Verde, bianco, rosso e a stelle e strisce: l'incredibile parabola del nazionalismo italiano con l'ostentazione del tricolore ovunque

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Ora, pensate per un momento a quello che sta succedendo sotto i nostri occhi. Se persino sul Silos di Monfalcone, un edificio industriale, un pezzo di storia del lavoro — hanno piazzato due tricolori mastodontici, visibili a chilometri di distanza... beh, di cosa ci stupiamo più? Siamo di fronte a quella che, storicamente parlando, è una clamorosa, inequivocabile ostentazione della bandiera nazionale!  E la cosa straordinaria, se ci pensate, è che noi italiani con questa bandiera abbiamo sempre avuto un rapporto, come dire... complicato . Non  è come negli Stati Uniti o in Francia! In Italia non c'è mai stata quella viscerale, profonda simpatia popolare per il vessillo. Perché siamo più regionalisti, perchè l'Italia è composita, complessa, senza dimenticare il passato che sicuramente ha lasciato il segno. E badate bene, è un paradosso incredibile: stiamo parlando della bandiera della Costituzione, la bandiera nata dalle lotte del Risorgimento e poi rifondata dalla Resistenza! ...

Caro Ministro, iniziamo con l'eliminazione delle prove dell'INVALSI dalla scuola primaria

Sono state praticamente e sostanzialmente le prove più contestate nella storia della Repubblica italiana. Parliamo di quelle realizzate dall'Ente Invalsi. Prove, quiz, che sin dalla scuola primaria interessano gli studenti delle nostre scuole. Degli interventi correttivi sono stati realizzati nel corso degli anni, per arrivare a considerarle comunque, nei gradi di scuola superiori, funzionali e determinanti per la certificazione delle competenze. Nella scuola primaria queste prove sono semplicemente inutili. Sono un costo per lo Stato, non irrilevante e sottopongono a stress gli studenti fin dalla seconda "elementare". Si tratta di prove a tempo, di lettura, di due minuti! Prove a cronometro! E comunque di prove tutte caratterizzate da un limite temporale che va dai 30 minuti ai 75 minuti. Il docente somministratore, che in quel momento lavorerà, gratis, per un istituto terzo, quale l'INVALSI, dovrà seguire alla lettera un manuale che impone certi e dati comportamenti. Caratterizzato dai non. NON risponda alle eventuali richieste di aiuto degli alunni sulle domande delle provecognitive (Inglese, Italiano e Matematica). NON dia alcuna informazione aggiuntiva, indicazione o suggerimento relativamente al contenuto di alcuna delle domande della Prova.non rispondere a domande riguardanti il contenuto dei quesiti. Una buona risposta in questi casi è: «Mi dispiace, non posso risponderti. Cerca di fare del tuo meglio». Non si comprende il senso di continuare a far svolgere queste prove alla scuola primaria. Non se ne comprende l'utilità. Quelle prove rappresentano un modello di scuola che vuole incentrare una preparazione ad una società delle competenze più che delle conoscenze. Gli apprendimenti necessitano di ritmi non a cronometro, anche vivere la scuola con lentezza può essere un pregio, una virtù, che con i ritmi dettati dai giorni dell'INVALSI, rischia di diventare un incubo per tanti studenti e bambini. 

mb

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