Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

In Egitto indietro non si torna più. Il popolo vuole democrazia #SisiOut


mappa del Cairo blindata dalle milizie di Al Sisi
La chiamata c'è stata. Un Egitto blindato. Una capitale blindata con oltre 2000 arresti, intimidazioni, minacce, chiusura di stazioni metropolitane per blindare piazza Tahrir, dove ancora aleggiano i venti rivoluzionari del 2011, quelli che la dittatura teme, ma il popolo egiziano ha risposto all'appello di Mohamed Ali. Non si è raggiunto il milione, ma erano tanti, ed è stato in ogni caso un successo, visto che in Egitto chiunque osi solo criticare la dittatura o metterla in discussione viene liquidato come terrorista, come pericolo per la sicurezza nazionale. Si è rotto lo specchio della paura.


La gente comune ha trovato il coraggio di scendere in piazza. Indietro non si torna più. Il popolo vuole democrazia, libertà, si guarda al modello europeo.
Il tempo di Al Sisi è giunto al termine. E' oramai solo questione di, appunto, tempo. Ed il fatto della sua debolezza è emersa con forza in questa giornata, che segna una nuova dimensione per l'Egitto. Decine le segnalazioni, come successo durante le votazioni, ad esempio di pacchi di cibo dati in cambio di adesione politica al regime. E quando un regime deve corrompere così il popolo per portarlo dalla propria parte, alle proprie manifestazioni, significa che è alla frutta.

mb


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