Il grande colosso di Monfalcone è destinato a sparire

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  A soli centocinquanta metri d’altezza, quella ciminiera appare quasi ridotta se paragonata ai mostri d’acciaio e cemento da duecentocinquanta metri che solitamente feriscono i nostri cieli. Una misura contratta che fu, in un passato felicemente archiviato, fonte di dissapori ed un prezzo pagato sull'altare di uno sviluppo che non guardava in faccia a nessuno. Oggi, però, quel manufatto non è più soltanto il residuo di un’era industriale: è una spina dorsale della memoria collettiva, un reperto di vera e propria  archeologia dell'anima.  Eppure, si preferisce la metaforicamente la ruspa alla tutela. Con una furia iconoclasta degna della distruzione del Colosso di Roma, quell'imponente profilo si avvia ad essere cancellato dalla terra e dallo sguardo, destinato a sopravvivere solo nella memoria nostalgica di chi — da Trieste alle alture del Carso — vedeva in quella torre il punto fermo con cui riconoscere l'orizzonte di Monfalcone. La storia recente dell'Italia offr...

Caro Ministro, iniziamo con l'eliminazione delle prove dell'INVALSI dalla scuola primaria

Sono state praticamente e sostanzialmente le prove più contestate nella storia della Repubblica italiana. Parliamo di quelle realizzate dall'Ente Invalsi. Prove, quiz, che sin dalla scuola primaria interessano gli studenti delle nostre scuole. Degli interventi correttivi sono stati realizzati nel corso degli anni, per arrivare a considerarle comunque, nei gradi di scuola superiori, funzionali e determinanti per la certificazione delle competenze. Nella scuola primaria queste prove sono semplicemente inutili. Sono un costo per lo Stato, non irrilevante e sottopongono a stress gli studenti fin dalla seconda "elementare". Si tratta di prove a tempo, di lettura, di due minuti! Prove a cronometro! E comunque di prove tutte caratterizzate da un limite temporale che va dai 30 minuti ai 75 minuti. Il docente somministratore, che in quel momento lavorerà, gratis, per un istituto terzo, quale l'INVALSI, dovrà seguire alla lettera un manuale che impone certi e dati comportamenti. Caratterizzato dai non. NON risponda alle eventuali richieste di aiuto degli alunni sulle domande delle provecognitive (Inglese, Italiano e Matematica). NON dia alcuna informazione aggiuntiva, indicazione o suggerimento relativamente al contenuto di alcuna delle domande della Prova.non rispondere a domande riguardanti il contenuto dei quesiti. Una buona risposta in questi casi è: «Mi dispiace, non posso risponderti. Cerca di fare del tuo meglio». Non si comprende il senso di continuare a far svolgere queste prove alla scuola primaria. Non se ne comprende l'utilità. Quelle prove rappresentano un modello di scuola che vuole incentrare una preparazione ad una società delle competenze più che delle conoscenze. Gli apprendimenti necessitano di ritmi non a cronometro, anche vivere la scuola con lentezza può essere un pregio, una virtù, che con i ritmi dettati dai giorni dell'INVALSI, rischia di diventare un incubo per tanti studenti e bambini. 

mb

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