Prima del Ventennio: cronache di intolleranza e squadrismo nel Monfalconese di fine Ottocento

Noi abbiamo questa immagine del vecchio Impero asburgico come di un meraviglioso mosaico di popoli.  Dove italiani, sloveni, tedeschi, ungheresi vivevano tutti insieme appassionatamente, l'imperatore Francesco Giuseppe che vegliava su tutti, e le lingue e le identità di ciascuno venivano rispettate. E in parte è vero. In verità, se andiamo a stringere l'obiettivo, se andiamo a guardare cosa succedeva davvero tutti i giorni, ad esempio nel Monfalconese e anche a Ronchi, scopriamo che la realtà era un bel po' più spigolosa. Nei documenti e nelle cronache troviamo episodi che, a leggerli oggi, mettono i brividi. Roba che noi chiameremmo squadrismo bello e buono, ma vent'anni prima che nascessero i fasci di combattimento! Un'intolleranza becera verso gli sloveni e verso l'uso stesso della loro lingua. I giornali dell'epoca non facevano una piega. Anziché inorridire davanti alla violenza, si schieravano apertamente, senza il minimo pudore, dalla parte di chi mena...

Caro Ministro, iniziamo con l'eliminazione delle prove dell'INVALSI dalla scuola primaria

Sono state praticamente e sostanzialmente le prove più contestate nella storia della Repubblica italiana. Parliamo di quelle realizzate dall'Ente Invalsi. Prove, quiz, che sin dalla scuola primaria interessano gli studenti delle nostre scuole. Degli interventi correttivi sono stati realizzati nel corso degli anni, per arrivare a considerarle comunque, nei gradi di scuola superiori, funzionali e determinanti per la certificazione delle competenze. Nella scuola primaria queste prove sono semplicemente inutili. Sono un costo per lo Stato, non irrilevante e sottopongono a stress gli studenti fin dalla seconda "elementare". Si tratta di prove a tempo, di lettura, di due minuti! Prove a cronometro! E comunque di prove tutte caratterizzate da un limite temporale che va dai 30 minuti ai 75 minuti. Il docente somministratore, che in quel momento lavorerà, gratis, per un istituto terzo, quale l'INVALSI, dovrà seguire alla lettera un manuale che impone certi e dati comportamenti. Caratterizzato dai non. NON risponda alle eventuali richieste di aiuto degli alunni sulle domande delle provecognitive (Inglese, Italiano e Matematica). NON dia alcuna informazione aggiuntiva, indicazione o suggerimento relativamente al contenuto di alcuna delle domande della Prova.non rispondere a domande riguardanti il contenuto dei quesiti. Una buona risposta in questi casi è: «Mi dispiace, non posso risponderti. Cerca di fare del tuo meglio». Non si comprende il senso di continuare a far svolgere queste prove alla scuola primaria. Non se ne comprende l'utilità. Quelle prove rappresentano un modello di scuola che vuole incentrare una preparazione ad una società delle competenze più che delle conoscenze. Gli apprendimenti necessitano di ritmi non a cronometro, anche vivere la scuola con lentezza può essere un pregio, una virtù, che con i ritmi dettati dai giorni dell'INVALSI, rischia di diventare un incubo per tanti studenti e bambini. 

mb

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