erano stati deslavizzati da politiche criminali di italianizzazione forzata fascista. 5 giovani ne furono vittime il 15 dicembre 1941, i patrioti sloveni Pinko Tomažič, Ivan Vadnal, Viktor Bobek, Simon Kos e Ivan Ivančič, fucilati presso il poligono di tiro di Opicina.





Purtroppo le loro salme vennero trasportate nel cimitero cimitero di Fontane di Villorba, in località Chiesa Vecchia senza che le famiglie sapessero nulla. Ciò chiaramente per evitare che diventassero meta di 'pellegrinaggio' antifascista. Solo dopo la fine della guerra le salme ritornarono a Trieste dove il 28 ottobre 1945 vennero celebrate esequie solenni in Piazza Unità d’Italia. Nel 1958 Pinko Tomažič è stato proclamato eroe nazionale e nel 1997 il Presidente della Repubblica di Slovenia ha decorato con medaglia d’oro alla memoria gli altri quattro patrioti sloveni antifascisti. A queste persone, onore e rispetto.

mb

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