Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

Immagine
Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Caro Ministro, iniziamo con l'eliminazione delle prove dell'INVALSI dalla scuola primaria

Sono state praticamente e sostanzialmente le prove più contestate nella storia della Repubblica italiana. Parliamo di quelle realizzate dall'Ente Invalsi. Prove, quiz, che sin dalla scuola primaria interessano gli studenti delle nostre scuole. Degli interventi correttivi sono stati realizzati nel corso degli anni, per arrivare a considerarle comunque, nei gradi di scuola superiori, funzionali e determinanti per la certificazione delle competenze. Nella scuola primaria queste prove sono semplicemente inutili. Sono un costo per lo Stato, non irrilevante e sottopongono a stress gli studenti fin dalla seconda "elementare". Si tratta di prove a tempo, di lettura, di due minuti! Prove a cronometro! E comunque di prove tutte caratterizzate da un limite temporale che va dai 30 minuti ai 75 minuti. Il docente somministratore, che in quel momento lavorerà, gratis, per un istituto terzo, quale l'INVALSI, dovrà seguire alla lettera un manuale che impone certi e dati comportamenti. Caratterizzato dai non. NON risponda alle eventuali richieste di aiuto degli alunni sulle domande delle provecognitive (Inglese, Italiano e Matematica). NON dia alcuna informazione aggiuntiva, indicazione o suggerimento relativamente al contenuto di alcuna delle domande della Prova.non rispondere a domande riguardanti il contenuto dei quesiti. Una buona risposta in questi casi è: «Mi dispiace, non posso risponderti. Cerca di fare del tuo meglio». Non si comprende il senso di continuare a far svolgere queste prove alla scuola primaria. Non se ne comprende l'utilità. Quelle prove rappresentano un modello di scuola che vuole incentrare una preparazione ad una società delle competenze più che delle conoscenze. Gli apprendimenti necessitano di ritmi non a cronometro, anche vivere la scuola con lentezza può essere un pregio, una virtù, che con i ritmi dettati dai giorni dell'INVALSI, rischia di diventare un incubo per tanti studenti e bambini. 

mb

Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza