Fino a quando non ci sarà la verità per Giulio l'Egitto non sarà mai credibile sui diritti umani


Come è noto le Nazioni Unite  che in modo inopportuno avevano scelto si svolgere a settembre  la conferenza sulla tortura in Egitto, a Il Cairo, hanno deciso di rinviarla. Non è stato detto che non si farà più in Egitto, ma è stata solamente rinviata.  Intanto, il rappresentante permanente dell'Egitto presso l'ambasciatore delle Nazioni Unite Alaa Youssef ha dichiarato che l'Egitto ha intensificato gli sforzi per migliorare le condizioni dei diritti umani, aggiungendo che è stata recentemente approvata una nuova legge per regolare il lavoro dell'organizzazione non governativa in Paese. Una legge considerata dai più controversa dove pur venendo meno la pena detentiva non sono venute meno le pesanti sanzioni finanziarie e amministrative verso le ONG ritenute "scomode" in sostanza. L'Egitto continua a parlare di diritti umani, a sostenere che dei miglioramenti si stanno facendo. Cosa che si auspica ed augura. Ma diciamolo chiaramente. Quale miglioramento dei diritti umani credibile potrà esserci in quel Paese che continua a negare verità e giustizia per Giulio?


E quando si parla di Giulio si parla di tutti gli egiziani che in quel Paese hanno subito trattamenti similari. Che hanno subito violazioni dei diritti umani. Ed è forse anche per questo che in Egitto la causa per Giulio fa paura, perchè rischia di aprirsi una voragine nella quale sprofonderà l'attuale dittatura oltre che i suoi complici interni o esterni su questa vicenda. Fino a quando non ci sarà verità per Giulio l'Egitto non sarà mai credibile in materia di diritti umani. E si rimane basiti sul fatto che le Nazioni Unite continuano, nonostante tutto, a considerare l'Egitto o meglio la dittatura egiziana un interlocutore come gli altri. 

mb

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